Vai al contenuto

Una cronaca, se non proprio una cronistoria: dall’indecisionismo cronico alla determinazione assoluta

31 marzo 2012

Mettiamola come volete: il Pdl è in un culo di sacco. Vi si era cacciato fin dal mese di settembre (se volete, faccio uno sconto: fin dal mese di ottobre).
Erano lacerati, speravano che il Gandolfi non si ricandidasse. Il Gandolfi li fece crogiolare nella speranza. Ma era allora che avrebbero dovuto compattarsi, ben sapendo che altrimenti il Pedretti li avrebbe messi nel sacco, come ha sempre messo nel sacco tutti, in primis la c.d. sinistra (pensavano, poveretti, di esser loro a mettere nel sacco “il” Pedretti. Pfui!).
Nei paraggi del Pdl non sono stati in grado di ricompattarsi allora? Dovevano allora, i pagnoncelliani, farsi avanti con Gandolfi, almeno provarci. Non ci hanno provato, perché il cardinale Mazarino del Pdl curnense non tratta con i profani (eh, la mistica della politichetta, che crede di essere politica!).
Va bene, non vuoi trattare con Gandolfi, forse perderai le elezioni a Curno, ma allora salva l’onore del Pdl, perdiana! No, al cardinale Mazarino del Pdl non gliene importa proprio niente, lui vede soltanto le poltrone.
Così il (sedicente) cardinale Mazarino butta alle ortiche la porpora cardinalizia e indossa l’uniforme che il capitano Schettino, quell’altro, quello della metafora, ha abbandonato sullo scoglio. Ma che cosa ci aspettiamo dal comandante Schettino? Ovvio, il comandante Schettino non decide niente, per definizione di “comandante Schettino”.  [Ma questa, dirà qualcuna di quelle sciacquette che vanno a vedere tutte le mostre possibili e immaginabili, e che seguono tutti gli eventi culturali, è una metametafora, una metafora nella metafora!]
Allora a febbraio Gandolfi, che non è a disposizione di Schettino, fa lui la mossa: si ricandida. Accidenti, era così bello non decidere! Vuoi vedere che il comandante Schettino è costretto a decidere qualcosa?
Ma no, cosa credete? Il comandante Schettino sussurra a Gandolfi che loro, il Pdl locale (ma esiste ancora?) appoggiano Gandolfi, ma non lo possono dire a voce alta. Per carità, niente comunicati, niente prese di posizioni ufficiali.
Il tempo stringe, il comandante Schettino si presenta a Gandolfi e gli dice: senti, condividiamo la tua lista.
— Eh no! — dice Gandolfi — Basta con le condivisioni, io la purga della condivisione non la prendo! Semmai tu mi segnali persone degne di figurare nella mia lista, ci confrontiamo nel merito. 
— Come tu non vuoi prendere la purga? Ma non sai che in politica si prende la purga?
— Nella politichetta, forse. Io la tua purga non la prendo, come non ho preso la purga delle cosiddette assemblee cittadine, intasate dalle truppe cammellate, nel frastuono dei bramiti dei cammelli, tra i lazzi degli ascari. Ho evitato di mettermi nelle grinfie degli squadristi (che se non altro avevano la forza numerica di cacciarmi in gola l’olio di ricino), figurati se prendo la purga che tu mi scodelli senza nemmeno avere la forza d’impormela con la violenza.

Il capitano Schettino però quella biscaglina non la vuole proprio salire, lui dice che è suo diritto non salirla. Il Pdl — sussurra Schettino —  ha deciso in sede provinciale che non si ha da scegliere. Che bello non scegliere mai!
Intanto il Pedretti, dopo aver interpellato Rocco Siffredi per la posizione di candidato sindaco nel blocco elettorale emergente dalla Lega di Pedretti e dal gruppo territoriale espresso dal c.d. Laboratorio delle c.d. idee (struttura al servizio del Pedretti: ma esiste ancora?), avendo ricevuto un diniego da Rocco, sia perché (forse) è candidato sindaco a Palermo, sia perché in altre faccende affacendato, si rivolge al buon Claudio Corti. È un nome noto, è anche un “manager”, che cosa volete di più? Beh, veramente qualcosa di più noi lo si vorrebbe. Ma… glissons. Parleremo un’altra volta della mistica del manager. Sempre meglio Corti che Cicciolina, a suo tempo candidata da Pannella, per raccattar voti.

Il determinismo assoluto

Il capitan Schettino si fa vivo da ultimo con Gandolfi:
— Ecco, questi sono i due nomi che tu devi mettere in lista. Uno di questi nomi è…
— La Sara(h) Carrara? Ma se mi ha fatto vedere i sorci verdi fino a pochi giorni fa!
— No guarda, tu la Carrara la devi mettere. Lei è determinata, è anche più determinata della Serra.
— Sì, così in caso di vittoria, dovrei svenarmi per tenerla buona, per contenere la sua “determinazione”, come già mi sono svenato nella precedente amministrazione, pur di realizzare un minimo di buon governo.
— Ma noi sai che questo è il momento della determinazione?
— Sarà, ma la lista è mia e la gestisco io. Come l’utero delle femministe.
— Come tu irridi alle femministe? La Carrara è una fascio-femminista, non lo sai? Te la farà pagare.
— Non capisco. Tutti qui sono determinati: la Serra, la Carrara… Adesso perfino tu, Schettino, mi sembri determinato. Io invece, secondo voi, dovrei prendere la purga: la purga degli “attori” del territorio sponsorizzati dalla c.d. sinistra, la purga dei proprietari terrieri di Curno sponsorizzati da una formazione trasversale ai partiti, la purga degli ascari  che non vogliono il c.d. mostro (quella purtroppo ho dovuta prenderla), la purga di formazioni parapolitiche create apposta per darmi la purga, adesso perfino la purga di Schettino. Ma sai che cosa ti dico? Io disprezzo la determinazione assoluta, sia ben chiaro: nel senso che una persona determinata, e che non mi dice a che cosa sia determinata, desta in me fondate e razionali preoccupazioni. Mi fa orrore. Ma potrò io avere, se non proprio una generica, egotistica e schifosissima determinazione, un progetto (non un “proggetto”)? Il mio progetto è quello di fare una lista che, in caso di vittoria, non solo realizzi il buon governo — come sono riuscito fortunosamente a fare — ma che faccia finalmente politica, come purtroppo non sono riuscito a fare. Abbiamo fatto la resistenza, per il buon governo e per l’onestà. Adesso è venuto il momento di fare la buona politica. Viva la politica, a morte la politichetta!

Ed è così che il capitan Schettino del Pdl di Curno finalmente salì la biscaglina e disse: il nostro candidato sindaco è la Sara Carrara, la determinatissima! Faremo una campagna elettorale all’insegna della determinazione.

PS – Apprendiamo in seguito che la scelta del candidato sindaco dei Pdl-ini di fede pagnoncelliana dalla Carrara è scivolata su tale Consolandi, un candidato ‘vintage’, in quanto ricuperato dalla Prima repubblica, con trascorsi in tutt’altro partito. L’indicazione della Carrara, fatta trapelare sugli organi di stampa (da chi?) probabilmente non è stata mantenuta, proprio perché c’è stata la forzatura dell’annuncio mediatico. Tale indicazione veniva riportata in bella evidenza (grassetto) su Bergamo news.

Annunci

From → Pdl

14 commenti
  1. Tutto vero e condivisibile.
    Solo due osservazioni:
    1. A quale partito risulta iscritto il sig. Gandolfi? Al PDL, e non mi si dica che l’ha fatto per stare a guardare le mosse del PDL dall’interno. Se così avesse voluto fare, avrebbe agito diversamente, non assumendosi l’onere di comprare una tessera di partito (in saldo) senza convinzione.
    2. Lei sig. Piga critica la signora Sara(h) Carrara dicendo che per cinque anni è stata un problema come assessore. Come mai, allora, il suo comandante (che non è Schettino, secondo lei) ha agito da Schettino e non ha fatto nulla, come per esempio ritirare le deleghe?

    • Oddio, non è proprio così.
      Credo che lei non sia un campione di fair play. Se viene appena pizzicato sualla sua determinazione e suoi penchant finiani, dà in escandescenze. In compenso mi apostrofa con il mio nome all’anagrafe. Come se avessi qualcosa di che vergognarmi. Tutto il contrario. Però le regole del gioco vorrebbero che se uno si firma Aristide, sia Aristide per tutti i lettori del blog. Ma se lei vuole rompere il gioco, padronissimo. Non sono mica determinato, io.
      Non ho scritto che Sara(h) Carrara sia stata un problema per cinque anni: ho immaginato un dialoghetto dove Gandolfi afferma di aver visto i sorci verdi, a causa della determinazione della Carrara. Perché non le ha levato le deleghe? Perché il voto della Carrara era importante affinché l’Amministrazione non cadesse. Gandolfi voleva fare il buon governo, nonostante le bizze dei consiglieri, nonostante i poteri forti, nonostante i poteri meno forti, a dispetto dell’olio di ricino che le squadre avevano procurato, pronto per l’uso.

  2. Il Diospero Gaudente permalink

    Non è nemmeno la Sara Carrara
    Quella vuole la poltrona, senza se e senza ma.
    Invece secondo i sondaggi la sua lista figurerebbe male, tra la terza e la quarta posizione.
    Magari neanche il consigliere faceva.
    Allora occorre un vecchio arnese con lo stomaco foderato di cemento.
    E si trova il Dottore di Turno.
    La Carrara trombata? Giammai.
    Della Serra si pensi quel che si vuole, ma neanche Straquadagno o Cicchitto azzarderebbero un Paragone tra la Carrara e la Serra. Nemmeno Lei, credo.
    Un’ultima notazione caro il mio Aristide.
    Certo chiunque dopo una sommatoria di figurace di questa portata se ne andrebbe vergognandosi dal paesello.
    (il Capitano lo ha fatto per cercare prestigio e posizione).
    Invece il gatto e la Volpe restano; negli anni accumulano incarichi a destra e a manca (si veda con quali clienti).
    La domanda è questa:
    Ma loro sono a dispozizione delPartito
    o il Partito è a loro disposizione?
    Mah

    • Non è chiaro chi dovrebbe vergognarsi e abbandonare il paesello, e quale.
      Se lei voleva dire che il Pdl di Curno pensava solo alle candidature dei locali Pdl-ini e non all’onore del Pdl, non a una possibile strategia di lungo respiro per il Pdl, sono d’accordo con lei.
      Ma voleva dire questo? Lei è sempre così oracolare…

  3. Cliofeci permalink

    Ma il candidato sindaco della lista Gandolf non e’ il giovanissimo dentista urbanista navigatore Consolandi?

  4. Il Diospero Gaudente permalink

    Dopo la giornata odierna mi permetto di dissentire, ma poco, un solo punto.
    La cd sinistra ha giocato bene, benissimo le sue carte.
    Calcola che elettoralmente sono al 40% rispetto al 60% del cdx.
    Alla fine da questo casino politico loro escono compatti, compattissimi, il fronte moderato a pezzi.
    3 Liste con 3 candidati Gandolfi, Consolandi e Corti
    Chiamali pirla.
    Poi non so chi sia il Capo. Serra? Conti? Conti (Vito?) Morelli?
    Mi sa che quelli fanno squadra davvero, perfino il Bepi è Allineato.
    Roba mai vista in 30 anni che lo conosco.
    Occhio a sottovalutarli.
    Come invece il Duce del PDL alla luce delle mosse e di quello che dice (l’ho sentito parlare due volte in 4 anni) e fa goda di qualche credito mi ha sempre enormemente stupito.
    Infine la Lega.
    Dal culo di sacco si è tolto Pedretti, Diciamo che li vedo secondi, ma bene.
    Vedremo

    • Non ho mai sottovalutato la c.d. sinistra: semmai rimprovero alla c.d. sinistra non solo di avere tradito la sinistra, ma anche di aver tradito i “valori”, per quanto borghesucci e aziendalistici, della stessa c.d. sinistra.
      Un primo, importantissimo risultato è stato finora raggiunto. Spero che ne converrete, per quanto più o meno pregiudizialmente avversi alla mia parte, o anche avversi con tutte le ragioni di questo mondo: il Pedretti è ormai fuori gioco, la partita è tra la c.d. sinistra e la lista del buon governo, dei resistenti alla politichetta, alle purghe voluttuosamente condivise, ai poteri forti e meno forti.
      Pedretti non è nel culo di sacco, ovvio: ma è una nicchia che gli riuscirà difficile allargare, neanche se con un colpo di scena, al posto del buon Claudio Corti candidasse sindaco l’ormai vetusta Cicciolina. Pedretti ha messo in un culo di sacco il Pdl? Non sono d’accordo, il Pdl si è messo in un culo di sacco da solo, come io stesso ebbi modo di spiegare a un iintelligente rappresentante del Pdl lombardo, già all’inizio di quest’anno. La ragione? La mancanza di una visione politica, e una troppo gretta adesione alle ragioni della politichetta.

  5. non ha risposto al punto 1, che credo sia bene e onesto sviscerare prima o poi.

    • Come al solito, lei è “determinato”. Pretende di farmi le domande che vuole e pretende — con determinazione pari a quella della dott.ssa Serra e della Sara(h) Carrara — che io risponda alle sue domande.
      Comunque, con un tocco di signorilità che lei non merita, le risponderò. Quel che dirò è una mia interpretazione, tanto più che non sono portavoce del sindaco, né tampoco sono uomo di pubbliche relazioni: non le nascondo, per dirla tutta, che considero molto più nobile ed elegante il meretricio del corpo che il meretricio delle idee. Credo di averglielo spiegato anche per telefono, quando lei mi telefonò dichiarando la sua identità all’anagrafe, chiedendomi ragione dei miei “attacchi” politici, imponendomi di considerarla solo sotto il profilo del suo contributo tecnico a certe iniziative politiche, ma non sotto il profilo politco. Glissando tuttavia sull’identità di Quantile. E io dissi a lei ceh glissava (non dubito che ne abbia ferma memoria): “Va bene, lasciamo perdere, siamo uomini di mondo”.
      Vengo alla domanda 1, alla quale rispondo perché sono una persona garbata, non certo perché me l’impone lei, e perché io mi prenda paura. Ritengo che il sindaco si sia sacrificato e abbia chiesto la tessera del Pdl per poter dare una scrollata al comandante Schettino. Era infatti intenzione del Gandolfi fare una lista che non fosse di destra, né di sinistra, ma al di sopra della politichetta. Se il Pdl avesse voluto contribuire con uomini nuovi, non compromessi nei giochini di politichetta curnense, sarebbe stato il benvenuto, tanto più che il Gandolfi, prima del tradimento della quinta colonna, era stato alla guida di un’amministrazione della quale il Pdl era stato parte preponderante.
      Come nel gioco degli scacchi, Gandolfi sacrificò una pedina di poco conto per dare scacco alla politichetta. Qual era il pedone sacrificato? Il vanto di non aver mai preso tessera di partito.
      Adesso facciamo due considerazioni:
      a) il fatto che il comandante Schettino, dopo non aver salito la biscaglina tutto il tempo, abbia però finalmente, e in extremis, salito la biscaglina per dirigere la nave nel porto della politichetta, torna a tutto vantaggio del sindaco Gandolfi, il quale può finalmente mostrarsi con una lista ripulita, senza presenze imbarazzanti, rispetto al fine che si era proposto;
      b) non credo che quella tessera del Pdl rimarrà parecchio tempo in tasca al sindaco. SI è sacrificato, è vero, ma non ha fatto voto di sacrificio perenne.
      La invito a riflettere:
      i) Sulla dissimulazione onesta, teorizzata da Torquato Accetto. Se la politichetta la fa da padrone (il tiranno cui fa riferimento T. Accetto), non siamo tenuti a dire del tiranno tutto il male che ne pensiamo. Perché il tiranno è cattivo, e vendicativo. Sara(h) Carrara non era un tiranno, d’accordo. Ma secondo lei il sindaco poteva dire alla Sara(h) Carrara tutto quel che pensava delle sue iniziative di assessorile ricerca di visibilità mediatica? Io direi proprio di no. E se lei è duro di comprendonio e m’impone, come fosse il Grande inquisitore, di risponderle dettagliatamente sulla questione, io la mando a quel paese.
      ii) Sul monito, che ho già citato, che soleva ripetere Pertini “A brigante brigante e mezzo”. In latino: “Cum vulpe vulpinare tu quoque invicem”.
      Evito di chiederle quanto il maestro Fini sia nelle sue delizie, quanto lei stesso si senta futurista (in questa nuova e — mi consenta(!) — accezione poco pregevole, rispetto a quella del Marinetti). Non glielo chiedo, non gliel’impongo. Non sono il Grande inquisitore, io. Non sono neanche determinato. Sono solo un uomo, come disse Charles Bronson a Henry Fonda, in un celebre film di Leone.
      Coraggio, non se la tiri troppo! Faccia un bel sorriso! Il sorriso della ragione, prego!

      • quantile permalink

        Chiedo scusa per non loggarmi con l’account di wordpress ma i tablet impazziscono ogni tanto, ma non solo loro leggo.
        A quale telefonata fariferimento,di grazia?

        • Poiché io so chi sia lei, ma lei è pronto a negare fino in fondo e magari vorrebbe farmi passare un brutto guaio, non glielo dirò. Va bene così?
          Ma lo sa che lei è proprio “determinato”? Lasci perdere, gliel’ho detto. «Siamo uomini di mondo», così dissi, capisco il gioco delle parti. Tanto rumore per nulla! Ma chi è Quantile? È un nome emerso dal blob della Tela (intesa come Web). Tutto qui. Ma lei non sarà contento, sento una vocetta che me lo dice.
          In ogni caso, quando si rivolge a me, si ricordi di essere urbano e di portarmi il rispetto che mi merito.

  6. Cliofeci permalink

    Vorrei proprio vedere il manager Corti che obbedisce a bacchetta al politico Pedretti perche’ l’esito sarebbe quello visto che in lista sono 6 della Lega e 4 del PdL civico. Senza dimenticare che la consorte di Pedretti e’ una dipendente del creatore del PdL civico. In vent’anni PdL e Lega hanno distrutto l’Italia. In vent’anni la Lega ha distrutto Curno a furia di varianti al PRG e con i PII.non gli e’ bastato distruggere il paese ma si sono distrutti anche tra di loro. Gandolfi e Consolandi sono figurine che non vedranno nemmeno più’ la facciata del municipio. Curno merita di più’ e di meglio. Di meglio anche di una Serra la cui lista immagina un paese come un gran condominio stile velenose bene. Il futuro di Curno nel Mondo per questi non esiste: sono ripiegati su se stessi.

  7. Perché lei ha una visione mistica dei manager?
    Senza niente togliere a questo o quel manager, che se fossero persone degne dovrebbero essere chiamati direttori (mio nonno era direttore di miniere, mica manager di miniere), si rende conto del numero impressionante di manager triccheballacche in circolazione, di manager che si scrive “manager” e si legge “monager”?
    Ripeto, niente di personale contro il buon Claudio Corti. Ma non venitemi a raccontare che essere manager (sportivo, in questo caso, ma se fosse anche manager nella vendita di cosmetici o manager delle risorse umane non farebbe differenza) è un titolo di merito politico.
    Ma forse non ho interpretato bene la sua domanda retorica, all’inizio del suo commento. Forse lei è d’accordo con me.

    • Cliofeci permalink

      Io non c’entro. L’hanno presentato loro come ” manager” ed io mi sono limitato a scriverlo. Speriamonche abbia fatto almeno il classico inteso come liceo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: