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La lugubre mordacchia curnense sulla discussione consiliare del Pgt. Mala tempora currunt

24 marzo 2012

 Premessa

Come è noto, sabato 17 marzo il Pgt doveva essere presentato e discusso per l’adozione (l’approvazione sarebbe venuta in seguito). Le opposizioni rappresentate da c.d. sinistra e Lega pedrettista, con il concorso della quinta colonna (due membri del Pdl, dei quali uno assessore nella giunta Gandolfi, al momento della votazione mancata del Pgt) hanno però deciso che il piano non dovesse nemmemo essere discusso in Consiglio, nella sede naturale.

Erano presenti in aula due professionisti che hanno collaborato alla redazione del piano, pronti a illustrare il piano ai consiglieri, le apparecchiature per la proiezione delle immagini erano installate, ma non ci fu nessuna presentazione. Prima di dare la parola ai tecnici, quindi prima della discussione tra i consiglieri e prima della votazione, il sindaco avrebbe dovuto fare una breve introduzione, della quale qui sotto riportiamo la “scaletta”. Ma ancora una volta l’opposizione e la quinta colonna hanno preferito zittire la discussione con il metodo della mordacchia, come già il 3 dicembre scorso, quando abbandonarono l’aula consiliare, facendo venire meno il numero legale perché il Consiglio proseguisse. Per maggiori informazioni sul triste episodio si veda su Testitrahus l’articolo  La mordacchia, l’indifferenza etica e la banalità del male.

Dunque, viene presentata (dalla c.d. sinistra, se ricordo bene) una mozione perché il punto all’ordine del giorno, cioè la discussione e la votazione per l’adozione del Pgt sia “stralciato”. Cioè non si discute e non si vota: la mordacchia, insomma, viene di nuovo lugubremente agitata nel Consiglio comunale di Curno, tanto per cambiare. Si noti che lo schieramento di consiglieri che chiede lo stralcio è lo stesso che si presenterà in Municipio, di buon mattino, il 19 marzo, per rassegnare le dimissioni: è il suicidio di massa del quale parliammo in un altro articolo di questo blog.  Prima di passare allla votazione sullo stralcio del punto all’o.d.g. (votazione dello stralcio, non del Pgt), il sindaco chiede ai congiurati di poter leggere i punti della scaletta qui sotto riportati. I congiurati concedono, bontà loro.

Nota: la scaletta è riportata in una pagina di Bergamo news, ma è di difficile lettura, per via dell’impaginazione.

Scaletta del discorso azzittito

Esordio

•     Perché il Pgt è importante: il Pgt segna la conclusione di un percorso politico di rigore e assestamento economico-finanziario del Comune. Consentirà la conservazione e valorizzazione del verde esistente e dell’ambiente naturale che avanza dopo decenni di edilizia selvaggia.
•     Che cos’è il Pgt: il Piano di governo del territorio (Pgt) è lo strumento di programmazione urbanistica su scala comunale che definisce il futuro assetto del territorio. È previsto da una legge regionale e, a differenza del vecchio piano regolatore, è «aperto alle proposte provenienti dai cittadini o gruppi di cittadini».
•     Che cosa si propone, in particolare, questo Pgt:

una corretta sostenibilità ambientale

Narrazione

  1. La scelta del professionista incaricato del piano: Filippo Simonetti
  2. Breve riassunto dell’iter procedurale
  3. Necessità di mettere sotto tutela il Pgt, perché non fosse travolto dagl’interessi delle “famiglie”: dunque, perché fossero tutelati i cittadini di Curno

Argomentazione

1.     Perché questo è un buon Pgt, il migliore che si potesse presentare, tenendo conto delle risorse, delle condizioni al contorno, delle forze in campo:

–    è un piano votato alla tutela rigorosa del verde, un piano particolarmente leggero e minimalista

–    la località Marigolda, oggetto di attenzioni a fine di cementificazione, è tutelata

–    è previsto un corridoio-polmone verde tra centro storico e area commerciale, attrezzato e servito

–    riqualificazione dell’area commerciale

–    patto di scambio tra Freni Brembo e comunità (cfr. infra)

–    crediti edificatori per la rinascita del centro storico (acquisizione di benefici economici)

–    facilitazioni per interventi sociali nel centro storico (social housing)

–    “consumo di territorio zero” come buona pratica urbanistica, e non come slogan.

–    la gestione del territorio non è solo urbanistica, è anche sociale

2.     Approvazione nei termini stabiliti dalla Regione. Se il piano non è adottato, potrebbe cessare l’efficacia del piano regolatore vigente, si tornerebbe alla legge-ponte 765 del 1967, il territorio non sarebbe più “normato”, come si dice. Qui stiamo discutendo l’adozione del piano, non la sua approvazione, che avverrà, per legge, entro 6 mesi dall’adozione. Nel periodo tra adozione e approvazione i cittadini possono presentare le loro osservazioni, che saranno esaminate una per una.

3.     Perché il piano non è stato “partecipato” alle assemblee c.d. cittadine:  necessità di non prestare il fianco a strumentalizzazioni del pronunciamento di assemblee eventualmente intasate da truppe cammellate. L’intasamento era previsto. Come esempio probante, si consideri il caso dell’Assemblea sul c.d. ecomostro, promossa dalla Lega pedrettista, quando la volontà di meno di 100 cittadini, tutti di parte, fu mistificata e fatta passare, anche negli organi d’informazione, come volontà della cittadinanza (più di 6000 cittadini aventi diritto di voto).  Si noti che il sindaco, nella sua opera di difesa degli interessi dei cittadini, non dispone di truppe cammellate.

Confutazione

I nostri avversari, non volendoci dire le vere ragioni del rifiuto di questo Pgt, agitano il feticcio della partecipazione. Però:

Questo Pgt è partecipato nella sostanza del piano stesso, più che nei rituali partecipativi dell’iter di formazione, che andava tutelato dagli assalti dei gruppi di pressione. Vedi per esempio: a) il patto di scambio tra Freni Brembo e Comunità di Curno [radicamento dell’azienda con fornitura di servizi d’interesse pubblico e loro finanziamento; ripristino, in caso di delocalizzazione, dell’area verde concessa per l’espansione; ecc.]; b) il patto di scambio tra imprenditori e proprietari d’immobili nel Centro storico che, venendo incontro alle esigenze della Comunità, acquisiscono “crediti edificatori” fuori del Centro storico.

Sono state scandite tutte le tappe del percorso previsto dalla normativa per il coinvolgimento delle parti sociali ed economiche (i cosiddetti “attori”: espressione ferocemente burocratica, che tuttavia useremo, perché abbiamo constatato che “piace”). Gli “attori” sono stati a suo tempo individuati con l’avvio della procedura di VAS (valutazione strategica ambientale).

Il sindaco ha incontrato i cosiddetti “attori” operanti nel territorio e, senza farsi intimidire da truppe cammellate di qualsivoglia tribù, ha analizzato una per una le osservazioni, in buona parte accogliendole, laddove non contrastassero con lo spirito del piano.

Sono state attivate, al tempo dell’Agenda 21, consultazioni pubbliche (mediante questionari e due assemblee) con coinvolgimento della popolazione e delle scuole: irrilevante è stata la risposta partecipativa, ma non l’azione di coinvolgimento.

Si metta a confronto l’operato di questa amministrazione, che ha riqualificato il territorio, ma non l’ha consumato, con l’operato dei nostri avversari, che si sono riempiti la bocca dell’espressione “consumo di territorio zero”, ma il territorio l’hanno consumato: eccome, se l’hanno consumato!

Perorazione

Non facciamoci ingannare dalle apparenze. Siamo di fronte a un tentativo di mistificazione. La struttura della questione è costituita dagli interessi delle famiglie (interessi trasversali, talvolta, se sono “interessi di famiglia” in senso proprio; o interessi su scala metropolitana, non di famiglia, ma rappresentati da qualche famiglia). Tuttavia i nostri avversari glissano sull’aspetto strutturale della questione. Preferiscono parlare della sovrastruttura: cioè del feticcio della partecipazione (assemblee cittadine, facilmente infiltrabili, concepite come forche caudine per coartare il sindaco; altri rituali di partecipazione in apparato ecc.). Se questa non è mistificazione, come dobbiamo chiamarla? Nel costruire questo Pgt eravamo consapevoli del potere di “persuasione” da parte dei gruppi di pressione. Non ne abbiamo tenuto conto, ci siamo rifiutati di fare un pastrocchio che sarebbe stato partecipato dai gruppi di pressione, ma non dai cittadini. Dunque questo lavoro, di grande qualità sotto il profilo tecnico e integerrimo sotto il profilo morale, tiene conto dell’esistente senza mai venire meno alla volontà di rendere Curno migliore. Soprattutto, impedisce che divenga peggiore. Non dimentichiamo che Bergamo è candidata a diventare città d’arte, sotto il patrocinio dell’Unesco. In prospettiva, tutte le brutture che ormai non si possono fare più a Bergamo, potrebbero essere realizzate a Curno, se non ci sarà il baluardo di un Pgt come questo.

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