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I signori del territorio e i miagolii sinistri del gatto padano

6 giugno 2012

Il terribile monstrum triceps, il mostro tricipite che con la sua testa di aquila rapace ci ricorda l’incombenza dei signori del territorio di Curno, con i quali la Große Koalition che siede attualmente al timone del governo di Curno dovrà ben presto fare i conti. La volpe è il notabilato curnense, il drago è l’aziendalismo, l’aquila il sodalizio degli “attori del territorio” che hanno incoraggiato l’asse Serra-Pedretti nonché l’eversione dell’amministrazione gandulfiana, quaranta giorni prima della scadenza naturale del mandato. Questa incisione è tratta dalla Historia Monstrorum (1642) di Ulisse Aldrovandi, consultabile in linea nel sito dell’Università di Bologna, facendo clic sull’immagine. (Un libro che non potrà mai trovarsi nella nuova Biblioteca di Curno la quale, qualora fosse realizzata secondo gl’intendimenti iniziali, sarebbe una “Grande opera” fantozzesca, per le ragioni che abbiamo espresso altrove qui su Nusquamia.)

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Scriveva il gatto padano, maligna figura tristemente nota ai lettori di questo diario, al tempo in cui non tollerava che noi si commentasse l’inaudita iniziativa pedrettesca d’ispezione al centro culturale islamico di Curno, nelle modalità che sappiamo, men che meno che noi si denunciasse l’esistenza del muro gommoso d’indifferenza etico-politica eretto a protezione dell’allora potente politico territoriale:

 Aristide, io scriverei la ‘Curneide’, altro che la ‘Pedretteide’: storia di un paese dove le famiglie e le lobby decidono vita e morte dei sindaci. Morelli e altri insegnano. E forse Gandolfi sarà la conferma. O l’eccezione?

 Queste cose scriveva il gatto padano il 6 settembre 2010, sul blog dell’Udc di Curno, al tempo in cui assumeva la maschera di Straliccio. Una volta tanto siamo d’accordo con il gatto. Lui, che se n’intende di queste brutte cose, aveva previsto il disarcionamento del Gandolfi. Già sapeva dello scontento che serpeggiava tra gli “attori del territorio”, sapeva che sono capaci di tutto. Questo è avvenuto: i signori del territorio avevano da principio visto di buon occhio l’accordo che maritava Stella (responsabile della sezione locale, di Curno,  di Forza Italia, quindi Pdl) con il Pedretti (signorotto della Lega nord a Curno); i signori del territorio si aspettavano che Gandolfi si mostrasse obbediente. Ma Gandolfi volle fare il sindaco sul serio, il sindaco dei curnensi e non dei signori del territorio, come Becket  (che è un santo della Chiesa, dunque si parva licet…) volle fare sul serio, dopo che fu nominato vescovo di Canterbury da Enrico II d’Inghilterra. Si veda in proposito quanto abbiamo scritto nell’articolo Becket e il suo re. E i signori del territorio stabilirono che Gandolfi dovesse essere disarcionato.

Ed ecco che il 19 marzo c.d. sinistra, pedrettisti e quinta colonna si presentano di buon mattino in Municipio, capitanati da un gongolante Pedretti, per firmare le proprie dimissioni dal Consiglio comunale di Curno.  Sono otto consiglieri e un assessore (quest’ultimo è un esponente della quinta colonna): con questa imboscata e questo tradimento cade finalmente l’amministrazione Gandolfi, invisa ai signori del territorio. I quali così si erano espressi, a un dipresso: “Per noi Pedretti e c.d. sinistra pari sono. Mettetevi d’accordo, toglieteci di mezzo il Gandolfi, poi vedetevela tra voi”. Il Pedretti sperava, ovviamente, di compattare intorno a sé coloro che non avrebbero visto di buon occhio il ritorno al potere del gruppo Insieme per cambiare Curno trasfigurato in Vivere Curno: sperava che Gandolfi si demoralizzasse. Perciò piovvero a miriadi su Gandolfi i “buoni consigli” perché si ritirasse. La dott.ssa Serra, d’altra parte, aveva preparato il terreno – molto abilmente, bisogna dire – già da tempo, incoraggiando il Pedretti nella sua azione di disturbo e nello stesso tempo creando un meccanismo di selezione del candidato sindaco che avrebbe indicato proprio lei come candidato sindaco, spuntando le ali del dioscuro aziendalista Max Conti, che non avrebbe disdegnato la carica. Il resto è storia nota.

All’indomani dell’imboscata, i vincitori pretendono di riscrivere la storia. La dott.ssa Serra non ha spiegato perché tese l’imboscata a Gandolfi. Ho l’impressione che non lo spiegherà mai: dirà che non ne parla “per sobrietà”. Ha lasciato intendere, però, che la permanenza di Gandolfi sarebbe stata perniciosa per i curnensi. Ma perché? Non si sa. Ecco allora il gatto padano venirle in soccorso (con goduria e malignità manifesta): lo fa in un commento inoltrato in calce al nostro articolo Ferrara gode “spudoratamente” per la caduta di Sarkozy. E noi?.

Qui di seguito pubblichiamo gli argomenti sciorinati dal gatto e la nostra replica.

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Epistola del gatto padano

Leggo con una bracca di stupore quanto asserisce messer Manigoldo e quanto scrive in risposta il sor Aristide.
Nell’assoluta certezza della non pubblicazione (non è vero che cestina solo i commenti contenenti insulti e bestemmie, cestina quanto non confacente la linea editoriale pro gandolfi a quanto mi dicono), le scrivo comunque (girerò anche ad altro blog, per sicurezza, il post)
Tuttavia:

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1

Vero o falso che Gandolfi accettò in lista i seguenti personaggi nel 2007:
Pedretti Geom Roberto, con studio professionale a Curno
Fassi Geom Angelo con studio professionale a Curno
Locatelli Geom. Giovanni Tecnico comunale con studio professionale a Curno
Salvi Geom Pier Angelo (studio professionale suo e di famigli a Curno)
Innocenti Arch. Ferruccio (studio professionale a Curno)
Che uno dei due strateghi dell’elezione di Gandolfi fu l’allora capo di FI Stella.

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2

Ora lei dirà e come faceva a saperlo e poverino, e lui passava da un vernissage a un concerto da camera, da una mostra di clavicembali coreani a una dimostrazione di decoupage, ecc. ecc.
Beh, a parte che ogni curnese in grado di intendere e volere e con istruzione superiore all’asilo sapeva tutto questo e con sovraccarico di pettegolezzi: per un Sindaco, come per la legge, l’ignoranza non è prevista.

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3

Vero o no che la vittoria elettorale venne festeggiata già ai seggi da un immobiliarista che sponsorizzò abbondantemente la campagna gandolfinana con tanto di magnum di champagne? (le fotografie, viste a distanza di anni, sono un vero spasso)

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4

E perché si formò questo blocco, diciamo così, di cemento (non mi viene un termine più calzante)?
Forse per gestire i piani integrati ed il PGT? Direi che è questo il campo a gioco.
Ora ci si racconta la favoletta del PGT a consumo zero (a parte il raddoppio della Brembo, del Centro Commerciale, il piano Bodega riproposto, la distruzione delle balze dietro la chiesa della Marigolda, il Suap di via Ruffilli reintrodotto e allargato, un piano artigianale in Via Fermi, ecc, ecc.).

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5

E i piani Integrati? Vanno analizzati e contano quelli che sono stati proposti, anche se non approvati: perché son quelli che indicano la volontà del Sindaco e dell’Assessore alla Urbanistica in carica allora (ah già, sono la stessa persona: Gandolfi) in merito al consumo del territorio.

1) Briantea Nord

2) Briantea Sud

3) Lungobrembo

4) Bertoncini

5) Suap via Ruffilli

Senza dimenticare le torri da 24 PIANI in Via Fermi, naturalmente.

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6

Era questa forse la chiave, per cui il PGT è rimasto fermo? Prima i piani integrati, poi il PGT?
Filotto Imperiale nelle (poco lucide) intenzioni.
Si approvava il PGT a consumo nominalmente basso (il che è falso, ma tant’è) dopo aver cercato di approvare tutti i Piani Integrati possibili e immaginabili.
Ma qualcuno nella betoniera si ribellò (anche perché per far questo occorre una maggioranza solida e non essere troppo ingordi: due condizioni incompatibili col sopradescritto blocco di cemento).
Non so se si ribellò per interessi contrapposti (probabile) o sussulto di coscienza (mah).

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7

Si noti che non c’è stato nemmeno bisogno di mettere nel mazzo la storiella dell’iscrizione “congelata” al Ruolo degli Agenti immobiliari del Gandolfi (io ho richiesto alla camera di commercio di Bergamo, Piazza della Libertà, la visura credo costi 20 Euro in carta libera e mi sono documentato).

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8

Ce n’è d’avanzo di tutto il resto.
PS niente di quanto scritto sopra è frutto di invenzione.
Basta sentire i protagonisti di allora (dentro e fuori la giunta, sono persone assai diverse tra loro, ma le versioni sono più o meno coincidenti), e leggere gli atti di giunta e consiglio dal 2007 al 2012.
Buona giornata e scusate la lunghezza

PPS: le segnalo che da qualche giorno l’accesso a questo sito è lento e difficoltoso.

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Considerazioni di Aristide

Premetto:

a) Il messaggio del “Gatto delle Orobie” è inoltrato, ovviamente, dal gatto padano: lo dice la parola stessa. Ma lo dice anche l’identificativo del computer dal quale il messaggio è partito. Infatti, in questo blog si è presentato con questo “mucchio” di personalità: Adios; Bezuchov; Bidone ammaccato; Biography; Birdwatching; Emmepuntato; Fair play; Gigi; JBB; Kiwi; Maiolo; Marketta; Mule; Nanetto; Normale; Ruggente; Setacciato; Spritz; Supposta di glicerina; Traditore del popolo; Un uomo.

b) È noto, infatti, che il gatto padano ama apparire, scomparire e poi apparire con diverso nome, per varie ragioni:

b1) in primo luogo, per irrefrenabile pulsione di frammentazione della personalità, soffrendo egli della sindrome di personalità multipla;

b2) in secondo luogo, per dare l’impressione di una molteplicità di voci tutte ostili (con diverse gradazioni di ostilità e di mendacio) all’ex sindaco Gandolfi, reo di non piacere al notabilato curnense (rentier, proprietari di terreni e immobili e loro rappresentanti storici, presenti trasversalmente in tutti gli schieramenti politici), del quale il gatto ambisce di essere il portavoce;

b3) in terzo luogo, per sfuggire alle figuracce, sputtanamenti e accuse documentate di mendacio; in tal caso abbandona la personalità colta con la zampa nel lardo e ne assume un’altra. Vedi il caso di “Tango” (sempre lui), la personalità “progressista” che accusava Gandolfi di aver creato 10.000.000 di debiti fuori bilancio, accollati alla nuova amministrazione entrante: smentito e sputtanato; vedi il caso di Straliccio (sempre lui), che sul Blog dell’Udc sosteneva che il sindaco deve per legge rispondere ai partiti: smentito e sputtanato.

c) È nota la malefica attività di disinformatore esercitata dal Gatto padano, e non da oggi, per il gusto di disinformare, per connaturata malignità e perché non sopporta che sia diventato sindaco proprio quel Gandolfi, da lui conosciuto quand’era (il Gandolfi) abbondantemente provvisto di capigliatura e suonava spensierato il piano tra i fiori della serra paterna. Questo il gatto non lo sopporta proprio.
Che poi il gatto sia stato il consulente (ascoltato) del Pedretti, attualmente in esilio politico, e che ora ambisca ad essere il consulente della Große Koalition al potere, quella con la foglia di fico progressista (speriamo che gli diano il fatto suo) in fondo è inessenziale. Come la Große Koalition usa la foglia di fico del progressismo per dissimulare la sua vera natura di monstrum triceps, del quale abbiamo parlato altrove, così il gatto padano usa la politica per dissimulare la sua patologia.

d) Nel messaggio del gatto, qui sopra riportato, ho numerato i blocchi del suo commento, da 1 a 8 ai fini di chiarezza espositiva nella mia risposta, qui di seguito riportata.

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1

Dalle informazioni che ho assunto risulta che furono Stella e Pedretti (forse, anche Innocenti) a confezionare il pacchetto elettorale e organizzare la lista. Quindi si rivolsero a Gandolfi, non disponendo nelle loro fila di un personaggio che fosse presentabile. Gandolfi accettò, mi parlò di questa possibilità. Io a dir la verità ero un po’ perplesso, all’inizio, ma deposi ogni perplessità quando m’informai della situazione a Curno e capii che c’era la possibilità di “punire” una classe dirigente che si diceva di sinistra, ma che in realtà aveva tradito la nobile eredità della sinistra per abbracciare le fisime della c.d. “società civile”. Non soltanto questa sinistra ha gettato la bandiera rossa in un fosso, ma sposando il più vieto aziendalismo crede di avere capacità imprenditoriale, e intanto combina guai. Da tempo, un po’ come il conte di Montecristo, meditavo di punire la c.d. sinistra. Perciò accettai di aiutare Gandolfi, con l’intesa che poi si sarebbe tenuto un profilo alto: per essere più chiari, niente politichetta, niente atteggiamenti burbanzosi o buzzurri. A quanto pare, a Stella e Pedretti questa linea intelligente e non buzzurra stava bene. “Nominarono” Gandolfi candidato sindaco, così come Enrico II aveva nominato Becket vescovo di Canterbury. Il resto è storia nota.
Gandolfi conosceva il Pedretti solo di vista, sapeva che era della Lega, non ne conosceva il passato politico e niente di niente. Di Innocenti sapeva che era architetto, di Locatelli si ricordava la fisionomia, quando da ragazzo andava in macelleria.

Faccio presente al gatto padano che, perlomeno nella sua personalità di Tango (che arranca e si affanna nella china del c.d. progressismo), dovrebbe conseguentemente preoccuparsi del fatto che vicesindaco sia attualmente un architetto, titolare di uno studio professionale. Ricordo ad ogni buon conto che proprio per evitare ogni travaglio, alla luce della sua esperienza di sindaco, il Gandolfi non incluse nelle proprie liste, in occasione delle amministrative 2012, titolari di studi professionali in campo edilizio o rentier percettori di rendite di terreni o immobili, o speranzosi di riceverle.
Infine, copio e incollo quanto nel Blog dell’Udc scriveva il gatto padano, con lo pseudonimo di Straliccio, il 20 luglio 2010:

Nella maggioranza di Curno ci sono persone che per il proprio lungo passato professionale (diretto o indiretto) hanno avuto LEGITTIMI contatti professionali e d’affari con decine di operatori immobiliari che ovviamente operano anche a Curno. Chi ha un certo modello di etica della politica accetta senza problemi di fare il consigliere in un comune dove un suo cliente ha acquistato qualche decina di ettari di aree edificabili e non ( fatto ben noto al candidato) e insiste perché diventino edificabili col prossimo PGT. Chi ha una diversa etica della politica sceglie di fare solo il professionista e di lasciare ad altri la rappresentanza: non vuole nemmeno mescolare affari privati e cose pubbliche. Ci sono partiti che nominano consiglieri nei CdA di banche che finanziano immobiliari per acquistare terreni e poi sono ANCHE LEGITTIMI finanziatori in chiaro di quei partiti ed hanno consiglieri comunali in comuni dove quegli immobiliaristi hanno acquistati quei terreni. Insomma il mondo è più complesso di come si immagina e tocca ai singoli la scelta della parte da cui stare.

 Cioè, non mi sembra che a quel tempo il gatto padano trovasse sotto ogni aspetto irriguardose le candidature di Pedretti, Locatelli, Innocenti, Salvi. Il gatto sta sul vago, pur sollevando il problema. Quanto a Fassi, il gatto sa benissimo che il geom. Fassi si occupa di perizie giudiziarie.

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2

Vale il concetto già espresso: i personaggi nominati dal gatto erano a Gandolfi del tutto sconosciuti o quasi, Pedretti compreso.

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3

Non so, ma la persona più indicata a rispondere dovrebbe essere Stella. In ogni caso, stia pur certo che Gandolfi non ha stretto patti con i poteri forti e con i poteri meno forti, con gli “attori del territorio” (che Dio li abbia in gloria).

Men che meno so alcunché delle foto. Però non vorrà che noi si creda sulla parola a un disinformatore professionista come lei: ci faccia vedere le foto, poi ne parliamo.

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4

Riguardo al “raddoppio” in ambito Pgt, da informazioni da me assunte risulterebbe quanto segue.

a) Si è concesso alla Brembo di espandersi su terreno agricolo, che comunque rimane tale: su quel terreno non è possibile far speculazioni, come si dice, ma attività produttiva: quando e se la Brembo se ne andrà (ma noi speriamo che non se ne vada) il terreno torna esattamente come prima.

b) Il Centro commerciale si amplia sulla sua area.

c) Il piano Bodega, se ho capito bene, è stato riproposto su una superficie pari a 2/3 di quella del progetto originario.

d) Non esiste alcuna “distruzione delle balze” dietro la Chiesa della Marigolda. In particolare, apprendo che «dietro la Chiesa della Marigolda non ci sono balze ma un terreno pianeggiante che confina con il Cv2. La Curia ha proposto di edificare villette sul 40% del terreno, in piano (le balze vengono dopo, verso est e non si toccano per nulla), il 60% del terreno viene ceduto al Comune per ampliare il centro sportivo».

e) L’inclusione nel Pgt dell’area di via Ruffilli era stata annunciata in Consiglio: è un’area della quale tutto si può dire, tranne che sia pregiata. Non siamo certo a Pienza, Cetona, Montepulciano et similia. Invece, riqualificata come previsto dal Pgt, l’area avrebbe potuto dare un po’ di ossigeno alle finanze del Comune.

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5

Riguardo ai piani integrati: il sindaco ha il dovere di portarli in Consiglio, i privati hanno il diritto di sapere che cosa ne pensa il Consiglio. Se il sindaco non sottopone i piani al Consiglio, il Comune può essere soggetto a richieste di danni.

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6

Il piano integrato Briantea nord non ha comportato consumo di terreno vergine, ha salvato le finanze del Comune e ha portato 3.100.000 € di oneri di qualità più alcuni milioni di oneri di urbanizzazione. Inoltre, quando sarò il momento, entreranno nelle casse del Comune alcuni milioni di euro in relazione all’edificazione, consentendo il completamento della scuola di via Carlinga e la riqualificazione urbanistica dell’area (senza contare le considerazioni di prosperità socioeconomica per il Comune).

Il piano integrato Briantea sud (progetto Bodega) non avrebbe comportato il consumo di terreno vergine: fu bocciato per ragioni inconfessabili, pretestuose, ridicole (il progetto di un architetto di fama internazionale fu denominato “ecomostro” dal geometra brembano, il progettista del terrazzino di casa Bossi, con giudizio irredimibile e senza appello, sponsorizzato dalle cellule deviate del giornalismo anglorobicosassone).

Il piano del Lungobrembo ha comportato la riqualificazione di una zona degradata, con capannoni fatiscenti, nonché l’introito di 500.000 € di oneri di qualità per la costruzione della rotonda su via Lecco alla Marigolda).

Piano Bertoncini: anche qui, senza consumo di terreno vergine, con riqualificazione dell’ambiente.

Il Suap di via Ruffilli era stato bocciato come tale anche dal sindaco, con inclusione ecc. (vedi punto 4).

La proposta delle torri dei 24 piani non fu mai portata in Consiglio, anche se ci fu un in proposito un gran parlare, con grancassa di pubbliche relazioni sui giornali, non essendo stata “formalizzata” in Comune. Il Pgt prevede che quell’area rimanga verde.

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6
Gl’interventi dei piani integrati erano già tutti previsti nel Pgt che i congiurati hanno impedito che si discutesse in Consiglio. L’azione del sindaco e di coloro che l’hanno sostenuto consisteva nell’anticipare operazioni già previste per salvare il Comune finanziariamente. Dunque, nessuna approvazione di contenuti extra, solo anticipazione, caro gatto padano. Questa è buona amministrazione.

I piani integrati sopra citati sono tutti a consumo di territorio zero.

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7
Inutile che il gatto padano torni sull’argomento del corso seguito dal Gandolfi — in tempi non sospetti — per l’esercizio della professione di agente immobiliare, mai esercitata. Certo non per cuccare tangenti. Perché chi cucca tangenti non ha bisogno d’iscrizione all’albo. Il patentino di agente non abilita alla riscossione delle tangenti. Mi sembra doveroso dirlo, per quanto male si possa pensare degli agenti immobiliari, quelli che mandano poveri precari sottopagati, per giunta obbligati a vestirsi tutti di nero (sembrano becchini), a bussare alle porte delle case. La tangente non richiede fattura, tutt’al più a una tangente può corrispondere una fattura su consulenza farlocca. D questo subdolo e schifosetto argomento di disinformazione ci siamo già occupati su Nusquamia, nell’articolo Un corvo ha depositato il volantino anonimo

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8
Lei, caro gatto padanao, come tutti i disinformatori, ha mescolato elementi di verità con elementi di falsità e ha fatto passare come riprovevoli azioni meritevoli. Comunque, anche a non essere informati dei fatti, ben conosciuti — suo malgrado — a colui che scrive qui su Nusquamia, la natura maligna delle sue affermazioni traspare da numerosi indizi, in primis dal suo tono oracolare (questa è una sua antica abitudine, dai tempi in cui scriveva con lo pseudonimo di Straliccio sul blog dell’Udc di Curno).

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10 commenti
  1. Marco Fin. permalink

    La vediamo stasera al consiglio?
    Mi dicono che partecipa assai raramente.
    Come mai dato che scrive così spesso di Curno?
    A volte, è vero, sono tremendamente noiosi, ma altre sono intreressanti.
    Immagino altresì che non scriva solo di Curno.
    buona serata.

    PS
    Trovo più efficace la sua prosa quando è anche sintetica

    • Sono sintetico quando me lo posso permettere, oltre che quando mi piace essere tale. Se qualcuno fa disinformazione mostrando di essere documentatissimo, con albagia istituzionale (come il gatto, padano, appunto), talora mescolando cose vere (come “Como è in Lombardia”) con cose false (del genere “Nel lago di Como si pescano ottime triglie di scoglio”), devo mostrare al lettore eventualmente sprovveduto che sono in grado di ribattere alle notizie mendaci e alle fallacie logiche punto per punto. Di solito, non fo per dire, mi riesce bene.
      Ma per fare controinformazione efficacemente, devo essere libero di usare i miei metodi, che sono quelli di un uomo d’onore (più difficili, ma di maggior soddisfazione), di ricorrere alle parole che scelgo con cura. Non accetto mordacchie, “buoni consigli” e indicazioni di metodo fuorvianti, tanto più che conosco i miei gatti. Come esiste una retorica della disinformazione, così esiste una retorica della controinformazione, e a questa mi attengo.
      La disinformazione è per sua natura più sintetica, basta dire il falso, o seminarne i germi. La controinformazione è meno sintetica, perché non basta dire “È falso”, bisogna dire perché, argomentare. Altrimenti il germe della disinformazione attecchisce. Se non si ha tempo di rispondere alle polpette avvelenate, meglio censurarle, piuttosto che replicare sbrigativamente, lasciando che l’infezione attecchisca. È quel che faccio solitamente, considerato che questo diario è mio e che qui è “vietato lordare”.
      Non dimentichiamo infine che Curno è anche un paese di denunciatori seriali, oltre che di esoterici, forse anche di satanisti, diffusori di volantini anonimi, disinformatori ecc.: tutta gente malefica, e lei dovrebbe saperne qualcosa, visto che mi scrive da uno dei computer del gatto padano. Dunque devo usare tutte le cautele del caso le quali, talvolta, mi obbligano ad aprire le parentesi e fare le precisazioni necessarie per non dare appigli alla malvagità degli avversari.

      Preferisco non annunciare mai la mia presenza in Consiglio.

  2. Cliofeci permalink

    Censura al volo, eh!?
    Ve la state facendo sotto.

    • Certo, il suo messaggio precedente è stato censurato. Non intendo perdere tempo ulteriore con le sue polpette avvelenate, depositate in questo sito a vario titolo dalle sue maschere (cioè: da vari stati di consapevolezza delirante assunti dalla sua personalità patologicamente e molteplicemente divisa). Infatti, Nusquamia ambisce a essere un propugnacolo di difesa dell’onore, della libertà, della bellezza e dell’intelligenza assoluta, non asserivita a fini di miserabile carriera politica, aziendalistica et simil., contro gli assalti, congiunti o disgiunti, della stupidità e dell’astuzia contadina, di tutto quanto c’è al mondo di laido e buzzurro (in antitesi ai cultori della mistica curnense, della mistica aziendalistica e di ogni possibile mistica, della quale ci facciamo beffa).
      D’altra parte, le sue polpette sono sempre le stesse. Lei insiste a denigrare il Gandolfi, senza essere capace di scrivere una Gandulfeide, come io scrissi una Pedretteide. Ma io avevo ragioni da vendere per scrivere la Pedretteide: dovevo denunciare un comportamento pochissimo consono all’art. 18 della Dichiarazione universale dei Diritti dell’Uomo, dovevo affrontare con le sole armi dell’intelligenza e della dialettica un politico territoriale al cui solo nome tremavano all’unisono le mutande dei curnensi, dovevo demistificare il potere di un raìs locale. Lei invece che cosa intende fare con Gandolfi? Quale mai potere deve lei abbattere? O non vuol forse puntellare un potere ormai anacronistico? Dunque, non mi rimane che ripeterle quanto già dissi all’ambizioso Quantile, quello del Laboratorio di idee: la smetta di competere con me. Qualora lei veramente volesse competere con me lei dovrebbe disfarsi delle sue ricchezze, lavorare, leggere studiare e sperare nell’aiuto e nella benevolenza del buon Dio. Ma soprattutto — insisto — dovrebbe vivere come vivo io, da uomo d’onore e da uomo libero. Dovrebbe sentire ribrezzo per il suo mestiere di disinformatore.
      Ho già ampiamente confutato i suoi penosi argomenti di disinformazione, ho mostrato ai lettori quale sia la natura maligna delle sue motivazioni patologiche, quale la meschinità dei suoi intendimenti, quanto ripugnante sia, agli occhi di un uomo bennato, il coarcervo d’interessi che lei intende difendere. Lei che adesso offre i suoi servigi al monstrum triceps, come qualche anno fa era al servizio del “troncare, sopire…” in favore del suo amico Pedretti: sì, proprio del Pedretti, che lei ha recentemente abbandonato, ora che l’astro del politico territoriale sta percorrendo il ramo discendente della parabola. Vergogna!
      Le ricordo che qui a Nusquamia sono a casa mia e che in questo diario è vietato lordare:
      Vietato lordare.
      D’altra parte, noi non siamo ipocritamente e sordidamnete sobri. Siamo combattenti schierati (dica pure che siamo faziosi, se vuole: ci sta benissimo, sempre meglio che essere verminosamente sobri) a favore dell’intelligenza delle cose, dell’onore, della bellezza. È evidente, per lei non c’è posto, nella nostra “fazione”. Se ne faccia una ragione.

  3. Cliofeci permalink

    Mi pare che la sua- vostra fazione siate … uno.
    Come il papa.
    Avverta il suo vate che al prossimo consiglio comunale veniamo armati di pentole coperchi e mestoli e gli facciamo una serenata ” parmigiana”.
    Gli consigli pure un corso di lettura come si usava una volta nelle elementari perché’ e’ un asino di natura chi non sa leggere la propria scrittura.
    Così’ ci bacchettavano le maestre d’una volta.

    • Boh.
      Può darsi che Gandolfi si sia fatto intimidire da provocazioni e tentativi di prevaricazione di stampo squadristico.
      Non so, io non c’ero. Però sono stato presente a una “assemblea cittadina” tenuta a Curno, paese di disinformatori, denunciatori seriali, cacatori di volantini anonimi, esoterici, indifferenti etici ecc. Sì, sono stato presente all’assemblea pedrettista che aveva per argomento la demonizzazione del cosiddetto “ecomostro” (geniale definizione del suo geometra brembano). Ricordo come fui infastidito dall’intellettuale organico di parte pedrettista, colonna e ombelico della sezione locale della Lega nord, il quale venne a sedersi vicino a me, poco prima che gli oratori prendessero la parola. Mi disse che aveva assunto informazioni su di me, che gli risultava che io avessi predilezioni “gaie” (Come ogni tanto mi capita di dire: magari! Conoscerei finalmente le delizie della political correctness!). Per far smettere l’intellettuale organico, per farlo desistere dalla sua aggressione e intimidazione prevaricante, ho dovuto alzare la voce, credo, a buoni 120 db SPL (sound pressure level dB, cioè decibel di livello di pressione sonora), mentre gli ascari tutt’intorno facevano finta di non sentire. Il Pedretti però, che è il più intelligente di tutti, a scanso di equivoci ha detto al suo ascaro, a voce alta, perché tutti sentissero, che la smettesse. Poi si è allontanato, perché l’ascaro continuasse a “lavorarsi” l’oppositore. Ovviamente non chiedo solidarietà a lei e ai suoi simili.
      Ma io non sono timido. Può darsi che Gandolfi sia più timido di me. Che cosa c’è di male? Il male si trova nei tentativi di prevaricazione. Perlomeno, così mi sembra.

  4. Il manigoldo della marigolda permalink

    Ieri sera ho assistito alla “Fiera delle vanità”, che pena.

    • Immagino che lei si riferisca al Consiglio comunale. Io non c’ero.
      Se, in particolare, si riferisce al pubblico, chi recitava, la “Compagnia degli attori del territorio”? O recitavano i delegati della Compagnia?
      Ma forse il pubblico, più che vanitoso, si sarà dimostrato intemperante, diciamo pure “cammellato”. Dunque forse lei si riferisce al tavolo del Consiglio. Immagino che avessero l’aria di saperla lunga, molto sicuri di sé,molto “determinati”.

      • Il manigoldo della marigolda permalink

        Il pubblico “recita a soggetto”, dall’altra parte “la collina dei conigli”.

        • Ho appreso oggi che effettivamente lo spettacolo fu disgustoso: volavano insulti nei confronti dell’oppositore, continui tentativi d’interruzione del suo discorso. Ovviamente, diranno che scherzavano. Adesso mi spiego la promessa del gatto padano d’interventi prossimi venturi delle truppe cammellate opportunamente dotate di un disgustoso armamentario di mestoli e casseruole.
          Anche gli squadristi dicevano che la somministrazione di olio di ricino agli oppositori era uno scherzo. Fa tanto ridere la vista di un antifascista che se la fa addosso! Le casseruole e i mestoli saranno la “purga” per il Gandolfi. Prima la mordacchia, quand’era sindaco. Ora che è oppositore, la purga. Bene, di bene in meglio!

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