Skip to content

La c.d. sinistra vince le elezioni, Gandolfi libera Curno, il Pedretti si avvia sul viale del tramonto

9 maggio 2012

Pedretti aveva stabilito, con espressione in lingua inglese (idioma per il quale nutre una passione sconsiderata e mal riposta): Gandolfi, game over! Grazie tante, dopo un’imboscata. L’astuzia della storia volle, invece, che il Pedretti sbagliasse strada. Credeva d’imboccare la via del Trionfo, si è incamminato sul viale del tramonto (per fortuna ci sono le panchine).

Scrivevamo il 28 aprile qui su Nusquamia: «La sconfitta della lista della c.d. sinistra significherebbe l’eclissi dell’asse Serra-Pedretti, nonché la nascita a Curno, finalmente, di una vera sinistra, riformatrice, non più mascherata dietro le bùbbole di c.d. “società civile” e del “politicamente corretto”» (si veda Abbiamo riportato la vittoria morale. Coraggio, quella politica è dietro l’angolo).
Come sappiamo, le elezioni sono state vinte dalla lista “Vivere Curno”. Anzi per dirla tutta, sono state stravinte: così non si dirà che Aristide fa come i politicanti, i quali affermano di aver vinto, anche quando abbiano perso. Dunque, ha vinto l’asse Serra-Pedretti: sì, ma nella fase preparatoria. Ha vinto quando ha disarcionato Gandolfi quaranta giorni prima della scadenza naturale del mandato amministrativo, ponendolo in grave e oggettiva difficoltà, facendogli perdere il vantaggio che gli sarebbe venuto nella competizione elettorale dal poter adeguatamente terminare e illustrare il suo buon governo. Miserie della politichetta, ma non saremo qui a lagnarci.

A chi va il merito dell’esilio politico del Pedretti
L’asse serrapedrettista ha vinto nella fase preparatoria di disarcionamento del sindaco ma, a consuntivo, ha vinto la Serra, mentre il Pedretti ha perso. Questo è il punto. Il Pedretti perde perché esce fuori della scena politica, e la c.d. sinistra non può certo dire che l’estromissione del Pedretti è merito suo.
Il merito è di Gandolfi, che a febbraio è sceso in campo, scompaginando la strategia che il Pedretti aveva stabilito con Saffioti, allora coordinatore provinciale Pdl, che prevedeva un ricompattamento dell’alleanza Pdl-Lega nord, della quale il Pedretti avrebbe tenuto le briglie (l’asse Serra-Pedretti, sarebbe comunque rimasto, finché il Gandolfi non fosse stato disarcionato).
Il merito è nostro, che abbiamo da sempre segnalato all’opinione pubblica i limiti politici, etici e intellettuali della “proposta Pedretti”.
Il merito dell’esilio politico del Pedretti, se ai signori c.d. progressisti non dispiace, è anche del phrontistérion che ha assistito Gandolfi nell’intraprendere una campagna elettorale che si presentava tutta in salita, ma con un esito certo, sia pure parziale: il Pedretti sarebbe stato in panchina, qualora Gandolfi si fosse candidato. Questo scrivemmo allora, questo si è avverato ieri. Bisognava dunque spaccare ogni ipotesi di aggregazione Pdl-Lega di Pedretti, com’era nei voti di Saffioti. Non ci si poteva certo fidare dei silenzi, delle distrazioni e delle paroline sussurrate dal Pdl (paroline e mezze promesse che Aristide non esitava a definire “sodomizzanti”, nel corso di colloqui privati), men che meno si poteva far affidamento sull’acume e sull’audacia politica del Pdl locale. Fra l’altro, quello era il momento di Schettino, il comandante che non voleva salire su per la biscaglina, laggiù, di fronte all’isola del Giglio. Al Pdl si comportavano come Schettino, pensavano ognuno per sé, pensavano alla propria pellaccia: che c’importa degli altri?

Curno è liberata, vince il principio superiore
È evidente che, se Gandolfi non fosse intervenuto, il Pedretti, soggiogando il Pdl, si sarebbe insignorito di Curno. Dunque il liberatore di Curno è Gandolfi. È avvenuto precisamente quel che ci eravamo prefissi, quello che sembrava tanto dispiacere alla c.d. sinistra e a coloro che ci davano i “buoni consigli”. Curno è stata liberata dal Pedretti. Dunque, diciamo con Orazio:

Nunc est bibendum, nunc pede libero
pulsanda tellus, nunc Saliaribus
ornare pulvinar deorum
tempus erat dapibus, sodales.

(Brindiamo, ora! In libero tripudio, ora, i piedi / percuotano il terreno! Ecco, è il momento, amici, / di guarnire, con vivande degne del collegio / di Marte, i cuscini con le effigi degli dèi. Hor., Carm. I, 37; trad. di M. Beck.)

Insomma, lasciatecelo dire con una punta di orgoglio: ha vinto il principio superiore. Si veda quanto abbiamo scritto nella pagina di Testitrahus: Il principio superiore. Un film da non dimenticare. Che la c.d. sinistra si vergogni, per non averci seguiti in questa nostra battaglia di civiltà. E che non osi attribuirsi il merito dell’eclissi politica del Pedretti. Non ci provi nemmeno.
Abbiamo una concezione etica della politica (anche se siamo contrari allo “Stato etico”: quella è un’altra cosa, un po’ fascista e un po’ nandecclesiale), sapevamo quel che facevamo. Scrivevamo per tempo, alle pp. 36-37 della nostra Pedretteide, che è del dicembre 2009:

I curnensi, per parte loro, farebbero bene a chiedere l’esilio politico dell’onorevole Pedretti […]. Avrebbero ragioni molto serie, e nobilissime, per chieder[lo] a gran voce. Proprio così: i curnensi tutti, a destra e a sinistra, conservatori, progressisti, moderati, rivoluzionari, nonni, padri e madri, giovani occupati (beati loro) e disoccupati, maschi di belle speranze e fanciulle in fiore indistintamente dovrebbero tutti, proprio tutti, far fronte comune contro chi, se sono veri gli addebiti che si muovono al [Pedretti]. Perché, se sono veri gli addebiti che si muovono al “testitrahus”, Pedretti è un nemico per la comunità di Curno: non “inimicus”, ma “hostis”.

Alcune tappe della lotta di liberazione
È avvenuto quel che era nei nostri voti: perché non dovremmo provarne compiacimento? E non dovrebbero i cittadini di Curno essercene grati? Abbiamo spezzato la continuità di vent’anni di dominio politico esercitato con pugno di ferro dal Pedretti sul territorio di Curno. Il Pedretti non è più un politico territoriale, è un politico (finché sarà ancora “politico”) ormai senza territorio, il Roberto senza terra.
Ricordiamo che il Pedretti, aveva deciso di non presentarsi candidato alle elezioni amministrative (Curno, 2012): aveva fatto un patto di desistenza con Fausto Corti e Giovanni Locatelli, i due rappresentanti della “Quinta colonna” con i quali aveva dato corpo alla lista “Claudio Corti sindaco”. Già questa era una vittoria. Ma ecco il risultato delle elezioni: nessun esponente di colore pedretto-leghista è stato eletto in Consiglio, tranne lo stesso Claudio Corti, ciclista e manager, il quale – così vogliamo sperare – quando sederà in Consiglio si guarderà bene dal farsi latore delle istanze del Pedretti.
Come abbiamo scritto in un’altra pagina di questo diario, ecco che ci troviamo di fronte a un caso di avveramento dell’hegeliana astuzia della storia: altro che l’astuzia contadina sciaguratamente lodata dal gatto padano! Questa è intelligenza urbana, sottile e garbata. Questo è oro di coppella, mica merda di vacca! Insomma, si crea a Curno, in funzione antigandulfiana, l’asse Serra-Pedretti, fortemente voluto dal Pedretti, che pensava a un risultato a sé favorevole, ovviamente. Ma il risultato qual è stato, invece? Eccolo: il Pedretti esce dalla scena politica di Curno, si spera per sempre.
Si osservi infine che, se la Lega nord si fosse sbarazzata del Pedretti quando aveva la possibilità di farlo, per tempo e con onore, cioè facendo una bella figura, se il Pdl avesse avuto sia localmente sia a livello provinciale più sale in zucca, sarebbe stata possibile una loro alleanza, guidata dal Gandolfi (e da chi, altrimenti?) che avrebbe avuto la meglio sulla c.d. sinistra. Il Gandolfi avrebbe trasferito al Pdl e alla Lega nord un patrimonio di competenza, acquisita con gli anni, di probità e intelligenza delle cose che Pdl e Lega non meritavano, forse, ma che avrebbero potuto incamerare. Sarebbe stato un affare, per loro.

Una lezione per i partiti
Dunque il Gandolfi è stato la rovina del centrodestra a Curno? Sotto certi aspetti, sì, è proprio così. Ma il punto è che meritavano di rovinare, entrambi (cioè, il Pdl e la Lega nord di osservanza pedrettista), perché hanno mancato della necessaria audacia, oltre che del necessarissimo intuito politico, per sbarazzarsi del Pedretti. I dirigenti locali e provinciali, appecorati al Pedretti per ragioni che qui non mette in conto di esaminare, hanno sopravvalutato se stessi, pensavano di poter demoralizzare Gandolfi, di indurlo a farsi da parte. Credevano di essere il cardinale Mazarino e il cardinale Richelieu. Di fatto, avevano un’intelligenza delle cose inferiore a quella del gatto padano il quale, se non altro, è contadinamente astuto e quando dice una cosa, è lui il primo a non crederci. Fa soltanto disinformazione, lui è un omnium horarum feles, un “gatto per tutte le stagioni” (adesso è la stagione similprogressista: auguri ai signori c.d. progressisti!). Non avevano, codesti politici del Pdl e della Lega nord, nemmeno l’intelligenza rapace del Pedretti che questa volta ha perso, finalmente, ma almeno è capace di rischiare.

Annunci

From → Pedretteide

10 commenti
  1. plinio permalink

    notevole la citazione oraziana. posso chiedere che scuola ha fatto?

  2. Orlando Furioso permalink

    Buongiorno, rieccomi, credo che di tutto quello che Lei ha prospettato riguardo l’alleanza a destra contro la sinistra, ben poco avrebbe potuto fare, prima di tutto per la presenza di determinati personaggi che non vogliono mollare assolutamente la CADREGA.
    Pensi che anche in questo momento in cui la destra è seppellita sotto le proprie macerie c’è chi pontifica di alleanze nel nome del PDL. Che vergogna! prima divisi a scannarsi, poi tutti assieme come se nulla fosse successo…. Ma questa la chiama politica? A volte con certa gente ci vorrebbe il lanciafiamme….(sia mai che poi ritornano sotto mentite spoglie)….

    • Mah, sarebbe un discorso lungo. I partiti della c.d. sinistra guardano oramai, più che agli uomini, alle aggregazioni degli uomini. Hanno una visione aziendalista della realtà, si eccitano se capiscono che una certa asociazione possa essere un bacino elettorale. Oppure vogliono costituire sempre nuove associazioni, nuovi appecoramenti, perché di lì traggono linfa e sostanza per la loro esistenza spesso parassitaria. Gli uomini pare facciano schifo, ai signori della c.d. sinistra, amano gli “attori del territorio”.
      La destra? Una volta c’erano tante destre, come del resto tante sinistre. C’era per esempio anche una destra eroica, quella che diceva “Se un ussaro è ancora in vita dopo i trent’anni è un cialtrone” (sentita in un film di Louis Malle). A me non piace questa destra, ma almeno qui c’è l’uomo. C’era l’uomo anche in quel giovane rivoluzionario di sinistra che conoscevo, tanti anni fa, il quale un giorno scomparve. Aveva nascosto la sua laurea in filosofia per andare a fare l’operaio in Germania, per fomentare la rivoluzione. Il gruppo politico al quale apparteneva quel giovane, come dimostrarono poi i fatti, era infiltrato dalla malavita. Ma quel giovane, pur sbagliando, era un uomo: forse proprio perché sbagliava. Invece guardi certi giovanottini ambiziosetti, come si muovono circospetti, come cercano di sfruttare tutte le occasioni: in loro è tutto programmato, non c’è niente di gratuito. Sono “determinati”. Ma saranno uomini, costoro?
      La verità è che non vedo l’uomo nei quaquaraquà della politchetta, né curnense, né d’altro tipo. Non c’è gran differenza fra i givanorttini ambiziosetti e i vecchi prostatici: sono omologati alla mediocrità che non conosce differenze di età, di sesso (pardon, “genere”: oggi pare si dica così) o d’altro tipo. Ma vado oltre: non sono schifosetti solo i protagonisti della politichetta. È la cosiddetta società civile che lascia a desiderare, di molto. I politici non sarebbero marci se non fosse marcia la c.d. società civile.
      Dunque, siamo arrivati a questo: in un progetto ideale di salvezza, non la destra, non la sinistra dobbiamo oggi cercare, ma l’uomo, la giustizia e… la bellezza. Sì, perché questi politici che scorrono davanti ai nostri occhi, nella passerella del teatrino della politica sono anche laidi.
      Forse non è proprio vero quel che si legge in Dostoevskij, che la bellezza salverà il mondo. Ma, in mancanza di meglio, già il criterio della bellezza potrebbe aiutarci a fuggire i miasmi di questa società decadente, moritura e — credo — degna di morire. Perdersi nella ricerca della bellezza è sempre meglio che occuparsi di “risorse umane”, come pare piaccia di fare agli aziendalisti di destra e di sinistra.

  3. Cliofeci permalink

    Facciamo una colletta per mandare delle casse di mandarini al geometra padano, sulla strada di essere rinchiuso sulle comode poltrone di consigliere regionale al modico costo di diecimila euro mensili pagato con le tasse di noi furbi esiliatori. Una seconda colletta per acquistare dallo zoo di Calderoli una bestiaccia talmente feroce che azzanni il gatto padano. A custodirla ci penserà’ Aristide latinorum abduano.

    • Lei continua a ragionare con l’astuzia contadina. Vorrebbe dimostrarmi che il geometra brembano, lui sì, è un ganzo, perché lui dalla Regione dei Lombardi si cucca diecimila euro mensili, mentre io invece nisba.
      Intanto, mettiamo i puntini sulle “i”. Se non vado errato, il geometra brembano percepisce di più: 12.555 euro/mese di stipendio, pari a oltre 750.000 euro nei cinque anni di legislatura, più numerosissimi annessi e connessi vari, esentasse. Dunque, secondo i canoni della “sua” (e non mia) astuzia contadina, il geometra brembano è un grande. Per me il discorso si chiude qui: io, come lei dovrebbe ormai sapere, disprezzo l’astuzia contadina. Se non “condivido” (oh, la parolina magica! ma qui è usata di proposito) i principi di base del ragionamento, il ragionamento si arresta: in logica, si suole apporre un “X”, al termine dei “passaggi” del ragionamento, per significare che si è finiti in un vicolo cieco.
      Ma lei, ancora una volta, non è buon psicologo. Lei trascura la volontà di potenza del Pedretti, che in lui è ancora più importante che il denaro. Capisco che per un contadino astuto il denaro sia tutto. Ma il quadro psicologico ch’io mi son fatto del Pedretti mi fa capire che per lui, uomo politico in carriera, il denaro è importante, ma come misura del potere. Il denaro, più ce n’è, meglio è, anche per il Pedretti. Ma è il potere quel che conta, e il modo con il quale lo si acquista, manovrando il potere stesso, il potere che genera potere. Questo è inebriante, più che il denaro in sé, per il Pedretti, e non solo per il Pedretti.
      Ma è soprattutto sotto il profilo politico che il suo ragionamento non sta in piedi. Se io dico che l’aver liberato Curno dal Pedretti è un risultato politico di prim’ordine, lei potrebbe rispondermi dicendomi che Curno era già liberata, o che non valeva la pena liberarla, oppure che il Pedretti è un agnellino. O che Curno per il Pedretti non ha mai contato niente e non potrebbe contare proprio un bel niente, nel futuro. Cioè, potrebbe provare a dimostrarmi che, finita l’esperienza regionale, il Pedretti non avrà bisogno di Curno. Lui ha il suo studio di architettura geometrile, quello del progetto del terrazzino a Gemonio, gode insomma di un buon avviamento professionale ecc. Ma farmi sapere che il Pedretti prende una barca di soldi alla Regione le sembra un argomento? Certo, riflette l’astuzia contadina e la scala di valori contadini. Ma in fondo è un argomento neanche tanto intelligente. Bertoldo (quello di Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno), che era contadinamente astuto, ma aveva miracolosamente acquisito una certa urbana sottigliezza d’ingegno, non mi avrebbe portato quest’argomento.

      • Cliofeci permalink

        Non giudico le persone in base alla consistenza del relativo conto corrente [guardi che è stato lei a parlare dei lauti introiti del Pedretti, mica io: l’ha fatto qui e l’ha fatto su Bergamo news; adesso che fa, nega, rivolta la frittata? Un altro esempio d’ineffabile astuzia contadina? Ma quante volte glielo devo dire? Accà nisciun’ è fesso. Si renda conto che a tutto c’è un limite, soprattutto all’astuzia contadina, di per sé limitata (n.d.r.)] ma so che per fare propaganda e presenza politica i soldi sono più’ importanti spesso dell’intelligenza e della buona volontà’.
        A me pare che Pedretti come gran parte della Lega e del PdL siano stati travolti a livello nazionale così’ come in generale il centrodestra sta subendo sconfitte dappertutto in Europa. In questo momento chiunque fosse il leader locale della Lega avrebbe fatto la fine della lista inventata da Pedretti. [Lei trascura il fatto le tre liste insieme, non di c.d. sinistra, hanno preso più voti della lista di c.d. sinistra (n.d.r.)]
        Gandolfi immagina Curno come il proprio specchio mentre se si osservano le tornate elettorali, gli elettori curnesi hanno sempre un segno forte di carattere nazionale. Gandolfi vuole attribuirsi la sconfitta di Pedretti: credo che i Curnesi gliela lascino mettere in tasca senza sentirsi defraudati od orfani. [Il ragionamento era un altro: se Gandolfi non fosse sceso in campo, l’alleanza Pdl-Lega di Pedretti avrebbe potuto essere ricostituita con la benedizione di Saffioti. L’errore del Pdl e della Lega nord è stato il non aver capito la perniciosità (per loro) dell’appecoramento al Pedretti (n.d.r.)]
        A me risulta che Pedretti non e’ MAI stato messo come candidato sindaco leghista [Chi ha detto il contrario? Ho forse mai sostenuto che il Pedretti è un simpaticone? Il punto è che il Pedretti ha sempre avuto bisogno di qualcuno manovrabile. Tale doveva essere nelle intenzioni lo stesso Gandolfi, nel 2007 (n.d.r.)] . E questo fa capire che le cose non sono mai state facili nemmeno per lui [Non vorrà confrontare la difatta odierna con le vittorie di ieri, per interposta persona? (n.d.r.)].
        Ripeto: Pedretti e’ stato sconfitto perché’ il CDX e la Lega sono stati sconfitti dappertutto e Curno non fa eccezione. Fa solo impressione l’ODIO che letteralmente vi agita contro un avversario politico. [Quando il Pedretti mi ha denunciato, per farmi del male, evidentemente, non ho mai affermato di sentirmi odiato, né io avevo ragione di odiare il Pedretti. Sapevo, semplicemente, di dovermi difendere, cosa che ho fatto, e di dover difendere la serenità della mia concezione di vita, senza farmi troppo coinvolgere, scivolando in un baratro di sentimenti indegni della mia educazione. Ma lei può pensare quel che vuole (n.d.r.)]

  4. Orlando Furioso permalink

    Uhm… Ma io direi …. addentriamoci a destra, parliamone meglio, ovvero secondo Lei in comune oltre alla ormai famosa IV colonna, chi ha tramato contro l’ormai ex sindaco? Perchè non levarsi qualche sassolino e cominciare a spiattellare la verità? Così di dar modo alla gente di farsi una idea chiara e definitiva su chi li ha governati o governa?

    • La mia impressione è che lei abbia qualche sassolino da levarsi dalla scarpa. E che quel sassolino riguardi il Pdl. Io credo di aver raccontato il mio punto di vista, qualcuno direbbe fin troppo, su parecchie cose: purché ne fossi informato e avessi avuto modo di farmi un’opinione. Domani, per esempio, mi esprimerò sulla caccaiata delle meretrci dal territorio comunale. Che poi non c’è stata, per quanto ne so. Però era così bello votare quella mozione che prevedeva il pogrom dei buoni, morigerati e politicamente corretti cittadini a carico delle infami (se di mozione si è trattato). Votata all’unanimità, con due astensioni: corrreggetemi, se sbaglio.
      Riguardo al Pdl, dica lei, prego. Credo che lei la sappia lunga.

  5. Orlando Furioso permalink

    Nahhh nulla di tutto ciò, ho solo annusato l’aria e l’odore che ho sentito non era dei migliori, direi stantio per non dire… [qui ho levato cautelativamente un’espressione un po’ forte (n.d.r.)]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: