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Repetita juvant: il film ‘Becket e il suo re’

28 aprile 2012

Abbiamo già parlato del film Becket e il suo re, in un’altra pagina di questo blog: Curno, un laboratorio politico alle porte di Bergamo. Ma poiché il film viene presentato, proprio domani, al Castello della Marigolda, Curno (si veda l‘invito), non sarà sbagliato riproporre oggi le considerazioni che facevamo allora. Rifacendo la storia dell’Amministazione Gandolfi, ricordavamo come i partiti (Lega nord, Pdl), avendo intascato la vittoria per merito di Gandolfi, che nelle intenzioni avrebbe dovuto essere il loro uomo di paglia, facessero subito capire al neosindaco, nuovo del mestiere, che la cosa migliore che potesse fare sarebbe stata affidarsi alla loro esperienza politica. Insomma, i “buoni consigli”. Fin dall’inizio lo misero in guardia: sta’ attento, tu hai questo amico e quest’altro, ma faresti bene a lasciarli perdere. Quel Piga per esempio (che ancora non aveva preso il nom de plume di Aristide): beh, quello parla bene, scrive anche bene, te lo concediamo, ma che cosa vuoi che capisca degli arcani della politica? Noi, invece, abbiamo l’esperienza e il fiuto politico. Come se non bastasse, gli “esperti” mettono accanto al sindaco una segretaria comunale “determinata”, una di quelle a elevato tasso di “progettualità”: informatizziamo questo e informatizziamo quello, aggiornamenti giuridici on line per i dipendenti comunali, corsi di formazione a manetta ecc. Quando si tratta di fare il giornale comunale, s’inventa la necessità di subordinarlo alla costituzione di un Ufficio di staff. In questo caso l’uomo di paglia doveva essere Claudio Piga, che però si dimostra poco docile a subire decisioni “altre”: si veda su Testitrahus l’articolo Ufficio di staff e comunicazione del Comune di Curno. Insomma, i boiardi della politica curnense creano al sindaco difficoltà su difficoltà, poi (bontà loro) rimuovono le difficoltà (quando le rimuovono). Ma è proprio con queste difficoltà che diventano importanti. Ancora, in Consiglio comunale la lista “Gandolfi per Curno”, sotto la cui egida i partiti hanno vinto le elezioni, viene immediatamente soffocata. I consiglieri ricevono l’ordine di creare i gruppi consiliari intitolati ai partiti: obbediscono. I partiti (e i centri di potere reale, per i quali i partiti hanno un occhio di riguardo) promuovono un cammino di governicchio che è in palese contraddizione con lo spirito con il quale il Gandolfi li ha portati alla vittoria. Il buon governo tuttavia c’è, grazie anche al fatto che il sindaco si rimbocca le maniche, qualche volta fa il lavoro che sarebbe altrui competenza fare, individua le gàbbole e le rimuove. Ma i protagonismi assessorili pretendono di farla da padrone, spudorati e reiterati sono i tentativi di sfondamento della volontà del sindaco mediante uso abbondante di pubbliche relazioni. E non dico altro. La storia della nuova amministrazione di Curno somiglia dunque, perlomeno all’inizio, alla trama di un film del 1964, Becket e il suo re, dove Thomas Becket (interpretato da Richard Burton), è nominato vescovo di Canterbury da Enrico II d’Inghilterra (interpretato da Peter O’ Toole). Il re credeva di fare del vescovo una pedina del suo gioco di potere, Becket invece prende la missione affidatagli molto sul serio e per essa sarà ucciso da quattro cavalieri che intendono, così facendo, acquisire benemerenze nei confronti del re. È la storia narrata in Assassinio nella cattedrale, di T.S. Eliot.

Neanche Gandolfi, però, è un uomo di paglia, i partiti non dureranno fatica ad accorgersene. A un certo punto il sindaco si domanda se sia giusto che lui faccia da paravento alle manovrine di uomini politici che non sono nemmeno machiavellici (magari!), sono soltanto uomini politici di paese. Ma è giusto che a Curno, che è un borgo di Bergamo, facciano il comodo loro (o d’altri più furbi e più potenti di loro) uomini di visione politica fondamentalmente manovriera e paesana? La risposta alla resistenza di Gandolfi sono stati i colpi di scena che ben conosciamo: congiure, tranelli, mordacchie, azioni “a gatto selvaggio” da parte dei guastatori della Quinta colonna, impropri connubi della c.d. sinistra maritata con il leghista geom. Pedretti (all’inizio tutto Trota e territorio), pressioni esasperate dei partiti, “buoni consigli” a destra e a manca (da parte dei poteri forti e meno forti), bordate provenienti da ridotte incistate nel sistema dell’informazione. Sono cose che abbiamo ampiamente documentato, proprio in questo diario, e che non ci attardiamo a ripetere.

 

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