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Debiti fuori bilancio: il Laboratorio delle idee non elabora idee, ma disinformazione; il gatto padano ci mette lo zampino, ma è sbugiardato e ridicolizzato

2 maggio 2012

Per leggere il documento in formato pdf, fare clic sull’immagine qui sopra.

Facevamo presente, in un articolo del 1° maggio (Un saggio, tanto per gradire, di disinformazione curnense) che il Laboratorio delle idee, il germe di cristallizzazione di Curno Oltre, la formazione confluita nella lista Claudio Corti sindaco, fortemente voluta dal Pedretti, aveva preso un granchio. Anzi, per dirla tutta, faceva disinformazione. Affermava, infatti, che l’Amministrazione Gandolfi sarebbe caratterizzata da «circa dieci debiti fuori bilancio in circa cinque anni». Il sindaco, affermano al Laboratorio, «non sarebbe stato capace di fare il suo dovere» perché con i debiti fuori bilancio avviene che «il Comune autorizza un pagamento o un’opera senza aver prima incassato i soldi con i quali questo lavoro dovrà essere pagato». Ma quando? I debiti ci furono, o ci sono? Sono debiti ereditati o creati da Gandolfi? Che cosa intende, dunque, il Laboratorio delle idee, con quell’espressione? Uno, se non sbaglio, capisce che Gandolfi è stato un cattivo amministratore perché ha creato debiti fuori bilancio, capisce altresì che i debiti fuori bilancio ci sono, eccome. Perciò abbiamo detto che si tratta di disinformazione. Tant’è che il gatto padano (vedi qui sotto) intende che i debiti siano«lasciati».
Il gatto padano, che spesso quando scrive su Bergamo news si firma Tango (soprattutto quando assume la personalità “progressista”: uno dei suoi tanti abiti di scena), rincara la dose. Afferma addirittura: «Il vostro ex assessore Locatelli e il consigliere Corti hanno scritto che Gandolfi ha lasciato DIECI MILIONI di debiti fuori bilancio in soli cinque anni di amministrazione». Questa è grossa, a dir la verità: infatti, nel blog del Laboratorio delle idee non si legge niente di tutto questo. E non sono neanche tanto sicuro che ad aver scritto queste cose siano stati Corti o Locatelli. Ho l’impressione che lì dentro ci sia qualcuno che vuol fare di testa propria. Comunque, peggio per Corti (Fausto) e Locatelli (Giovanni) se lasciano che il Laboratorio delle idee, che notoriamente è una loro iniziativa, esca con queste belle trovate.
Il documento riportato qui sopra, che ho ricevuto dal dott. Gandolfi, dimostra:
a) che l’Amministrazione Gandolfi non ha accumulato (e lasciato) dieci debiti fuori bilancio; infatti, «alla data del 31.12.2011 non si è a conoscenza dell’esistenza di debiti fuori bilancio “oltre a quelli già riconosciuti in corso d’anno” [qui sotto si spiega che cosa significhi]»;
b) che il gatto padano si è inventato tutto di sana pianta, attribuendo la sua invenzione a Corti e Locatelli (10.000.000 di debiti, in euro). Francamente, al posto di Corti e Locatelli non sarei tanto contento. Si vedano i commenti di Tango nell’articolo di Bergamo news Curno è ferma a cinque anni fa…
Il bello è che quando facevo osservare al gatto (su Bergamo news) l’incongruenza tra quanto si leggeva nel Laboratoiro delle idee e le sue parole, il maligno felino pensava di cavarsela rivoltando la frittata, passando all’accusa: l’informazione, dice, «da come era messa, si prestava a ogni interpretazione». Ma quando mai? L’informazione era in realtà sbagliata (una disinformazione), ma pur nella sua natura denigratoria era chiarissima. L’interpretazione maligna è tutta del gatto padano. Dopo aver mentito, proprio lui, afferma di aver «chiesto che [l’informazione] fosse spiegata ESATTAMENTE» (non è vero) e conclude: «Attendo sempre delucidazioni dal Laboratorio delle idee». Cioè, lui mentisce, poi però, per pararsi le feline terga, si erge a inquisitore, a inquisitore “istituzionale”! Cose da pazzi! Sono cose che ci farebbero soltanto ridere (in effetti, fanno ridere), non fosse che il gatto padano è un disinformatore professionale. La maggior parte dei commenti censurati su questo blog (che forse un giorno pubblicherò, almeno in parte: quelli che non si prestino a rimostranze di terze parti) sono suoi. E sono tutti commenti finalizzati a disinformare o, come dice lui, a farmi “deragliare”. Ed è evidente che nel mio blog, che è un blog di controinformazione, ben mi guardo dal pubblicare le polpette di disinformazione. Anche perché smontare la disinformazione può essere faticoso, come dimostra questo esempio. Proprio per questo, d’altra parte, si fa disinformazione.

Rimane da spiegare nell’attestazione qui sopra quell’espressione un po’ anodina «oltre a quelli già riconosciuti in corso d’anno». Vuol dire che alla data del 31.12.2011 non si è conoscenza dell’esistenza di debiti fuori bilancio, essendo stato riconosciuto nell’anno un certo debito di bilancio, portato in Consiglio il 28 giugno 2011 e ivi, appunto, “riconosciuto”. Cioè si è detto: “paghiamo”, con il che il debito non è più fuori bilancio, è nel bilancio. Ergo, l’Amministrazione Gandolfi non ha accumulato debiti fuori bilancio e, contrariamente a quanto è affermato nel Laboratorio delle idee, il sindaco Gandolfi «ha fatto il suo dovere».
Per essere precisi, quel debito fuori bilancio, per euro 190.000, era la proposta transattiva avanzata dal Giudice in una causa persa dal Comune, intentata da un operatore sotto un’Amministrazione precedente. Il giudice, dunque, propone di pagare tale cifra, che ovviamente risulta fuori bilancio, in quanto relativa a “incurie” passate, in luogo di quella richiesta, ammontante a un milione di euro. Gandolfi ne delibera in Consiglio il pagamento: il debito entra nel bilancio.

Haec habebam quae dicerem. Valete.

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