Vai al contenuto

Consiglio comunale di Curno convocato per il 27 novembre: con proiezione di slàid, ovviamente

24 novembre 2012

Manifesto esposto in Via de’ marchesi Terzi di sant’Agata, Curno sul Brembo.
Per vedere il documento in formato pdf, si faccia clic sull’immagine qui sopra.

.

.

Il Consiglio comunale di Curno, convocato per il 27 novembre, ancorché non in modalità di adunata partecipata, quale fu una memorabile precedente seduta di consiglio, non mancherà tuttavia di essere un “evento”, come dicono gli sciagurati intromettitori di pubbliche relazioni. Ma che dico: un evento? Di più, cari signori, di più: sarà una sorta di sacra rappresentazione.
I punti di forza della sacra rappresentazione sono:

a) la proiezione di slàid, realizzate con il pallosissimo programma PowerPoint, una specialità della dott.ssa Gamba, che però va contagiando tutto il consesso della maggioranza di governo;

b) i sorrisetti asseverativi della dott.ssa Serra, in aggiunta all’esposizione di un argomento e – soprattutto – in assenza di un argomento razionale che giustifichi l’affermazione da “condividere”;

c) la recita con enfasi teatrale degli argomenti e para-argomenti di supporto alla tesi da dimostrare, da parte dell’arch. Conti; in alternativa, i convenuti possono ascoltare la para-confutazione degli argomenti gandulfiani, recitata con pari enfasi teatrale, in registro di indignazione.

I pasticci (finora) combinati da questa maggioranza

Vi domanderete se la maggioranza che siede al timone dell’amministrazione di Curno possa permettersi il lusso di una sacra rappresentazione, se non debba invece prendere in seria considerazione quanto si legge nel manifesto riprodotto in testa a questo articolo. Quello che leggete è un documento Pdf riproducente il manifesto che è esposto nella bacheca riservata all’unica opposizione che, con la sola forza delle idee e con l’esempio del passato buongoverno, faccia resistenza alla sconsiderata amministrazione di Curno. Ricordo che la bacheca si trova in Via de’ marchesi di Sant’Agata, a Curno sul Brembo.
Ricordo altresì che, di fatto, Curno è governata da un’ammucchiata istituzionale che abbraccia non solo la pseudo-opposizione del Caffè bromurato Corti e del Giulebbe Consolandi ma anche – e soprattutto – i poteri meno forti, forti e fortissimi di Curno, compresi gli “attori del territorio” e i temuti e potentissimi “attori del territorio più attori degli altri” (come nella Fattoria degli animali di George Orwell, dove tutti sono uguali, ma i maiali sono più uguali degli altri).
In sintesi, sappiate, cittadini di Curno, che costoro:

1) vi hanno aumentato l’addizionale Irpef;

2) vi hanno incrementato l’aliquota Imu;

3) vi hanno soppresso il servizio di trasporto scolastico;

4) sono riusciti in due mesi a gettare le premesse per lo sforamento del patto di stabilità;

5) vi hanno sforbiciato impietosamente il Piano di diritto lo studio.

Però, poiché voi siete il popolo bue, poiché a voi non rimane altro che ingurgitare e condividere, condividere e ingurgitare, vi organizzano la sacra rappresentazione. Alcuni di voi rimarranno a bocca aperta, e condivideranno, forse. Condivideranno spontaneamente, forse. Ma voi sapete che cosa vi aspetta, se non condividete spontaneamente. Perciò fate buon viso a cattivo gioco, perché più vi agitate e più vi fanno male (cfr. Legge di De Gasperi).
Vi organizzano la sacra rappresentazione in Consiglio a copertura delle seguenti innocenti (secondo loro) marachelle:

a) Si apprestano a sacrificare aree verdi del vostro territorio: sappiate, infatti, che esiste un gruppo di lavoro riguardo al Parco del Brembo, aperto alla «possibilità di sviluppare [come?] ulteriormente l’area della Marigolda, preservando comunque l’aspetto naturale di quella zona». E non domandatevi che cosa significhi quel “comunque”: vuoi subite e condividete, questo è tutto quello che vi si chiede.

b) Accelerano i tempi di costruzione di un parcheggio sul suolo agricolo, in vista della costruzione di una linea tranviaria, futuribile. Voi forse pensate che la cosa più logica sarebbe conservare il vincolo sul suolo agricolo e non costruire un bel niente, in attesa che la linea ferroviaria sia cosa certa e la costruzione avviata e quasi ultimata (fidarsi è bene, non fidarsi è meglio). Siete degli ingenui: non sapete che il proverbio dice “Prevedere per provvedere”? Bene, i vostri amministratori provvedono: ma voi non domandatevi che cosa provvedano, perché i vostri sospetti sarebbero tacciati di essere “preposteri”, improntati a cultura del sospetto e forse anche maleducati. Dunque non fatevi domande inopportune, subite e condividete. In caso contrario, potreste essere puniti (con nuove tasse, è evidente). Infatti, come sapete, la sindachessa è determinata, se lei così ha deciso, così si ha da fare. E se non si fa, lei si arrabbia.

c) La dott.ssa Gamba rincara il buono pasto per gli anziani e istituisce un improbabile sportello per i disoccupati del Comune. Siete caldamente invitati a subire e condividere, sia perché il rincaro del buono pasto risponde a logiche rigorosamente aziendalistiche, che sono il vanto di questa amministrazione, sia perché l’istituzione dello sportello dei disoccupati, anche se non dà occupazione a nessuno è una buona tecnica di “ammuìna”, approvata dai migliori consulenti di public sodomitical relations (scusate l’inglese, così si dice nei migliori ambienti aziendalisti).

d) Sempre per fare ammuina, l’arch. Conti fa sapere – via Bergamo news – che è disposto a concedere facilitazioni alla Freni Brembo a fronte di improbabili assunzioni che favorirebbero i curnensi. In realtà questi favori sono in contrasto con le leggi dello Stato. Concretamente però incombe il pericolo che il vostro suolo sia intaccato senza contropartita (se ricordo bene, Gandolfi, il sindaco del buon governo, aveva proposto qualcosa di più intelligente al riguardo).

e) L’ultima trovata in ordine di tempo – via Bergamo news annunciata pago cornetensi et orbi – è la trasferta partenopea di una delegazione di amministratori curnensi, presso un costruttore, per confortarlo sul completamento del Bibliomostro, cioè della megastruttura che dovrebbe ospitare la nuova Biblioteca. Avremo occasione di tornare sull’argomento dimostrando che quella megastruttura nella brughiera è come le cattedrali nel deserto costruite con i soldi della Cassa del Mezzogiorno: i) più costano, meglio è; ii) sono per lo più inutili. In particolare la megabiblioteca è inutile per le seguenti ragioni: i) i libri senza diritto d’autore, sono disponibili in formato digitale su Google Libri e su Internet Archive; ii) il servizio di prestito interbibliotecario della Provincia di Bergamo è fra i migliori d’Italia. Inoltre i costi di completamento e gestione sono improponibili e ricadrebbero sulle vostre spalle, in termini di nuove tasse, o di ulteriore svendita del vostro suolo (dunque, la cosa migliore, sarebbe convertire a nuova destinazione d’uso la megastruttura). Ma, al solito, a voi si chiede soltanto di subire e condividere, condividere e subire.

.

Ma chi sono questi mattacchioni?

Questo, insomma, è quanto vi propongono i viveur curnensi (viveur, da“Vivere Curno”), mutanti provenienti da una trasfigurazione promossa dai conti Serra de Benedetti, che già sedevano nel gruppo degl’insiemisti (“Insieme per cambiare Curno”). Ma il dott. Benedetti, che pure ha il torto di essere stato uno dei promotori della trasfigurazione e di aver rovesciato l’amministrazione precedente in modalità di congiura dei boiardi, è praticamente estraneo alle grandi manovre, che sono invece prerogativa dei Vip, cioè della dott.ssa Serra, della dott.ssa Gamba e dell’arch. Conti. Gli altri viveur – ve ne sarete accorti – contano ben poco.

La dott.ssa Gamba e la dott.ssa Rizzo – Si ha l’impressione che la dott.ssa Gamba prevalga sulla dott.ssa Raimunda Rizzo, assessore al Bilancio, anche nell’ambito di competenze specifiche della Rizzo. Osserviamo, infatti, che fin dal suo ingresso in sala consiliare, la dott.ssa Rizzo, come smarrita, posa i suoi occhioni sull’uditorio, quasi volesse implorare condiscendenza, come se dicesse: io non c’entro, hanno fatto tutto loro. Tutt’altro sguardo, quello della dott.ssa Gamba: quello è uno sguardo di sfida, come dire: “Tutti fermi e tutti zitti, ché se vi vede la Gamba siete tutti fritti”.

Le consigliere giovani – Le povere consigliere giovani sono usate come puntatore laser umano nel corso della proiezione delle slàid, per indicare le cifre snocciolate dalla dott.ssa Gamba o dalla dott.ssa Serra.

Il dott. Benedetti – Il dott. Benedetti, che nella vita esercita una professione nobile, forse ha anche fatto in tempo a fare il giuramento di Ippocrate (quello che vieta al medico di dare il pessario abortivo alle donne: una bacchetta spalmata di vari medicamenti), è in imbarazzo.

L’ex sindacalista Cavagna – Il Cavagna corre qua e là come proiezionista esperto, mette a fuoco l’immagine, cura l’apparato scenico, ma non si rende conto che proiettare le immagini in alto, sotto un faretto, è quanto di più antiergonomico si possa immaginare: non si legge un tubo, gli occhi si affaticano. Eppure queste cose – almeno queste – gli aziendalisti dovrebbero saperle. (Sì, stiamo parlando delle famigerate slàid, delle quali Crozza riempie la bocca dell’iperaziendalista Montezemolo, nella sua sulfurea, intelligente imitazione). Per darsi un tono, e dare uno spessore “intellettuale” alla sua presenza consiliare, il Cavagna ogni tanto dà sulla voce a Gandolfi, oggi consigliere, già sindaco del buon governo.

La dott.ssa Serra – Suscita qualche perplessità l’impegno aziendalistico della dott.ssa Serra, il cui ruolo iniziale doveva essere quello di dare una copertura “de sinistra”, all’operazione di ammucchiata istituzionale. Alcuni del phrontisterion ritengono che la dott.ssa Serra sia stata costretta ad assumere questo ruolo, perché la dott.ssa Gamba si rifiuterebbe di dare una copertura “professionale” a operazioni da lei da principio avallate a cuor leggero, senza avere piena contezza della posta in gioco. Solo adesso la dott.ssa Gamba ne avverte la pericolosità, sia per i cittadini di Curno, sia anche per la sua immagine di esperta di management delle imprese multinazionali. Altri invece sostengono che la dott.ssa Serra abbia assunto il ruolo di cuspide di sfondamento aziendalista per propria scelta. Infatti, quell’ipotesi iniziale (da alcuni avanzata, non so con quale fondamento) che la dott.ssa Serra intendesse a un certo punto lasciare il timone del governo di Curno per presentarsi candidata del Pd a elezioni politiche o amministrative, è venuta a cadere. (In tal caso, il timone sarebbe passato alla dott.ssa Gamba, per “diritto acquisito” in quota rosa.) Ma l’ipotesi era subordinata al fatto che la dott.ssa Serra fosse riuscita a dimostrare alle gerarchie del Pd che, grazie alla sua guida, Curno è un borgo “bello da vivere”, anzi bellissimo. Allo stato attuale delle cose, le cose non hanno preso questa piega, ed è difficile che le gerarchie del Pd possano attribuire a Curno una “bellezza di vissuto”, della quale possano rendere merito alla dott.ssa Serra.

Ciò premesso, non possiamo non apprezzare la professionalità della dott.ssa Serra allorché, finita la proiezione delle stramaledette slàid, prende la parola profondendosi in sorrisetti asseverativi, alla fine di ogni concetto fondante della sua esposizione: questi sono i concetti assolutamente da condividere. Il sorrisetto asseverativo significa: Questo ho detto e non c’è santi che tengano. Non si accettano obiezioni. Punto! Basta! Il resto non m’interessa

Il fantasma del Pedretti – Non si dimentichi, infine, che sullo sfondo di questo quadro politico si aggira, e si agita, il fantasma del Pedretti. Il quale non è più consigliere comunale a Curno, da quando ritenne opportuno non “metterci la faccia”, come dice lui, da quando cioè fu costretto – da noi del phrontisterion: inutile che mi ripeta – a non più candidarsi alle elezioni amministrative del 2012. Ma ormai non è più consigliere regionale, da che Formigoni ha perso la guerra come governatore della Lombardia vincendo però l’ultima battaglia come uomo politico, con lo scioglimento dell’Assemblea regionale. Dunque il Pedretti non è nemmeno consigliere regionale, né adesso né mai, in futuro: così, almeno, si spera. Apparentemente, e ingenuamente, uno potrebbe dire che crollano certi equilibri dei quali il Pedretti probabilmente non era il cardine, ma il garante. Altrimenti non si spiegherebbero tante cose, a cominciare dal patto Serra-Pedretti. Ma il Pedretti non è uno stupido. Quando fu siglato il patto Serra-Pedretti avrà pure previsto un sistema di garanzie che lo tutelasse, una sorta di fidejussione metaforica? Questo è quel che non sappiamo, ma che prima o poi scopriremo.

L’arch. Conti –  Un momento clou della sacra rappresentazione organizzata dai vip dell’amministrazione comunale di Curno è quello in cui l’architetto Vito Conti recita la sua parte. Eccolo, infatti, che scantona dall’argomento proposto e imbastisce la sua affabulazione, che non c’entra niente con quello che si diceva, ma lui parla, parla con enfasi, come se fosse Marlon Brando nella parte di Antonio, nel Giulio Cesare di Shakespeare: «Friends, Romans, countrymen, lend me your ears…». Cioè: “Amici, romani, compatrioti, prestatemi orecchio…». Non c’entra niente, lo dicevo, ma è bello, sembra di essere a teatro e le truppe cammellate apprezzano.

Annunci
24 commenti
  1. Doctor Gandalf ad Parnassum permalink

    @Aristides de Nusquamia et sodales

    Vedi:

    Ah potenza dell’ arte!

    A.

  2. gran letterato permalink

    Fica superba.

    [Penso che si dovrebbe fare regolare domanda, su carta cacata certificata dal gatto padano, perché quest’angelo sia insignito dell’onorificenza di bibliomamma. La cerimonia d’investitura potrebbe essere parte integrante di un’adunata aperta in Sala consiliare. Il discorso d’investitura sarà recitato dall’arch. Conti, con tutta l’enfasi della quale è capace, sotto lo sguardo benevolo, con tanto di sorrisetto asseverativo, dell’Augusta curnense. Il servizio d’ordine sia affidato all’ex sindacalista Cavagna. La dott.ssa Gamba, una volta tanto, si asterrà da proiettare le slàid, per non rompere l’incanto. Il gatto padano, se presente, ottempererà all’obbligo di indossare il tappo tura-spiragli: non possiamo permetterci di fare brutte figure. Per la sciura Rusina, che eventualmente pretendesse di sanzionare questa donna, di cielo in Curno venuta, alla stregua di quell’altra presenza divina, cantata da De André, quella venuta a portare la gioia nel paesino di sant’Ilario, si tenga a portata di mano una dose di Flit a effetto sedativo immediato. La fasciofemminista sia posta agli arresti domiciliari per tutta la durata della cerimonia. N.d.Ar.]

    • don Gioàn permalink

      Chèste sé che jè fighe, mia chèle che jè soe in aministrasiù, barbelùne…

  3. Ancora sul bibliomostro
    A proposito di Bibliomostro, e della trasferta partenopea di un gruppo di amministratori curnensi, i quali hanno confortato un costruttore riguardo alle buone intenzioni, da parte della turbo-Amministrazione di Curno, di completare l’opera, insisto sul fatto che la questione non può essere risolta con una battuta, affidandosi alle pretese e prepotenze (Dio ce ne scampi!) di un gatto padano che si eriga a “consigliori” oracolare degli aziendal-pseudoprogressisti, dopo esser stato il consigliori politico del Pedretti.
    Bisogna uscire dal circolo infernale di velleitarismo piccolo borghese e paesano. Bisogna tenere a mente che l’offerta culturale di Bergamo, ad appena 6 km da Curno, è enorme e che se un cittadino curnense vuol sentire una conferenza, non è disdicevole che si rechi a Bergamo. Bisogna tener presente che i libri senza diritti d’autore ormai si leggono su Google libri e Internet Archive. Bisogna tenere presente il fatto che i libri con diritti d’autore possono essere richiesti, qualora non siano presenti a Curno, per mezzo del Servizio di prestito bibliotecario della Provincia di Bergamo, che è uno dei migliori d’Italia e collega 230 biblioteche. Bisogna tener presente, soprattutto, la circostanza che non c’è trippa per i gatti.
    Queste cose si trovano scritte in diversi articoli su Nusquamia (gl’indirizzi di questi articoli si trovano facendo clic, sotto la testata di questa pagina, sulla voce “Bibliomostro e bibliomamme”). Queste stesse cose ho scritte, in parte, nella necessaria sintesi delle 400 battute per messaggio, nei commenti in calce all’articolo di Bergamo news Il sindaco di Curno in trasferta a Napoli.
    La lobby del bibliomostro fa finta di non capire, cerca di spostare l’asse della discussione, fa dello spirito e nuovamente fa finta di non capire (si vedano l’articolo del foglio interreziale orobico e i commenti che seguono). A un lettore che fa il finto tonto e che mi chiede d’indicargli una nuova destinazione d’uso, essendo propositivo su questo punto, rispondo così:

    Quale punto? La destinazione d’uso alternativa? Non è cosa che si risolva con una battuta. Intanto bisogna volerla. Ovviamente, non basta volerla. Bisogna trovarla, profittando, per esempio, dell’opportunità offerta dall’Esposizione universale: dunque il viaggio andava fatto a Milano, e non a Napoli. È una cosa seria: occorrono competenza, onestà, intelligenza: il che vuol dire anche un minimo di apertura mentale di là dall’orizzonte del paesello.

    Forse presto disporremo di qualche elemento di giudizio in più, per esempio sulle strategie messe in atto per il reperimento dei fondi necessari al completamento e alla gestione (onerosissima!) dell’opera mostruosa (“mostruosa” perché mostruosamente presuppone che i cittadini siano una pletora di semideficienti fantoccizzati, ai quali si possa far subire tutto e di più, come il povero Fantozzi era costretto a subire la Corazzata Potëmkin, che fra l’altro è tutt’altro che una cacata pazzesca. Però capisco Fantozzi che così volle esprimersi, per rivendicare la sua autonomia di essere umano e non fantoccio).
    La dott.ssa Serra ci darà notizie al riguardo nel corso delle comunicazioni del sindaco, martedì prossimo venturo?. In ogni caso, riprenderò in un prossimo articolo di Nusquamia gli argomenti sul Bibliomostro che ho sparso in vari articoli di questo diario e nei relativi commenti, eventualmente integrandoli alla luce delle notizie che la dott.ssa Serra vorrà dare ai cittadini, per opportuna condivione e ingurgitazione.

  4. Franco Francese permalink

    Fasciste. Jésuite.

    [Non ho capito chi sia fascista, chi gesuita. Quanto ai Gesuiti, attenzione alle definizioni. I gesuiti sono intelligentissimi e inafferrabili. Gesuita fu padre Tacchi Venturi, che benediceva i gagliardetti fascisti, gesuita il cardinale Martini, che voleva fare di Milano una città multietnica e multirazziale. Le scuole gesuitiche furno ottime, da esse dicendono i licei d’Europa, in particolare il liceo italiano che fu eccellente, fino ai tempi in cui divenne Ministro dell’Istruzione un democristiano di sinistra, tale Misàsi, uno con una faccia preoccupante, detto Misàsini, del quale Moro chiese la mediazione, quand’era prigioniero delle Brigate rosse. Il metodo d’insegnamento e formazione dei gesuiti fu imitato dal Partito comunista, con risultati straordinari. N.d.Ar.]

  5. Giuli permalink

    Cari amici, il patto Serra-Pedretti evidenzia i suoi primi effetti, ecco dunque disperata la composizione delle commissioni. Ora, premesso che in un paese in cui sia bello vivere l’unica commissione possibile è quella alla conservazione di tutte le aree verdi, ecco che si comprende perché i pattisti non abbiano consentito a Gandolfi nemmeno l’esposizione del proprio Pgt ed oggi con bassi espedienti escludono di fatto l’unica minoranza dalla commissione che effettivamente conta, aprendo invece le braccia al solito Pedretti . Il parcheggio destinato ad un fantomatico tram é la prima sorpresa, ma stavolta, Caro Aristide , i conigli estratti dal cappello saranno un Po’ rigidi, più precisamente saranno conigli di cemento armato!
    Ma come sempre saranno gli oppositori ad essere nel torto a cagione dalla loro scarsa sobrietà , ma come si permettono questi sfrontati di opporsi al progresso, addirittura sostengono che il bibliomostro sia economicamente insostenibile per la comunità di Curno ma le loro idee sono solo pretesti per non dire nulla e poi noi siamo andati a mangiare le sfogliatelle a Napoli ed abbiamo addirittura strappato la promessa che se mai noi avremo i soldi lui completerà l’opera. Guardate invece quel cattivone di Gandolfi pensate che pretendeva che l’impresa risolvesse i vizi dell’opera, eliminasse le infiltrazioni. Roba da matti. Avanti così viveurs la disfatta è vicina!

  6. Denunciatore permalink

    Purtroppo ho letto con grande curiosità, che poi si è trasformata in sgomento e terrore, i nomi dei partecipanti (eletti) del comitato politico e tecnico sul P.G.T.
    La conferma che i c.d. sinistri hanno dovuto assoldare i propri scudieri per far passare l’idea della condivisione. Ma quale condivisione se poi sono solo loro e tutti di loro. E’ una farsa assoluta, un affronto alla intelligenza (sempre più rara) delle persone che osano pensare con la propria testa. Nemmeno dubitano che stiano esagerando, anzi. Ma se hanno già deciso che devono asfaltare gli orti di tutti i paesani, chi mi sa spiegare il senso di dovere istituire una commissione? se poi chi vi partecipa fa parte della grande e immacolata amministrazione pedestre?…Leggete i nomi e ve ne renderete conto. Nemmeno la vergogna.
    Fossi un (eletto) nella commissione me ne starei con le spalle ben attaccate al muro e me la darei a gambe levate. Questa commissione è una pura farsa. Cialtroni.

    [Per visualizzare l’elenco dei componenti delle commissioni, e per rimanere allibiti, se ancora qualcosa vi può allibire (per parte mia, non mi stupisco più di niente), andate al sito del Comune di Curno, fate clic — in prima pagina — sulla voce “Commissioni Pgt”. Vi si apre una nuova pagina: fate clic sulla scritta con collegamento ipertestuale (loro lo chiamano “link”). Vi si apre una nuova pagina di documenti che possono essere aperti facendo clic sul nome attivabile (loro direbbero “linkato”). Il documento che v’interessa è l’ultimo della lista, quello che porta il titolo Commissioni Pgt. Ho reso la voce “Commissioni Pgt” attiva, qui accanto, in modo che vi si apra il documento, se fate clic con il topo (loro lo chiamano “mouse”). In questo momento il collegamento funziona, ma non garantisco che funzioni sempre: se non riuscite ad aprire il documento in questa maniera semplice, seguite la porocedura complicata che vi ho detto prima. Aprite il documento, leggete i nomi e fate liberamente le vostre considerazioni. Non siete obbligati a condividere le mie perplessità (peraltro, non condite da stupore, perché non mi aspettavo niente di meglio: ma per il caro e fraterno amico Pedretti non si potrebbe trovare un ruolo “istituzionale” che tenga conto delle sue competenze specifiche? Lui ci tiene, si sa. Ed è sempre lui, forse qualcuno l’ha dimenticato, che definì “ecomostro” il progetto dell’arch. Bodega. Dunque, ubi maior…L’arch. Vito Conti potrebbe cedere il suo posto al geom. Pedretti). Invece i viveur vi obbligano a condividere e ingurgitare le loro scelte. Anzi, vi diranno che sono scelte partecipate. Fra loro. N.d.Ar.]

  7. Via Pertini. permalink

    Non vi dico per chi ho votato, perché dal tono di incazzatura che tengo in questo momento, credo non sarà difficile intuirlo.
    Ho letto quanto scritto da Denunciatore ( che credevo esagerasse nel denunciare, a mio avviso, il misfatto) e grazie al suo di lei signor Aristide, collegamento fatto per evidenziare chi è facente parte delle commissioni pgt, ho avuto la stessa sensazione di Denunciatore leggendo i nomi dei candidati scelti.
    Ma è legale quel che stanno cercando di fare facendo passare le commissioni in quel modo?
    Alcuni di quei nomi li conosco bene e posso dire tranquillamente che hanno forti interessi immobiliari personali. Chi proprietario di terreni, chi ha venduto aree ancora vergini nella speranza che qualcun altro le trasformi, chi quelle aree le ha promesse ma non ha ancora concordato con qualcun altro.
    Queste persone non mi sembrano tra le più indicate per essere lucidi nelle decisioni pgt.
    E’ come se chiedessimo a un tossicodipendente se è contrario alla droga.
    Ma stanno scherzando vero? dite che è uno scherzo.

    • Lei scrive: «Posso dire tranquillamente che [alcuni dei candidati scelti] hanno forti interessi immobiliari personali». Io, come forse lei sa, vivo in un antro abduano, e solo de relato e poco per volta arrivo a conoscere peccati e peccatori di questa Peyton Place orobica (parlo di peccati soprattutto immbiliari). Ci sono comunque diverse cosine da verificare: a) eventuali conflitti d’interesse; b) criteri di scelta e lottizzazione; c) criteri di distribuzione nelle due commissioni.
      Sullo sfondo si pone la questione (per la quale non ho risposta, in attesa di saperne di più): che cosa conviene fare ai pochi non afferenti all’ammucchiata istituzionale? Rimanere in commissione per sorvegliare, o rifiutare di partecipare alla pagliacciata, visto che le decisioni sono comunque prese altrove e che quella delle commissioni potrebbe essere un’altra sacra rapprresentazione, una delle tante? Perché se le cose stanno così, c’è poco da sorvegliare. Tanto, qualora non si fose capito, fanno tutto loro, i signori aziendal-similprogressisti e le opposizioni da burletta. Magari, per decenza, eviteranno di fare il tuca tuca con il Pedretti in presenza del pubblico, come già altra volta, ma c’è da giurare che in privato è tutto uno scambio intenso, appassionato, travolgente d’amorosi sensi. Chissà come sghignazzano all’idea del popolo bue che condivide e ingurgita, magari si dimena, ma non ha la possibilità di sputare le genialate da condividere, perché i cittadini sono ingozzati con quello strumento che si usava (e che forse su usa ancora, non so) per l’ingrasso delle oche, mediante ingozzamento, appunto. Ma io piuttosto che farmi ingozzare rovescerei il tavolo.

  8. Condividere e ingurgitare, ingurgitare e condividere

    Gavage

    Cittadino curnense sottoposto a pratiche di ingurgitazione del pastone serrano, mediante imbuto di condivisione & partecipazione.

    Le tecniche di alimentazione forzata sono condannate dalle associazioni animaliste. Se vi recate al sito francese “Stop gavage”, sempre che non siate impressionabili, non avrete difficoltà a capire perché. Oggi l’operazione di alimentazione forzata, finalizzata all’ingrossamento del fegato, per la produzione di fegato grasso d’oca (foie gras) è fatta meccanicamente, nemmeno fra le braccia di questa vezzosa contadina, le cui fattezze richiamano quelle della biliomamma curnense ideale.
    Proviamo a ragionare: se la nutrizione forzata di un animale è — giustamente — considerata una barbarie, come dobbiamo considerare la costrizione psicologica e mentale alla quale sono sottoposti i cittadini nel corso dei cerimoniali di condivisione e partecipazione?

  9. Fabrizio permalink

    Qualcuno si è accorto che l’ Onorevole Albertini sta facendo in grande quel che ha già fatto in piccolo il Sincado Gandolfi?

    [Provo a interpretare questo messaggio un po’ criptico, spero di non sbagliare: ieri si leggeva sul ‘Corriere della sera’ che Albertini, pur di mandare all’aria il papocchio partitico che incombe pernicioso sulla Lombardia (qualora il peggio del Pdl si alleasse con il peggio della Lega), si sarebbe comunque candidato, spaccando il centrodestra e di fatto promuovendo il passaggio del testimone alla c.d. sinistra. Inoltre Albertini ha dichiarato (traduco in parole mie, a memoria): «Ho ancora in tasca la tessera del Pdl, ma non so per quanti giorni ancora. Tutto dipende da loro, dai pasticci che vorranno fare». L’ho detto e lo ripeto: Milano meritava un sindaco migliore di Albertini, un sindaco con una prospettiva culturale (ma non chimatela “vision”, vi prego: sono delicato di stomaco!). Ottimo a suo tempo sarebbe stato Veronesi, che impattò nel veto “patarino” di Nando dalla Chiesa: Veronesi da gran signore non fece polemicuzze, si ritirò. Però Albertini è un uomo onesto e — credo — potrebbe non sfigurare nei rapporti con i rappesentanti delle altre macroregioni d’Europa. N.d.Ar.]

    • Anonymus permalink

      Lasciamo perdere Veronesi… l’ho conosciuto direttamente fin troppo bene. No! preferisco decisamente un sindaco come Albertini. Come presidente di regione ho parecchi dubbi, invece, proprio per la atipicità della Regione Lombardia, che non ha l’omogeneità e la vocazione di Milano.

  10. Bibliomamma

    bibliomamma

    «La bellezza salverà il mondo», afferma il principe Miškin nell’Idiota di Dostoevskij. Potranno i vezzi delle bibliomamme cancellare la bruttura del Bibliomostro che la lobby paesana e piccolo-borghese (ma con fregola “culturale” degna delle Précieuses ridicules di Molière) vuole imporre ai cittadini, trattati come una massa di miserabili impiegatucci fantoccizzati? Il riferimento è a Fantozzi, costretto a subire la visione della Corazzata Potëmkin da parte di un pover’uomo frustrato, sedicente cinefilo, spernacchiato nella vita reale, ma abbastanza potente nella vita miserabile e virtuale di una grande azienda, per imporre il suo ego sciacquettistico. Ribadisco: La corazzata Potëmkin è un capolavoro. Ma non vedo perché un aziendalista, un miserabile, una sciacquetta con voglie di Précieuse ridicule debba imporre i suoi gusti ai poveri impiegati, solo perché costoro sono costretti a subire. Bene fece Fantozzi a ribellarsi e a proiettare, al posto della Corazzata Potëmkin il film Giovannona coscialunga. Questo film non è certo un capolavoro, non è arte. Fu invece opera d’arte la ribellione di Fantozzi.

  11. H.C. Andersen permalink

    .
    Gli avatar del simil gatto padano

    [Nota – Pubblichiamo con piacere questo arguto scritto di H.C. Andersen, dove la “C” sta per Christian, con la “h”. Dunque Christian e non Cristian, come Cristian Invernizzi. A proposito: ma perché chiamarsi con un nome straniero e non rispettarne la grafìa? O ti chiami Cristiano, o ti chiami Christian. “Cristian” come nome è un mostriciattolo. Ai lettori nuovi di Nusquamia faccio prresente che la Principessa sul pisello_1 alla quale qui di seguito si fa riferimento è il Pedretti; la Principessa sul pisello_2 è il similgatto padano. N.d.Ar.]

    Buonasera sig. Aristide, dopo un periodo dedicato ad articoli e tematiche sulla Lega, con le relative disavventure locali di Curno, vedo che si torna a parlare della maggioranza arancio- progressista-aziendalista che regge il destino del nostro paese.
    Ho seguito con grande interesse i tre articoli, come sempre del resto, del suo seguito diario ed emerge un particolare comportamento di uno o alcuni lettori che hanno commentato le ultime vicende narrate.
    Ho osservato attentamente le mosse di una delle mie commentatrici preferite, la Principessa sul pisello2 che non ha saputo resistere dallo scrivere mentre la scena era rubata dalla sua antagonista naturale, nella teoria ma non nella pratica, la Principessa sul pisello1 alias Pedretti.
    Ora che si torna a parlare della giunta arancione sbiadito riassumo quanto osservato.
    E’ sintomatica e significativa la partecipazione al dibattito della sempre presente Principessa sul pisello2 d’area progressista-aziendalista, ella tenta di mascherarsi dietro ad un continua variazione di nomi, e da una più attenta lettura si potrebbe dire anche che si è circondata di una corte di devoti e servizievoli cicisbei.
    Ma poveretta il male che sempre più attanaglia il suo basso ventre non le da pace.
    Ecco allora che impulsivamente si dedica alla scrittura di poco sapidi e per niente arguti commenti.
    Li abbiamo letti con nomi, talvolta ambigui, come Pucco, Pirolino, Alex, Massimo,Tullio, Paolino e Giovanni.

    —————————————————————
    Nell’articolo dedicato a Gianni alias Pedretti alias Principessa sul pisello1
    https://nusquamia.wordpress.com/2012/11/16/epistola-a-gianni-che-scrive-dal-computer-di-pedretti/ rileviamo i seguenti commenti:

    Scrive Pirolino, insinua che il sig. Angelo Fassi si fa confezionare le lettere da lei sig. Aristide, qui non c’è dubbio è lei, la Principessa sul pisello2, per due motivi (1) nome maschile che ricorda un piccolo membro, sua fissa di sempre (2) insinua e invidiosa, classico comportamento femminile, di come bene e con ragione il sig. Angelo Fassi scrive non a favore della Principessa sul pisello1

    I.I.o@tin_com: qui non ho dubbi, il tono maschile, se pur vile, è un suo cicisbeo, lei sig. Aristide ha capito, e infatti subito interviene mostrando i testicoli dell’ariete per torturare ancor più la mandataria di questo cavaliere servente.

    Ecco che arriva allora Alex, che non ha saputo resistere alla sua trappola dell’ariete, infatti la Principessa sul Pisello2 ha preso spunto da un poster d’Alberto Tomba in mutande, affisso nella sua camera, è ancora lei la Principessa, il martirio ormonale non ha frenato la sua penna.
    http://www.amazon.it/Alex-LAriete-Alberto-Tomba/dp/B0051SBEXI
    Film memorabile, la Principessa sul pisello2 possiede probabilmente una cineteca invidiabile, sono così spiegate le fonti del sapere per le costruzioni logiche dei suoi commenti.

    —————————————————————
    Passiamo all’articolo https://nusquamia.wordpress.com/2012/11/07/una-giornata-in-liberta-in-una-valle-del-nord-con-pensieri-di-liberta-e-di-buon-governo/

    Appare Massimo, è chiaramente la Principessa sul pisello2, infatti porta subito la discussione su vecchi ricordi, veri o presunti, di natura sessuale, si maschera abbastanza bene dietro ad un linguaggio rozzo e volgare, ma se per “gioiose camporelle” intendeva i relativi risultati come per la “gioiosa macchina da guerra” d’Occhetto contro Berlusconi, è probabile che i suoi appagamenti sessuali furono altrettanto disastrosi, infatti nei suoi scritti è costantemente presente un senso di frustrazione, di mancato raggiungimento del piacere.
    Nel secondo commento la parola “prosaiche” si riferisce a qualcosa di “non elevato” , perdonate l’espressione che utilizzo per riassumere, intendeva dire la classica cilecca.

    E’ il momento di Pucco, è un vezzeggiativo di Pacco, ritorna su Occhetto, e sogna una scappatella extraconiugale con il marito di qualcun’altra, ergo è sempre lei.
    Nella frase “Con affetto e “Compassione” (nel senso più profondo). Suo Pucco.”
    Qui la sua avipenuria raggiunge quasi l’apice, non mi produco in dettagli, è già sufficientemente esplicita.

    Entra in scena Tullio, qui darei per certo un suo cicisbeo, probabilmente del genere accompagnatore per cerimonie, è presente forse il fisico ma non l’intelletto, per essere più preciso, dal suo ragionamento non si riesce ad estrapolare un concetto basato sulla più elementare logica, sommata alla totale mancanza di nozione e cultura politica.
    Oltretutto manifesta malessere e calo di tono, dichiara 40 anni ma possiede il vigore di un centenario.

    Torna la Principessa sul pisello2 nelle vesti di Paolino, è suo il ricorrente uso di questi vezzeggiativi o diminutivi dei nomi maschili, qui è onesta con se stessa, è donna, tribolata ma è pur sempre donna.
    La sua femminile invidia verso il sindaco dott.sa Serra è forte e tagliente, gli attribuisce della narcisista e della “tocca”, chiude poi con il classico richiamo di natura sessuale, sua frustrazione evidente.

    Il caso più interessante è quello di “Bel Pacifico”, è chiaramente un cavaliere fidato, probabile un uomo di corte che ammalia le donne, non un semplice cicisbeo della Principessa del Pisello2.
    Il tono irritato è probabilmente dovuto ad una difesa verso una donna a lui cara, infatti dove nei commenti di Gianni alias Pedretti alias Principessa sul pisello1 si criticano, genitori, mogli e figli non ha fatto una piega, non si sdegna e non scrive una riga in difesa dagli attacchi di Gianni.
    È evidente allora che in questo caso è intervenuto per difendere quella che sente una sua proprietà, che da come abbiamo letto e capito è la moglie di un altro, non conosco questa donna ma ha poca importanza, desta però curiosità che sia combattuta tra due uomini probabilmente dello stesso paese, forse anche all’insaputa del marito stesso, dai commenti successivi d’altri lettori emerge che lo stesso sia peraltro poco astuto.

    —————————————————————
    Ora vi chiederete il perché di tutte queste osservazioni che potrebbero risultare inutili e inconcludenti, ma tutt’altro.
    Alla base dell’intenzioni e azioni della Principessa sul pisello2 vi sono strategie e progetti ben precisi, come peraltro anche lei sig. Aristide ha più volte osservato, qui non si tratta solamente di rara e vera solidarietà femminile che in questo caso mi sorprende, infatti è piuttosto insolito questo atteggiamento di sentito e autentico atto di soccorso verso la malcapitata del momento, la Principessa sul pisello1 alias Pedretti.
    E’ pur vero che si parla di nobil donne, ma le loro gesta sono tutt’altro che nobili.
    Ai cittadini questo appare strano e non comprensibile al primo momento, per tutti le due principesse sono considerate acerrime nemiche politiche tra loro, ma ben diversamente stanno le cose.
    Osserviamo quando interviene, come minimo la Principessa sul pisello2 cerca di sviare l’attenzione di noi lettori e commentatori dai forti rilievi sollevati nei confronti della Principessa sul pisello1, ma abbiamo letto ben altro, vere e proprie difese delle sue azioni negative e deprecabili.
    Crediamo si presterebbe anche in una disperata manovra di respirazione a bocca a bocca pur di tener in vita politicamente la sua gemella diversa.
    Ricordiamo benissimo l’appoggio prestato sulla disgraziata, e per fortuna evitata, tragedia dell’ispezione alla moschea, a fianco a fianco contro il progetto Bodega, il rovesciamento, con le dimissioni in massa ben concordate tra loro, dell’amministrazione Gandolfi e altro ancora.
    Perché tanta cura e attenzione, invece che assistere da spettatrice alle pesanti osservazioni riversate alla Principessa sul pisello1 alias Pedretti?
    Quando invece è il povero sig.Tarcisio Foresti ad essere al centro dell’attenzione, dopo essere stato malamente scaricato e ingiustamente colpevolizzato dell’insuccesso elettorale e quant’altro dal Pedretti alias Principessa sul pisello1, la Principessa sul pisello2 non si degna di prestare soccorso anzi manda avanti il cicisbeo Giovanni che gli sferra il colpo di grazia ricordando le magre percentuali elettorali ottenute con lui segretario di sezione.

    Queste semplici ed elementari deduzioni confermano l’esistenza del loro solido e becero accordo che inchiavarda Curno, infatti se la Principessa sul Pisello1 cade in disgrazia, viene a mancare una gamba che regge l’orrendo e sgangherato sgabello che rappresenta il patto Serra-Pedretti a danno dei cittadini di Curno e di conseguenza anche la Principessa sul pisello2 cade e con loro gli attori del territorio che sono la terza gamba del malefico patto dello sgabello.
    Come più volte ben descritto su Nusquamia, si veda in questo precedente articolo:
    https://nusquamia.wordpress.com/2012/07/29/nuove-considerazioni-sul-pgt-di-curno-dopo-la-c-d-adunata-aperta/
    Il volere prestare soccorso alla sua gemella diversa, unita ad una smania di protagonismo alla ricerca di una visibilità altrimenti negata in altri settori della sua infelice esistenza, porta la Principessa sul pisello2 a scrivere ed a compiere atti che sempre più la identificano ai cittadini di Curno come una donna non considerata e priva di qualsiasi virtù.
    Come rimedio, consiglierei a questa povera donna avviata altrimenti sul viale del tramonto di non mascherarsi più dietro a false identità o cicisbei di turno, si faccia coraggio, si dichiari e prenda atto delle sue azioni anche se il momento per la sua compagine non è dei migliori.

    Dopo tre articoli consecutivi che hanno riguardato, direttamente o indirettamente, la Principessa sul pisello1, quella del foularino, ora la Principessa sul pisello2 se vuole può mettere il suo viso, in prima persona, davanti a tutti e con tutte le attenzioni che saranno riservate alla sua di corte, quindi le raccomando, non si comporti come la gemella diversa alias Pedretti alias Gianni, che scrivendo sotto altro nome ha rimediato una pessima figura e raccolto molti commenti negativi, non abbia paura lasci a casa i cicisbei, esca dalla torre e si unisca ai Conti-Serra-De Benedectis per ricevere insieme onore e gloria del loro operato passato, presente e futuro.

    N.B. dalla lettura della composizione sulle commissioni del PGT emerge chiaramente l’esistenza del famigerato patto dello sgabello, infatti le due Principesse sul pisello sono presenti entrambe con i loro cicisbei, naturalmente pronte ad andare d’accordo, senza minimamente litigare, su come cementificare i suoli del paese di Curno, che considerano il loro feudo.
    Tra di loro con-dividono, la partecipazione per i cittadini saranno i metri cubi di cemento grigio.
    Per chi volesse controllare può visitare il sito del comune di Curno.
    I curnensi quando prenderanno piena coscienza di questa tragica farsa che subiscono da tempo?
    H.C. Andersen

    —————————————————————

    [Postfazione – Non dispiacerà forse al lettore sapere quale sia la scaturigine degli epiteti “Principessa sul Pisello_1” e “Princepessa sul Pisello_2”.

    Principessa sul Pisello_1 è il Pedretti, che aveva sporto querela contro Fassi e Donizetti per essere stato indicato, in un pieghevole distribuito ai cittadini, come “volpacchione” (la denuncia — o querela: domandatelo a lui che è un professionista di queste cose — si è poi sciolta come neve al sole). Scrivevamo in un commento in calce all’articolo Le umane relazioni: tecnciche di manipolazione e spersonalizzazione che appariva ben strano che il Pedretti si offendesse per una così innocente appellazione, lui che non aveva esitato un attimo a suggerire a Bossi che il presidente Napolitano fosse un terùn: si veda l’articolo Bèrghem Frècc 2011: Quando dicevano che Napolitano l’è propri un terùn. Perciò scrivemmo: «E uno che dice queste cose mi fa adesso la principessa sul pisello?».

    Principessa sul pisello_2 è il simil gatto padano, un cui avatar, tale Jacques Deuzè [in realtà, a esser precisi, sarebbe Duèze] de Cahors — uno dei tanti — fu apostrofato con queste parole: «@Jacques: suicidati…!»: si veda il commento a L’inno delle bibliomamme. Aristide gli sottopose la domanda delle cento pistole: ma se tu t’indigni perché il tuo avatar viene grillescamente mandato affan…, perché non ti sei indignato quando Aristide non come avatar, ma come persona fisica, cioè come Claudio Piga, è stato invitato a gettarsi dal ponte di Trezzo? Se tu hai questa sensibilità per il tuo avatar, perché non hai espresso il tuo disappunto allorché il giornalista anglorobicosassone Cesare Zapperi ha ritenuto di fare un piacere al denunciatore seriale Pedretti scrivendo su ‘Bergamo news’, pochi giorni dopo la denuncia (andata in fumo, anche quella), chi fosse Aristide, anzi scrivendone perfino il domicilio, subito dopo il nome e il cognome, cosa che verisimilmente non rivestiva alcun interesse per i lettori normali, ma che poteva interessare ai nemici di Aristide? Se tu, similgatto padano, non ti sei pronunciato allora, perché non ti pronunci adesso? Risposta di Jacques, nonostante l’iterazione della mia richiesta: nessuna. Eppure Aristide non esitò un attimo, quando l’avatar del similgatto fu mandato affa… a scrivere: «Non sono d’accordo. Jacques potrebbe conservarsi in vita, dedicando gli anni che gli avanzano, che gli auguriamo numerosi e in salute, alla ricerca disinteressata della verità e del bello, con l’impegno di “condividere” con l’umanità i risultati della ricerca». Qui non è parsa certo la tua nobiltade, simil gatto padano. Non ho vsto nobiltà, ma ignominiosa fuga. Ma non mi lamento, anzi. Si è dimostrato così, ancora una volta, che certe persone meritano da parte nostra una considerazione talora — lo riconosco — sprezzante. N.d.Ar.]

    • Caro Hans Christian, ti invito a sfogliare in rete le pagine di questo bellissimo libro, Le fiabe di Hans Christian Andersen (in realtà è solo un esile estratto). Forse ti interesserà sapere che sono stato un bambino felice, fra l’altro, perché ho avuto una mamma — una mamma vera, mica una mamma in carriera, o una bibliomamma pon pon — che mi leggeva le favole di Andersen, proprio in questa edizione (da quel che capisco, il libro del quale in rete si presenta un estratto, riproduce fedelmente le pagine di testo e le illustrazioni del mio libro, con la differenza che il mio portava in apertura la riproduzione di una lettera di Giosue Carducci alla traduttrice, qui invece c’è una prefazione dell’editore; inoltre sono state aggiunte altre favole, tratte da altre edizioni hoepliane).
      Credo che mia madre me l’avesse lette tutte: il libro raccoglieva quaranta fiabe. Ma io le chiedevo, spesso, di leggermi ancora, e ancora una volta, quelle che più mi piacevano: Il brutto anatroccolo, Il vestito nuovo dell’imperatore, L’acciarino, Il soldatino di stagno, La sirenetta, La piccina dei fiammiferi, La principessa sul pisello, Il vecchio fanale. Erano le mie fiabe preferite.
      Su queste favole si è formato il mio gusto, in parte per la forma italiana — la traduzione è ottima, lodata da Giosue Carducci — ma soprattutto per le forme visive. Sì, perché il libro era illustrato da tavole di grande formato che mi sembrava contenessero tutto ciò che valeva la pena di conoscere. Il mio sogno era potere, un giorno, recarmi in una città come nella fiaba del Vecchio fanale — dovrebbe essere Copenhagen. Camminare in una via come quella, linda, ordinata, bella per gli edifici, lieta per le figure femminili esili, gentili, dalle lunghe gonne svasate. Avrei potuto essere io, un giorno, quel signore in redingote che ha accompagnato a casa la fanciulla dall’incarnato compatto e luminoso, quella sull’uscio della prima casa a sinistra.
      La suorina giovane che mi piaceva, all’asilo, la suora preferita, probabilmente mi piaceva perché mi sembrava di averla vista nel libro.

      • Nostalgia permalink

        La nota canzone (nel film “La Sirenetta” di Walt Disney, mi pare) ci trasportava nella dolce, bianca e splendida Copenhagen, cullandoci nell’ammirazione dell’abbagliante lucore dei suoi edifici, stagliantisi nel cielo reso terso dal vento dell’Artico, quasi in rilievo sullo spumeggiante e scuro agitarsi del mare.
        Lì la fiaba ha quasi uno spessore di realtà, lì immagino sia veramente bello vivere.
        Nel regno di Maria Antonietta, contessa in gamba, no!

        • Su H.C. Andersen, le favole recitate dalle mamme timorate di Dio e su un ciclo di letture da affidare alle bibliomamme

          Non ho visto La sirenetta: se è lo stesso film che dico io, uscì quando mi accompagnavo a una certa signora che quasi pretese di impormene la visione. Ma io non sono tipo da sopportare imposizioni.
          Invece avevo visto da bambino quel film con Danny Kaye, che raccontava la vita di H.C. Andersen, un giovane povero che si fa avanti nella vita grazie al suo entusiasmo ecc. Probabilmente se oggi lo rivedessi, questo film non mi piacerebbe (a differenza, per esempio, del Ponte sul fiume Kway, che vidi più grandicello: film che sicuramente mi piacerebbe, perché si parla dell’onore).
          Qualche volta mia madre — che era una vera mamma, non era una femminista, non era una donna in carriera e non era una bibliomamma dispensatrice di voluttà a uomini sconosciuti, durante e dopo gli eventi curnensi “Naked bibliomothers reading” — mi cantava la canzoncina. Ricordo che la strofe iniziava con queste parole, “Splendida, splendida Copenhagen, bianca stella del mar…”. Su You tube ho visto che c’è una versione cantata da Paolo Poli, che è anche bravo, ma che fa tutte quelle smorfiette che mi distruggono il mito. Ecco allora che mi sono ascoltato la versione originale cantata da Danny Kaye:

          Proposte di serate di lettura al Bibliomostro – Per quanto riguarda gli eventi Naked bibliomothers reading, cioè le letture dei capolavori della letteratura libertina a cura delle Bibliomamme nude, si veda, a mo’ d’inquadramento generale, quanto abbiamo scritto in un commento precedente, dal titolo Un’idea per finanziare il bibliomostro senza cementificare ulteriormente Curno.
          Questa è dunque la mia poroposta. Se proprio dobbiamo arrivare a costituire il corpo delle Bibliomamme, consiglierei per la prima lettura pubblica l’opera che in francese è nota sotto il nome di Académie des dames: ma è la traduzione curata dall’abate Terrasson, insigne grecista, di un’opera scritta in elegantissimo latino, sotto falso nome, da Chorier, autore fra l’altro di una pregevole Storia del Delfinato (Histoire générale de Dauphiné: un’opera che viene ancora oggi ristampata). Chorier attribuì il testo latino, che lui stesso aveva composto, a tale Meursius, un umanista olandese, che avrebbe tradotto a sua volta il testo originale di Aloisia Sigea toletana, che è un personaggio storico, era una donna dotata di straordinaria erudizione.
          Il titolo riginale dell’opera, che farei leggere alle Bibliomamme nel corso degli eventi Naked bibliomothers reading, nella straordinaria cornice del Bibliomostro, è: Elegantiae Latini Sermonis seu Aloisia Toletana De arcanis Amoris et Veneris. L’operetta riporta in frontespizio come stampatori gli Elzevìri, ma è un falso: fu pubblicata in Francia, e non in Olanda. La struttura è quella di un dialogo fra due cugine. La prima ha 26 anni, se ben ricordo, è italiana e ha maturato una grande esperienza delel cose d’amore. La seconda ha 16 anni, è francese e non sa niente di niente. I dialoghi sono sette: Nozioni generali di preparazione al matrimonio; Tribadicon, sull’amore saffico; Anatomia dell’uomo e della donna; La battaglia d’amore e le sue gioie ecc.
          Naturalmente questo evento di Naked bibliomothers reading dovrebbe essere di portata internazionale, anche perché non so quante persone sarebbero in grado di seguire la lettura recitata in latino, in area curnense (a parte il gatto padano, il quale avrebbe la sfrontatezza di dire che lui capisce tutto, e benissimo). A meno di non optare per la traduzione francese (a questo punto il gatto padano ci ripeterebbe quell’altra balla spaziale che lui è per metà francese, pretenderebbe di introdurre lui stesso il ciclo di letture in un francese che lui ci assicurerà perfetto, con l’accento esclusivo degli abitanti dell’Île de la Cité). Sconsiglierei però la lettura in francese: abbiamo fatto trenta, facciamo trentuno: dunque leggiamo in latino!
          Per l’addestramento delle bibliomamme alla corretta pronuncia delle parole latine, in particolare per quanto riguarda gli accenti (è una questione di fonolinguistica, una delle “3F” specialistiche, l’ultima), e per il colore da dare alle singole espressioni, non sarei alieno dall’offrire la mia consulenza gratuitamente. Purché l’evento e le bibliomamme siano all’altezza di questo capolavoro della letteratura erotica di ogni tempo.

    • Verde scuro (accidenti all'iconcina) permalink

      Un solo appunto, caro Aristide: non mi sembra adeguatamente sottolineato il fatto che fra Cristian e Cristiano c’è una bella differenza, rimpianta da tutti i leghisti, salvo i margnuffoni; Per carità, al fine di evitare confusioni, al parruccone lasciamo il nome Cristian.

  12. Cacasenno permalink

    Nessuno si e’ accorto che nelle commissioni del Pgt hanno trombato il Maffeis…? Strano…
    Suona il telefonooooo chi sarà…?

    • Marco R. permalink

      @Cacasenno
      Vero, la fronda pedrettista però è comunque ben rappresentata.
      Un candidato sindaco trombato, molto molto cerchiomagicista, fidatissimo di Invernizzi e di Pedretti, il che è tutto dire.
      Vedo anche la nuova mente del rinascimento leghista il Sacula-ulà-ulà.
      Ex del PD ora sotto effetto del caffè bromurato e altri ancora da prestare attenzione.
      Cacasenno, questi qui cacheranno cemento a tutto spiano, scommettiamo?

  13. L’amministrazione di Curno ha messo il turbo:
    scappi chi può, o almen si faccia furbo!


    .
    Dedicato ai geni che si sono messi in testa di rendere Curno più bella da vivere. E a noi di darla a bevere («bevere del fiascone»: così si dice).

  14. La grande fuga permalink

    Ho inviato a Bergamonews — con forti dubbi che venga pubblicato — il commento che trascrivo qui sotto, riguardo la gita circumvesuviana enogastronomica curnense dei paggi di corte.
    [L’internauta si riferisce all’articolo Il sindaco di Curno in trasferta a Napoli per la nuova biblioteca: N.d.Ar.]

    Non vogliamo nemmeno un singolo metro cubo di ulteriore cementificazione di Curno [per pagare l’oneroso completamento e l’onerosa gestione della megabiblioteca: N.d.Ar.]. Ogni metro cubo di cemento in più testimonia vostra incapacità di amministrare (ottima, invece, la capacità di promuovere ottimi affari). La gente, in generale è un po’ stupidotta, ma altre persone iniziano a dare segni di intolleranza al vostro comportamento totalitario da impuniti.

    Che bisogno ha l’amministrazione di pubblicizzare una operazione farlocca e totalmente inutile? Chiacchiere e solo chiacchiere. Nulla si può per quel pozzo mangia soldi che è la presunta biblioteca. E poi, non era meglio far venire il costruttore a Curno? Mancano le autorizzazioni per l’impianto elettrico e dell’impianto di sicurezza, per inadempienza dell’impresa, nessuno si accolla la responsabilità di accertarla. Costa tanti soldini ai curnensi la messa in sicurezza dell’impianto. Cialtroni.

  15. Un’idea per finanziare il Bibliomostro senza cementificare ulteriormente Curno

    Traggo dal quotidiano la Repubblica questa succosa notizia (se non ci credete, fate clic sul collegamento ipertestuale, detto “link” dagli aziendalisti e da coloro che sono stati stuprati nei corsi di formazione e aggiornamento aziendali):

    La moda dei reading nudi: letture senza abiti a N.Y.
    Accade una volta al mese a New York, ed è sempre un successo. Si chiama “Naked girls reading” ed è l’appuntamento letterario con un gruppo di ragazze che intrattengono gli spettatori leggendo, completamente nude, in un ambiente raccolto e silenzioso.

    Naked reading

    Simili letture (che i pecoroni in Italia chiamano “reading”) si tengono anche a San Francisco, Los Angeles, Chicago, New Orleans, adesso anche in Inghilterra. Mi domando: le bibliomamme curnensi potrebbero dar vita a una simile iniziativa? Le serate sarebbero a pagamento, la risonanza mediatica potrebbe essere notevole, gli incassi pure, soprattutto nell’ipotesi (auspicabile) in cui l’Amministrazione in carica desse l’incarico delle pubbliche relazioni al fraterno amico Pedretti, compagno di mille avventure, esperto in coniglistica mediatica. Le bibliomamme potrebbero partecipare a questa simpatica iniziativa, con le più svariate motivazioni: quale con genuino trasporto esibizionistico, quale per spirito di servizio, onde evitare che i costi del Bibliomostro si traducano in nuova cementificazione di Curno, ecc. I compagni delle bibliomamme (dico “compagni”, per non essere reazionario, dicendo “mariti”) ovviamente, dovranno essere astuti come cervi, soprattutto per gli “eventi” (per dirla in linguaggio aziendalistico) che potrebbero far seguito ai “reading” (come dicono i pecoroni).

  16. Stacippa permalink

    Assestamento di bilancio e misure antinquinamento: se ne discute a Curno [il collegamento ipertestuale è stato introdotto da me: N.d.Ar.]
    Questo il titolo su Bergamonews dell’articolo in pro dei progressisti di Curno, i quali condividono il bavaglio per ridurre al silenzio chi si ribella alla schifezza.
    Cantatevele pure e suonatevele anche. Prima o poi i nodi verranno al pettine. A furia di nascondere l’evidenza, di far buchi nella sabbia e scavare, scavare per nascondere le schifezze vi troverete con la testa sotto terra (lasciando a cielo a aperto il posteriore… vero, micetto?). Questa volta il chiappone è vostro.
    Questo, per la cronaca, è quanto ho scritto a Bergamonews in risposta al vergognoso articolo propinato ai lettori: non condiviso, ma imposto, dal momento che hanno blindato qualsiasi riflessione di contorno.
    [Ah sì? Lei ha spedito un commento e non è stato pubblicato? Va bene, lo pubblico io. Invito tutti i resistenti, quando spediscono i loro commenti a Bergamo news, a inoltrarne copia anche a Nusquamia, contestualmente.
    Come si vede, in calce a quell’articolo si trova un mio commento e un commento al mio commento, senza che il commento al commento commentasse niente, in verità: ma talmente buzzurro, ignorante e miserabile da non meritare considerazione. In altri tempi si diceva “Ti manderò i miei servi per darti una lezione”. I romani arrivavano a punire gente del genere infilandogli un muggine (detto anche “cefalo”) nell’ano Ma erano altri tempi.
    N.d.Ar.]

    Non siete neppure progressisti, men che meno di sinistra; siete semplicemente markettari, inteso come puttane: non nel significato più nobile di questa professione umanitaria, ma markettari nel significato dispregiativo e schifoso del termine. Volerci fare ingurgitare la brodaglia che a voi piace tanto! Così non va, proprio per niente. Ecco il mio commento:

    Si può interloquire con i politici curnesi? Se hanno a cuore il risparmio energetico e la questione inquinamento, da tutti sentita, ivi compresa l’amministrazione attuale, una domanda: Perché volete cementificare o, meglio, asfaltare la zona verde di fronte alle Vele? Allora, l’inquinamento è un problema o no? Se lo è, invece di cementificare, provate a piantumare una quantità importante di alberi. Mangioni! Se non fosse stato sgambettato, Gandolfi l’avrebbe fatto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: