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Chi ha “scaricato” che cosa? • Urge (urgerebbe) rettifica sull’Eco di Bergamo

2 aprile 2012

Leggo sull’Eco di Bergamo di oggi, p. 17, l’articolo di Remo Traìna (si pronuncia così, con l’accento sulla “i”, come ben sanno i discepoli del prof. Traina, sommo latinista; tutti in Sicilia, terra dalla quale il cognome trae origine, dicono così: Traìna).
Fra le altre cose, giuste e interessanti, leggiamo però: «Invece mercoledì scorso il coordinatore locale del Pdl [dovrebbe essere E. Stella: n.d.r.] ha comunicato la rottura insanabile con Gandolfi. Il quale ha sùbito [corsivo mio: n.d.r.] costruito una sua lista – Angelo Gandolfi sindaco – alla quale hanno aderito ecc.».
Eh, no! Le cose sono andate in tut’altro modo, esattamente come ho scritto su Nusquamia, nelle puntate precedenti. Riprendo dunque l’argomento, fornendo qualche dettaglio che possa far luce sulla questione:
a) Fin dal mese di ottobre, Schettino traccheggiava, diceva “Aspettiamo il congresso di ottobre, sai Pagnoncelli com’è, sai Saffioti com’è, sai Capelli, abbiamo nemici interni, però tu sai che io sto dalla tua parte…”.
b) Il sindaco Gandolfi a novembre (se ricordo bene) prende la tessera del Pdl perché il comandante Schettino salga finalmente su per la biscaglina (biscaglina, mi raccomando, non “biscaggina”!), ma è sempre la solita solfa: sai di qui, sai di là… Nessuna presa di posizione ufficiale, da parte del Pdl; soltanto sussurri, neanche gridolini (il riferimento è al film “Sussurri e grida”).
c) A febbraio, visto l’indecisionismo cronico del comandante Schettino (che evidentemente spera che al sindaco Gandolfi venga un coccolone, così lui, Schettino, non è più costretto a fare una sceneggiata che gli riesce sempre peggio), Gandolfi scende in campo con il suo appello alla cittadinanza, bilingue (questo non doveva farlo! dicono una voce i distributori di “buoni consigli”). Il comandante Schettino manda giù il rospo e dice: “Ah ecco, bene, c’è qualche difficoltà nel partito, il congresso, il triccheballacche ecc., però poi vedrai, sto facendo un’operazione che il cardinale Mazarino al mio confronto è un buzzurro, come quei trogloditi che scesero a Roma, dopo l’unificazione d’Italia, con l’illusione di mettere nel sacco il popolo romano e la sua millenaria civiltà. Io sto con te, e ti darò prova del mio acume politico”.
d) Finalmente il congresso del Pdl viene celebrato, vince la corrente di Capelli, uno si aspetterebbe di vedere il comandante Schettino abbandonare lo scoglio dove si è mimetizzato, sperando di non esser visto nel buio della notte, allorché — secondo Hegel (mi pare) — «tutte le vacche sono nere». Sì, uno si aspetterebbe di vedere  il comandante Schettino abbandonare lo scoglio e con virile baldanza salire quella biscaglina, forse addirittura con un coltello fra i denti, combattivo, pronto a sacrificarsi pur di traghettare il Pdl verso l’ideale di buon governo che è nei voti del sindaco Gandolfi, ideale al quale il comandante ha sempre detto di voler aderire; ma il comandante se ne sta acquattato sullo scoglio; se potesse, si trasformerebbe in coccodrillo, come quelli che se ne stanno sulle rive del Nilo, con tutto il corpo immerso, e con i soli occhi che emergono dalla tavola dell’acqua: occhi protuberanti, animati di moto periscopico, per vedere tutt’intorno che cosa succede, senza mai esser visti.
e) mentre il comandante Schettino tace, il sindaco continua a ricevere “buoni consigli”, da tutte le parti: fa’ il buono, ritira la tua candidatura, guarda che non ce la fai ecc.
f) Il sindaco Gandolfi, come abbiamo avuto occasione di affermare qui e altrove, più di una volta, non vuole essere condizionato dai partiti, così come non si fece condizionare dai partiti a suo tempo, quando i partiti volevano imporgli una rotta di navigazione in contrasto con gl’impegni presi con i cittadini, cioè — in primis — in contrasto con l’impegno per il buon governo. La lista del sindaco non può né deve essere cannibalizzata dal Pdl. Anzi, per dirla tutta, la presenza del Pdl comincia a diventare ingombrante, e non soltanto perché il carisma di Berlusconi è in declino, dunque l’appeal del Pdl conta sempre meno. Il fatto è che il sindaco non solo vuole una lista “inclusiva“, com’è scritto nel proclama di discesa in campo, ma vuole una lista al di sopra di ogni sospetto (politico), come la moglie di Cesare. Il quale divorziò dalla moglie non perché Pompea, la moglie,  si fosse lasciata andare a qualche licenziosità nel corso di una certa festa, come si mormorava, anzi negò il fatto. Cionondimeno Cesare esigeva che sulla moglie non circolasse alcun sospetto. Perciò divorziò, come farà Gandolfi con il Pdl, si parva licet… Dopo tutto, il sindaco è sceso in campo per presentare alle elezioni una sua lista, mica una lista prestampata del Pdl. Il comandante Schettino l’avrà capito? Secondo me, l’ha capito, anche se non è propriamente il cardinale Mazarino che crede di essere.  Però continua a pigolare: io sono con te, però sai, il partito… e poi lassù a Bergamo dicono che non appoggiano né l’uno nell’altro, dunque se io non prendo posizione non è perché io non sia con te, ché, anzi…
g) A pochi giorni dai termini di presentazione delle liste, il Pdl si fa vivo con una lista da “condividere”. Ormai l’abbiamo capito, che cosa significa “condivisione”, qui a Curno e altrove. Se qualcuno ti dice che devi condividere, vuol dire che tu devi prendere la purga. Il sindaco non accetta il principio purgativo di condivisione. Semmai, dice il sindaco, fatemi altri nomi. Con questi nomi che vorreste impormi non si può proprio. Io sono “sceso in campo” (come dice Orazio, prima ancora di Berlusconi) con tutt’altri presupposti.
h) Non sappiamo se il comandante Schettino pensasse veramente di potersi imporre a Gandolfi (con quale diritto, dal momento che se n’era stato sempre nascosto, acquattato sullo scoglio?) o se avesse già in mente l’operazione della quale riferisce l’Eco di Bergamo in data odierna. Propendiamo per la prima ipotesi, ma in fondo, stabilire la verità non è di estremo interesse, a questo punto, e non è nemmeno affar nostro. Forse potrebbe interessare un giornalista che volesse fare giornalismo d’inchiesta (buonanotte!). Fatto sta che il comandante Schettino si fa vivo, in extremis, con una lista di due persone: almeno quelle devono essere assolutamente in lista, dice.
i) Siamo arrivati all’epilogo, almeno per quanto riguarda il rapporto Schettino / Gandolfi. Alle h 2 ca. del mattino del 27 marzo (o era il 28? scusate, sono fuori sede, cioè non mi trovo come d’abitudine nel mio antro abduano, dove potrei essere più preciso), il sindaco Gandolfi (“sindaco” in base al principio semel demarchus, semper demarchus) fa sapere al comandante Schettino di non accettare la candidature che gli si vorrebbero imporre. Ergo: è stato Gandolfi a scaricare il Pdl e non viceversa.

Tutto il resto lo leggete nell’articolo pubblicato oggi, lunedì 2 aprile, sull’Eco di Bergamo. Ma già qualcosa vi avevo anticipato proprio qui, su Nusquamia. Dunque quel brano dell’articolo di Remo Traìna (sempre con l’accento sulla “i”, mi raccomando!) dovrebbe essere così modificato:

Mercoledì scorso il coordinatore locale del Pdl ha preso atto della rottura insanabile con Gandolfi. Il quale ha costruito una sua lista – Angelo Gandolfi sindaco – alla quale hanno aderito ecc.

Sono modifiche di poco conto, come vedete. Ma, come affermava Nanni Moretti (non mi stancherò mai di ripeterlo), le parole sono importanti. Lo sapeva anche Martino, che per un punto perse la cappa.

Haec habebam quae dicerem cum diurnariorum bona pace, qui itidem Angli Saxones Orumbovii sibi esse videntur.

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From → Altra politica, Pdl

21 commenti
  1. Cliofeci permalink

    A me la situazione pare chiarissima. Se lei vuole continuare a parlare d’altro per non vedere la situazione, non saro’ io a imporre di cambiare occhiali. L’unica bocca che chiudo e’ il sacco della monnezza. Io non sono nemmeno come BGnews che censura chi critica i suoi inserzionisti. Lei parla d’altro per non prendere atto che pure il suo pupillo ( o il suo vate) Gandolfi ha fallito insieme ai suoi sponsor variamente palesi ed occulti. Il PdL e la Lega hanno completamente fallito cinque anni di governo. Il PdL e’ spaccato in tre pezzi cui si aggiunge la barchetta cartacea di Gandolfi ( MAI dimenticare che pure Gandolfi e’ iscritto al PdL). La Lega e’ spaccata in due e la rottura non e’ politica ma semplicemente una bega di cortile tra chi vuole lasciare speculare a nord della Briantea e chi vuole lasciare speculare a sud della B. Siete parti in due e dopo cinque anni arrivate …. in SEI e per disperazione qualcuno e’ andato anche a prendere come candidato un Papa straniero sperando sia un fantoccio piu’ manovrabile del Gandolfi. La bega da comari sul ” chi ha scaricato chi per primo” e’ davvero un emblema di quella ” politichetta che verbalmente ella condanna ogni due righe e poi pratica ininterrottamente da cinque anni. Le hanno già’ consigliato di fare le valige: adesso ci pensi davvero.

  2. Non ho capito di che cosa dovrei parlare, invece.
    Mi dispiace che le sia sfuggita la rilevanza della priorità del “chi scarica che cosa”, ma può darsi — lo ammetto — che io abbia soprav(v)alutato certi aspetti della guerriglia psicologica. Però, sarò anche presuntuoso, di solito ci azzecco. Secondo le mie valutazioni (posso anche sbagliarmi, ovviamente), era importante stabilire la verità. Altrimenti i soliti furbacchioni avrebbero intonato il coro del “sindaco scaricato”, per screditarlo davanti a un elettorato che proprio adesso riesce — finalmente! — a decrittare certe formulette che gli sono state ammannite da alcuni “professionisti” dell’informazione e delle pubbliche relazioni. Due esempi di formulette ingannevoli:
    a) “Il sindaco non ha fatto niente”. Traduzione = “Il sindaco non ha dato ossigeno e alimento al settore immobiliare”.
    b) “Le decisioni del sindaoc non sono condivise”. Traduzione = “Il sindaco non si è preso paura e ha rifiutato la purga delle assemblee intasate dalle truppe cammellate, la purga degli “attori” (oh yeah!) del territorio controllati dai partiti e dai gruppi di pressione, come pure le purghe di ogni altro tipo e marca, più o meno camuffate” (come quando le nostre nonne mettevano l’olio di ricino nel caffelatte, a colazione, e chiudevano gli scuri, perché i bambini non se n’accorgessero).
    In campagna elettorale, finalmente ci si può esprimere con la speranza che le parole siano udite, che scavalchino le barriere e i cordoli di protezione, si può finalmente parlare al popolo senza filtri “professionistici” dei quali c’è ben poco da fidarsi. Si veda in proposito P. Bianchi, S. Giannini, La repubblica delle marchette, Eretica, Viterbo 2004.
    Scusi, ma “politichetta” è quando qualcuno si presenta come campione di resistenza contro la barbarie della Lega nord (che non fu solo barbarie, fu anche resistenza contro un blocco sociale a mio vedere infame) e poi va a nozze con la Lega nord. E nemmeno con Maroni, ma con il Pedretti!
    Questa è politichetta, mica il mettere il puntino sulle “i” in una polemicuzza elettorale. In campagna elettorale, come si dice, ‘à la guerre comme à la guerre’: lei avrà capito che ho altri interessi, che farei volentieri a meno di immergermi in certa fanghiglia. Credo tuttavia che talora occorra non aver paura di sporcarsi le mani (v. Jean-Paul Sartre), tanto più se si tratta di polemicuzze innescate (non da me) a fini di guerra piscologica. Inoltre, abbia pazienza, accà nisciun’ è fesso.
    Se qualcuno fa la festa dello gnocco fritto o la pizzata, io mica mi scandalizzo. Semmai, poiché sono ragionevole, dirò che la c.d. sinistra ha organizzato una pizzata, pur avendo fatto politica, mentre il Pedretti ha fatto una festa dello gnocco fritto, non avendo mai fatto politica, ma solo supercazzole, avendo tirato fuori dal cappello ogni sorta di conigli mediatici e avendo distribuito al popolo ogni sorta di gadget. So fare le differenze. Anche lei dovrebbe farle.
    E non se la prenda, suvvia. Si rilassi. Se poi noi due non siamo dello stesso parere, non crolla il mondo. Dicevano gli antichi ‘”Quot capita, tot sententiae”. Magari fosse sempre vero! Fac ut molliter cubes.

  3. Cliofeci permalink

    Guardi, io mi preoccupo del destino del mio paese piuttosto che delle beghe interne e attorno al PdL+Lega. Sono grandi abbastanza… e che si scazzottino tra di loro. Ad oggi verifico che 5 anni or sono partirono in due a adesso dopo cinque anni di beghe e di blocco del comune approdano alle elezioni con sei pezzi. Hanno spaccato e rovinato il Paese ed hanno rovinato anche Curno.
    Non c’era bisogno di nessuno dei sei pezzi per pagare gli stipendi ai dipendenti che sono stati lasciati li a fare nulla perché’ non hanno saputo amministrare. Il suo, il vostro e’ un misero discorso di politicanti falliti che litigano come dei ragazzini su chi ha fatto la scoreggia più’ puzzona.

    • Nihil habeo quod addam. Credo di aver già scritto che giudice in greco si dice krités, che deriva dal verbo krino, che significa “distinguere”. Lei non distingue (tra Gandolfi e gli altri) e, a mio parere, non è un buon giudice.
      Ma lei può dire quel che vuole (quasi tutto, purché non arrivi a vilipendere il capo dello Stato et simil., mettendo me nei guai). Insomma, lei “ne ha facoltà”, come dice trombonescamente M. Mirabella (l’ho già scritto, ma repetita juvant; lo ripeto perché mi dan noia coloro che hanno struttura mentale assimilabile a quella fascista e se la passano da progressisti, perché così tira il vento).
      Ma lei perché è così iracondo? Non riesce a esprimersi con un pizzico d’ironia? Mi è venuta un’idea: e se facessimo dei corsi sull’arte dell’ironia? Mica cose sciacquettistiche, però, tipo conferenze per vecchie babbione alla libreria esoterica. No, qualcosa di meglio, ovviamente (del resto, non ci vuole molto).

  4. Bidone ammaccato permalink

    Vi Piazzo io un pochino d’Ironia.
    Gandolfi è convinto di Vincere (lo riferiscono in molti)
    Corti e Pedretti anche (vogliono cuccare tutti i voti a destra)
    Perfino Ferruccio innocenti è convinto di avere “una soluzione di alto profilo, una squadra collaudata e una grossa mano dal PDL Provinciale” e che può sen’altro giocarla alla pari con gli altri.
    25% ogni lista insomma.
    si parte alla pari.
    L’unica che sta prudente, mi viene da ridere è la Serra.
    Il detto è che tra i due litiganti il terzo gode.
    Qui siete in 3!!!

    • Osservo anch’io che la dott.ssa Serra è prudente. Lo dico senza compiacimento né rammarico: ne prendo atto.
      Escludo che il Pedretti possa avere la possibilità di sfangarla.
      Riguardo al gruppo dei pagnoncelliani, forse non tutti i giochi sono fatti. Potrebbero fare un gesto nobile sacrificando le proprie ambizioni all’onore del partito: loro, cioè, rinunciano a candidarsi, perché raccogliendo una manciata di voti rovinerebbero per un bel po’ la reputazione del partito. Si sono cacciati in un culo di sacco fin dall’inizio, trascinando il partito in un brutto guaio, perché non sono stati capaci di prendere le decisioni giuste nel momento giusto. Dovevano cioè rimettersi alla saggezza del sindaco, come andavo scrivendo da tempo pressoché immemore.
      Gandolfi può contare su grande prestigio, in relazione all’onestà sua personale e alla capacità di resistenza alle pressioni dei gruppi d’interesse. Sono cose che la popolazione conosce poco, ma che saranno presto di dominio pubblico, tanto più che in tempo d’elezioni la comunicazione con i cittadini è diretta, non addomesticabile. Gandolfi può contare inoltre su un phrontisterion che invece di sparare giaculatorie di politica vetusta o di marketing triccheballacche è in grado di esaminare il campo delle operazioni sia da vicino sia da lontano, facendo previsioni riguardo al comportamento dell’avversario in base a una modellazione non perfetta ma abbastanza accurata delle loro motivazioni, dei vincoli ideologici o d’interesse e dei loro tic psicologici.
      La c.d. sinistra ha dalla sua una concezione professionale della politica, ed è un osso duro, nessuno lo nega. Tanto più che può contare su uno “zoccolo duro” di aderenti o simpatizzanti che per le più svariate ragioni è da considerarsi inamovibile. Questo non avviene a caso, ma è il frutto di un lavoro pressoché decennale. Chapeau!
      Insomma, il Pedretti è fuori gioco; i pagnoncelliani sono meno che fuori gioco. La battaglia è tra la lista di Gandolfi e la lista della Serra.

      • Tiger permalink

        basta con questa storia della “pressione di gruppi d’interesse”, se ci sono davvero si facciano nomi e cognomi e si vada dai Carabinieri, altrimenti alla gente (io compreso) vien da pensare che i gruppi d’interesse siano quelli dell’ex Sindaco, visto che ha tenuto pre 3 anni il PGT in un cassetto…(roba da matti).
        Lei non sta davvero bene, ogni tanto si dimentichi per chi lavora e cerchi di essere obiettivo, non può sostenere che la gara eletttorale sarà tra la Serra e Gandolfi, lo sa benissimo che il fiorista filosofo se tutto andrà bene prenderà 300 voti…siamo onesti..!!
        Basta girare un pò in Paese, l’unica cosa che dicono dell’ ex Sindaco è che non ha mai lavorato un giorno in vita sua (ammazza)…si spiega il fatto che il povero papà (brava persona classe 1936) stia lavorando ancora ogni giorno….in effetti in famiglia qualcuno lo deve fare.
        Ci sentiremo fra un mese, cosi persino lei si convincerà che avevo ragione assegnando 300 voti o poco più al Gandolfi….!! ne parlavo ierisera in una riunione, l’unico che guadagna nelle campagne elettorali è lei….5 anni fa non ha guadagnato poco..!!
        Dica al Sindaco che lavorare non è un delitto…coraggio..!!

  5. Occhio Spento permalink

    Non credo che avverrà quanto Lei dice.
    Le scorie circolano e intossicano i rapporti.
    Il Residuo del PDL non vuole favorire nè il Sindaco nè il PDL LOcatelliano,ovvio.
    Anzi, il padrino del Mazarino dei Poveri VUOLE la lista per regolare gli ultimi conti.
    Il Pedretti (creda o no) non ripiglierebbe sulla zattera nessuno.
    I suoi nuovi men che meno (per ciò lui tiene ancor più botta, per essere più duro dei suoi).
    Locatelli Forse si muoverebbe, ma non lo farà. Ormai ha già fatto il beau geste.
    E’ a posto con la sua buona coscienza di Curnese antico e generoso.
    Sempre pronto ad aiutare il prossimo.
    In modo disinteressato e mai banale.
    Un San Francesco del PDL Lo Definirei.
    Insomma, tutti dentro.
    O tutti a casa.
    Quindi tutti a casa.
    Lo sa bene anche Lei, ovviamente.
    Dopo Articoli sui giornali, parole in libertà, insulti, dispetti, in un crescendo assurdo, siete (tutti e tre) credibili zero.
    Vada a farsi un Giro e lo capirà.
    il Vostro 50-55% ve lo spartirete in 3
    a occhio:
    30 Corti
    15 Gandolfi
    10 Consolandi.
    Con poche variabili
    Un consigliere a testa e buona serata.
    Tra 5 anni ne riparliamo

    • Lei estrapola, e fa male. Come fanno male tutti gli estrapolatori, dai politici del bar Sport a coloro che elaborano i dati provenienti dai sondaggi in uscita dai seggi elettorali (exit poll). Non mi trovo nel mio antro abduano, dove potrei tirar giù da una scaffalatura un libro del quale adesso non ricordo il titolo, illuminante in proposito. Il succo del discorso è questo: le estrapolazioni non si fanno unendo i punti di un diagramma e prolungando la traccia oltre l’ultimo punto, ma ragionando. Inoltre gli unici che sappiano fare estrapolazioni attendibili sono i fisici. Se gli economisti avessero avuto il senno dei fisici, avrebbero ben saputo dirci dove saremmo andati a finire con quelle schifezze di fondi speculativi, hedge funds ecc. con cui gli “esperti della finanza” hanno infinocchiato mezzo mondo. I modelli matematici dei fisici funzionano, quelli degli economisti sono delle baggianate. Gli economisti o non sanno ragionare, o non hanno onore, talvolta anche tutt’e due.
      Quelli che estrapolano in politica imitano gli economisti che tracciano grafici, guardano compiaciuti l’andamento del grafico e pronunciano il loro oracolo banalotto. Gli economisti imitano i fisici, senza avere uguale rigore scientifico e pari onestà intellettuale. Gli estrapolatori politici imitano gli economisti che imitano i fisici, sono un’imitazione dell’imitazione. Ridicolo. Ma l’inventiva umana, il cosiddetto fattore umano, dove li mettono? È difficile metterli in conto, lo so, e per metterli in conto ci vuole cultura e una buona dose di intuizione. Proprio quella che manca agli economisti. Figuriamoci ai politici da bar Sport.
      Altro esempio: a Londra all’inizio dell’Ottocento le merci venivano trasportate su carri a trazione animale (cavalli normanni), c’era molta merda nelle strade. Negli anni ’30 dell’Ottocento c’era molta più merda, per non parlare degli anni ’60. Estrapolando, negli anni ’30 del Novecento le strade di Londra sarebbero state colme di merda. Invece non è stato così. Come mai? C’è stato il progresso tecnico.
      Nel caso di Curno: le variabili da mettere in conto sono tante, ben pochi sono in grado di tenerne conto per costruire un modello attendibile. Ma anche mettendole in conto (sarebbe già un progresso), come quantificarle? Qui ci vuole cultura, intelligenza, intuizione. Per esempio: quali altri gadget potrà tirare fuori il Pedretti? Quali numeri circensi, quali supercazzole? Si tratta di prevederli e metterli nel conto. Per farlo, bisogna fare un’analisi motivazionale del Pedretti, avere un quadro abbastanza preciso degli anfratti della sua psicologia (modestamente, io l’ho inquadrato abbastanza bene). Ma bisognerebbe mettere nel conto anche la risposta degli avversari di Pedretti: di Aristide, per esempio, ma anche della c.d. sinistra che prima o poi dovrà rompere il matrimonio con Pedretti.
      E il buon Corti, che cosa potrà metterci di suo? Ci racconta la favoletta del manager risolutore di problemi? Ma lo sa che si scrive manager e si pronuncia monager? Se lo sa, non gli conviene tirare fuori la tiritera; se non lo sa, lui tira fuori la tiritera e viene impallinato.
      E i pagnoncelliani? Che fanno, ci parlano degli ideali palingenetici di un nuovo mondo? Dell’amore universale? Della creazione di una nuova Repubblica ideale? E lei, signor gatto padano, riesce a immaginare quale possa essere la risposta a una tale pretesa, finora inaudita? Io per il momento non riesco a immaginarla, ma appena si saranno espressi, saprò ben dire qualcosa, non crede? E con me lo stesso Pedretti, e la stessa dott. Serra, che potrebbe anche perdere le staffe, in un momento di accesa determinazione.
      Quanto alla la c.d. sinistra. Si rende conto, signor gatto padano, che la c.d. sinistra a Curno in particolare e in Italia in generale continua a perdere colpi più che per merito degli avversari, per i propri demeriti?
      Mi creda, le variabili sono tante, e se lei fa gli exit poll ha sbagliato tutto, già nel momento in cui decide di fare gli exit poll in paese (è lei che lo dice: «Vada a farsi un giro fra la gente»). Lei sbaglia prima di tutto perché fa gli exit poll, in secondo luogo perché non concepisce l’importanza dei cosiddetti coefficienti d’influenza, in terzo luogo perché i sondaggi lei li fa in paese e Curno non può essere ridotta alla dimensione paesana. Guardi che votano anche i curnensi urbani, mica soltanto quelli paesani. Anzi, gli “urbani” sono preponderanti.

      Il discorso che lei ha fatto su Locatelli buon samaritano penso che fosse ironico. Ma non ci ho capito granché. Ma forse lei parlava a nuora perché suocera intendesse.

      • Tiger permalink

        non è che sono troppo aggressivo, è lei che non sa cosa rispondere..!!

        • Ci mancherebbe altro che io debba dare risposte a uno come lei. Esiste un limite a tutto. Un conto è essere democratici, altro permettere al primo… che passa di insultarti. Ho anche scritto che in politica ci si possono sporcare le mani ma Est modus in rebus: sunt certi denique fines, quos ultra citaque nequit consistere rectum.

      • Maximilien de Robespierre permalink

        C’è una misura nelle cose; vi sono precisi confini, oltre i quali e primo dei quali non può sussistere il giusto.

  6. Cliofeci permalink

    Bisognerebbe riaprire le pagine de Il Giornale di Curno pubblicato anni or sono dal probabile ” gatto padano” per capire chi cosa come sono certi personaggi della vita politica presente. Il candidato Consolandi venne eletto le prima volta in consiglio nelle liste del PCI. Poi passo’ nelle liste della DC e nell’ultimo centrosinistra ( 90-93) fu assessore all’urbanistica. Ormai dc e PSI erano agli sgoccioli a livello nazionale per tangentopoli ed anche Curno avrebbe visto Arnoldi, deus ex machina della DC locale insieme a Finassi e Santini, finire inquisito per finanziamento illecito del partito visto che era riuscito a far pagare 6 milioni di volantini elettorali a una azienda che voleva una modifica del PRG( ma non la ottenne). Arnoldi fini ko ma anche il centrosinistra fini altrettanto. Nelle more dell’agonia della dc-PSI l’ass.consolandi che il gatto padano chiamava amabilmente il dentista urbanista, ebbe la pensata di nominare co-assessori Fassi della Lega e Conti Vito dei PCI. Successe un casino che non vi dico e dopo poche settimane si andò’ alle elezioni anticipate e vinse la Lega dei Bianchi, Manzoni,Pedretti senior, Tamburini. Pedretti junior sgambettava senza gran risultato già’ allora.si disse allora che a denunciare il finanziamento illecito avuto da Arnoldi fosse stato il Consolandi ma nessuno vide mai l’intero fascicolo trattandosi di penale. In paese allora parve strano che uno che era stato eletto anche per merito di quel lussuosissimo fascicolo elettorale avesse poi pugnalato alle spalle un socio nella lista. Ma Arnoldi era sempre stato visto come un corponestraneo dalla DC curtense: troppo intelligente per i bortolini indigeni.
    Mi pare significativo il ricorso storico: nel momento in cui il CDX va allo sfascio con 3-4 liste ricompare sulla scena politica un attore che segno’ la scena dello sfascio della coppia dc- PSI degli anni di tangentopoli.

    • Gigì permalink

      interessante ricostruzione.
      MA un passaggio è totalmente errato.
      Dopo oltre 20 anni fa niente

      • Cliofeci permalink

        Puo’ essere benissimo che ci sia un errore. Non ho sottomano IlGiornalediCurno e vado a memoria. Lo corregga lei, l’errore. No problem.siamo qui a giocherellare.
        L’assessore Consolandi , medico dentista, era assessore all’urbanistica e per questo lo soprannominavano affettuosamente dentista urbanista.

    • Dunque il Consolandi sarebbe un candidato vintage e i pagnoncelliani egotisti che l’hanno candidato sarebbero dei “vintagisti”. Ottimo, apprezzo questo contributo del gatto padano.

      Vintage – Il termine è talora riferito, per estens., anche a prodotti diversi dal vino, per es. a un tabacco da pipa, a una serie di automobili, ecc. In partic., nel linguaggio della moda, con riferimento a capi di vestiario, bigiotteria, oggetti di arredamento d’epoca o di gusto sorpassato e démodé, che evocano periodi remoti o testimoniano lo stile di un certo periodo o di uno stilista, e la tendenza stessa a fare uso di abiti, gioielli, oggetti di gusto sorpassato. [Dal Vocabolario Treccani]

      • Gigì permalink

        più Vintage di Così…
        Ma creda a me.
        non vanno da nessuna parte.
        Se arrivano al 10% è grasso che cola

  7. Fair Play Pasquale permalink

    Il Botta e risposta mi pare migliore dei precedenti.
    Mi spiega la mossa del Calderoli?
    Viene presentato come uno competente ma alla fine nell’articolo si pasrl sopratutto (ne parla il Sindaco) dell’appartenenza alla famiglia, dei famigliari, che sono soci fondatori, ecc.
    Insomma del pedigree padano.
    Ma non era un altro il discorso?
    Su Locatelli mi astengo.
    Dicono tutti che sia buono come il pane, però….
    Su Corti non so. Lui dice che non abita a Curno da quando ha 28 anni, ma dai 10 precedenti era de facto assente per motivi sportivi. Sono 40 anni.
    Sulla Lista Consolandi non so cosa dire io, non sa cosa dire la gente, leggeremo il programma.
    Anche sul Sindaco sospendo il Giudizio.
    Sulla Serra mi sa che stiamo facendo solo discorsi aritmetici, ma per inquadrarla occorre allargare il pensiero.
    Sono mesi che lei e la sua squadra lavorano.
    Decine e decine di incontri tematici con tutti, ormai hanno incontrato mezzo paese.
    Anche gli urbani, del resto la Serra cos’è?
    A proposito di squadra, non sono mica pochi, sono stato a una riunione 3 mesi fa imbucato ed erano 33 i presenti, (da me contati, mai fidarsi dei numeri degli altri) ho saputo che una volta mesi addietro anche lei si è presentato, è vero? C’era gente?
    A proposito, si può sapere nome per nome la squadra completa di Gandolfi? Nessuno sa dirmela.
    A sto punto nessun segreto no? c’è un sito? qualcosa?

  8. Non ho capito di quale “botta e risposta” parli, e fra chi. Lei fa l’oracolare, per poi poter dire “Ma l’avevo detto, io!”, come in quell’oracolo Ibis redibis non morieris in bello: basta cambiare l’intonazione della voce, e il significato si rovescia: puoi morire in guerra, o puoi non morire (il tutto è spiegato in Wikipedia, come ho già scritto). Per la stessa ragione lei si compiace di fare il feles personatus, cioè il gatto mascherato, oltre che per incoercibile motivazione psicologica (anche se la sua psicologia non si riduce a questa innocente propensione al mascheramento: semmai il tratto distintivo è il compiacimento maligno).
    Ho conosciuto il Calderoli: mi ha fatto l’impressione di una persona mite, amante della natura e naturalmente portato al bene. Lontano le mille miglia dalla “determinazione” del geom. Pedretti e da quella (sia pure di diverso stampo) della dott.ssa Serra. Due tipi di determinazione che temo e tengo a distanza, se così posso dire, parafrasando Orazio.
    Credo che Calderoli vorrà spiegare lui stesso le ragioni del suo schieramento accanto a Gandolfi che è stato un resistente contro tutti gl’inghippi, le insidie, i tentativi di sopraffazione, contro i “buoni consigli” (compresi quelli del gatto padano), le denigrazioni (comprese quelle del gatto padano), contro gl’impropri connubi della c.d. sinistra con il Pedretti territoriale, potendo contare — gratta gratta, come poi si è visto — soltanto sulla lealtà di Fassi e Donizetti, rappresentanti della Lega dal volto umano. Senza contare che il Gandolfi è stato abile nell’evitare le insidie, realizzando comunque il monumento del buon governo, nonostante il materiale disponibile per l’edificazione fosse quello che passava il convento, composto ormai da frati riottosi, egoisti e talora poco accorti (con l’eccezione dell’arch. Innocenti, al quale va riconosciuta competenza tecnica e intelligenza, in senso lato: non sto parlando di politica).
    Forse Calderoli ha sentito il fascino di un’avventura che è anche un’avventura intellettuale. Anzi, credo che sia proprio così. Ma, per sincerarsene, bisognerebbe domandare a Calderoli.
    La dott.ssa Serra è una signora “urbana”, chi dice di no? Questo non significa che ipso facto possa far breccia nella Curno urbana. Altrimenti Togliatti, che era un borghese, avrebbe dovuto prendere i voti dei borghesi. A quei tempi, invece, i borghesi avevano una fifa dannata dei comunisti. Ma la c.d. sinistra, come ho detto più volte, fa breccia praticamente soprattutto nel cuore delle masse impiegatizie inerti, in coloro che hanno paura del federalismo e di una riforma strutturale dello Stato. L’ideologia della c.d. sinistra è fondamentalmente piccolo-borghese, consumistica e aziendalistica. La compromissione dei vertici della c.d. sinistra — a livello nazionale — con la finanza parassitaria e con i grands commis de l’Etat è un’altra cosa. Ma il discorso qui si farebbe lunghetto.

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