Vai al contenuto

Il turboprogetto della nuova Biblioteca di Curno: e se ne cambiassimo la destinazione d’uso?

24 maggio 2012

Corridoio centrale della biblioteca. L’edificio è concepito come un monolite in calcestruzzo pigmentato con ossidi di ferro, recante in rilievo le lettere dell’alfabeto. L’immagine del prospetto principale, verso la piazza, ricorda quella di un libro aperto.

.

Nota: questo è il 100° articolo di Nusquamia

.

La nuova Biblioteca di Curno è un turboprogetto promosso dal Pedretti in tempo di vacche grasse, che oggi costituisce un impedimento insopportabile, una palla al piede, per l’amministrazione di Curno, quale che ne sia il colore politico. Progettata nel 1995, la nuova biblioteca, della quale non si sentiva grande necessità, ma che rispondeva all’esigenza di movimentare lo scenario amministrativo locale, ha attraversato un insieme di vicissitudini che, in quest’Italia allo sfascio (non da oggi), sono purtroppo la norma. I lavori di costruzione sono cominciati nel 1998 e, dopo vari passaggi di mano da un’impresa appaltatrice all’altra, la biblioteca è oggi, apparentemente, terminata. Ci sono perfino le poltrocine, anche se mancano l’impianto d’illuminazione, l’arredo dei locali, le finiture esterne. Solo apparentemente, però, perché ci sarebbero problemi di carattere tecnico-normativo da portare a soluzione. L’impianto termico, per esempio, non solo è vecchio di vent’anni, ma non è collaudato, perché nel frattempo la ditta appaltatrice è fallita. Ma, soprattutto, gravano sulla Biblioteca e – più ancora che sulla Biblioteca – sulla testa dei curnensi, due macigni:

a) L’inutilità della biblioteca stessa, nell’epoca: a1) del libro elettronico; a2) di Google libri (un’invenzione meravigliosa della quale sono testimone privilegiato, in qualità di utente, per così dire “professionale”, considerato che lavoro nell’industria editoriale); a3) di Internet e del prestito interbibliotecario che consente a me, per esempio, che vivo a Trezzo sull’Adda di ricevere nella mia città (così si è stabilito che fosse — una città — con decisione burina) un libro che si trovi in una qualsiasi delle 18 biblioteche del Sistema bibliotecario vimercatese, entro un tempo massimo di quattro giorni.

b) L’enormità delle spese di gestione. Chi pagherà le spese di gestione di questo truboprogetto (si parla di 80.000 euro l’anno, se bastano, di sole spese vive)? Anche limitandoci a considerare le sole spese di riscaldamento, siamo sicuri che la comunità di Curno voglia farsene carico? Guardate che questa non è cosa che si possa risolvere con un’assemblea di truppe cammellate o con una consultazione degli “attori del territorio” (che Dio li abbia in gloria).

 .

Trovare una diversa destinazione d’uso
Se parlo di “turboprogetto” non è per criticare il progetto della biblioteca in sé, ma per criticare la pretenziosità assessorile e piccolo-borghese che ne è la scaturigine, allorché qualcuno si è compiaciuto di mettere in cantiere un megaprogetto, accollandolo ai cittadini, per ragioni che potrebbero essere sviscerate soltanto da una squadra di esperti, comprendente uno psicologo, un politologo ecc. (ma il contributo dello psicologo è determinante).
Insomma, ben mi guardo dal mettermi sullo stesso piano del geometra brembano, il politico territoriale Pedretti, progettista del terrazzino di casa Bossi a Gemonio, il quale si compiaceva di criticare il progetto Bodega, nato dalla mente di un architetto di fama internazionale, bollandolo come ecomostro. Il quale politico territoriale, per giunta, si faceva fotografare con la maglietta-gadget “No all’ecomostro” e inscenava piazzate mediatiche nell’indifferenza della c.d. sinistra, che in Consiglio ammetteva, obtorto collo, che il progetto Bodega non fosse poi male, però non era stato sentito il parere di questo Moloch, di questa divinità abominevole che va sotto il nome collettivo di “attori del territorio”.

Nei prossimi numeri di Nusquamia riporterò alcune mie considerazioni svolte sul tema della Biblioteca, tre anni fa, ai tempi del blog dell’Udc, in risposta anche a osservazioni svolte dal gatto padano, che a quel tempo si esibiva con la maschera di Straliccio. Esse dimostrano che non ho alcun pregiudizio contro il progetto in sé, ritengo – anzi – che i progettisti abbiano svolto bene il tema proposto. Ma era sbagliata, già allora, l’idea di varare un turboprogetto. Ancora più sbagliata è oggi l’idea d’insistere nell’errore turboprogettuale.

Due strade a fondo chiuso
Ora, la cosa più ovvia, più scontata, più miserabilmente assessorile, sarebbe dire: il Comune potrebbe decidere di farne un centro multiculturale, all’interno di una rete ecc. Così sarebbe un progetto finanziato con il denaro pubblico. Già ci pare di sentire qualcuno che dice che per questo ci sono i fondi regionali. Quali? E poi, attenzione a come ci si muove. Attenzione ai manager triccheballacche che ti dicono che qui ci sono i soldi della Regione, poi però tu ne devi aggiungerne almeno altrettanti. Questi sono capaci di spremere i cittadini di Curno al punto da far loro preferire il suicidio collettivo, piuttosto che farsi schiavi dei creditori.
L’altra gherminella sarebbe dire: eh, però il Comune potrebbe farne una struttura polivalente per piccoli congressi. Attenzione, stiamo vivendo una crisi economica terribile, e Monti non è Beneduce (l’ex compagno di lotte socialiste di Mussolini, al quale il duce diede carta bianca, e lui costituì l’IRI, per sottrarre l’economia italiana alle insidie dalla finanza: quell’IRI che poi fu svenduta da Prodi, e che oggi, se fosse stata risanata, ci farebbe tanto comodo). Dunque, poiché l’economia è quella che è, rassegniamoci. Non c’è trippa per gatti e uno degli aspetti positivi della crisi economica è che di congressi per manager triccheballacche se ne faranno sempre meno.

Non un bordello per turisti giapponesi, ma…
Dunque, bisogna pensare a una diversa destinazione d’uso. Il Comune di Curno deve trovare un modo di recidere la catena di questa palla al piede. Ora, io non dico che occorra trasformare la Biblioteca in un bordello per turisti giapponesi. Questo è troppo. Ma, anche con l’aiuto degli aziendalisti che hanno ispirato la Große Koalition al governo di Curno, e che oltre tutto potrebbero offrire la loro opera di consulenza, gratuitamente, spero  (penso soprattutto a Max Conti, titolare della componenete aziendalista dello schieramento c.d. progressista), bisogna darsi da fare: studiare con metodo scientifico (non bocconiano, prego!) non una soluzione, ma diverse soluzioni e battere contemporaneamente tutte le piste, perché questo turboprogetto cessi una volta per sempre di costituire una pistola puntata alle tempie dei cittadini di Curno.

Annunci
3 commenti
  1. Maffeis Angelo permalink

    buongiorno Aristide, scusi non c’entra molto connil tema Biblioteca (utilita’ o meno di portarla a termine) mi spiega se possibile come funziona Google libri..? posso immaginare ma non l’ho mai utilizzato. Grazie

  2. maargharj butterei permalink

    Il bibliomostro viene ogni tanto rievocato ed è bene rievocarlo. È il monumento alla mistica, si potrebbe dire; anzi, a una certa mistica, quella dell’ignorante patentato che costruendo il famedio dei libri crede di far “condividere” agl’idioti l’idea che la società curnese diventi più intelligente e colta, con quella supposta di cemento rosso in corpo; e con la speranza di diventare lui il sacerdote di quella mistica suppositoria.
    Ma è una mistica da ignoranti e idioti, appunto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: