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Via dai miasmi della politichetta

28 ottobre 2015

Passeggiate in Liguria

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Uno dei racconti più belli del ciclo dedicato da Hugo Pratt a Corto maltese s’intitola Sirat al Bunduqiyyah, il cui significato dovrebbe essere – relata refero, non sono in grado di verificare – “Favola veneziana”. È una storia d’impianto massonico, molto intrigante, come si dice, nella quale Corto maltese ha che fare con alcune vecchie conoscenze, ma anche con personaggi nuovi, come Gabriele D’Annunzio e Ipazia.[1] A un episodio di questa favola è dedicata l’analisi semeiotica rintracciabile in rete, qui.
A pagina 111 dell’album pubblicato da Milano libri (1979) vediamo la vignetta qui sopra riprodotta, che fa da cornice alla seguente considerazione (quella che vediamo dovrebbe essere la “Corte sconta, detta arcana”):

Ci sono a Venezia tre luoghi magici e nascosti: uno in Calle dell’Amor degli amici; un secondo vicino al Ponte delle Marevegie; un terzo in Calle dei Marrani a San Geremia in Ghetto. Quando i veneziani (qualche volta anche i maltesi…) sono stanchi delle autorità costituite, si recano in questi tre luoghi segreti e, aprendo le porte che stanno nel fondo di quelle corti, se ne vanno per sempre in posti bellissimi e in altre storie.

Ebbene, si parva licet…, avrei anch’io tre luoghi magici e segreti nei quali mi rifugio quando ne ho fin sopra i capelli delle autorità costituite, dell’istituzionalità smargiassa, del politicamente corretto. Càpita allora che lasci il mio antro abduano e mi rechi a Montevecchia, a Varenna o a Varigotti. Proprio a Varigotti s’inizia questo resoconto di viaggio.

Varigotti

Per quanto faccia vita ritirata, non posso tuttavia fare a meno di seguire, nelle grandi linee, quel che avviene sullo scenario della politica: una mia antica passione, che tale ancora sarebbe, non fosse che di politica non si vede nemmeno l’ombra; soltanto politichetta, miserabile politichetta. Così, dopo aver incamerato le ultime sparate mediatiche del bullo fiorentino (con riferimento a Matteo Renzi: copyright di Corrado Augias), dopo aver appreso che perfino in un borgo sgarrupato alle porte di Bergamo – si chiama Curno, e i suoi amministratori pretendono che sia un paese “bello da vivere” – modesti politici indigeni si agitano per entrare nel “Grande gioco”[2] e a tal fine non si peritarono di cammellare papa Francesco, la settimana scorsa, una serata di fine ottobre, decisi di darci un taglio. Sarei partito per Varigotti.
Di solito mi fermo a Noli, dove parcheggio l’automobile e proseguo a piedi per un tratto dell’odierna via Aurelia (che non è quella romana, che terminava a Pisa). Una passeggiata di poco più di quattro chilometri, la cui bellezza ripaga abbondantemente la fatica di aver guidato l’automobile dall’antro abduano fin laggiù in Liguria. Che poi è una fatica relativa perché, se si viaggia nelle ore in cui non c’è traffico, lo stesso viaggio è piacevolissimo, quando gli altoparlanti dell’abitacolo dell’automobile recano le parole di un libro “vero”, lette da voce non bofonchiante.[3] In questo viaggio ho ascoltato l’ultima parte di Cristo si è fermato ad Eboli, di Carlo Levi.
Se mi trattengo dalle parti di Varigotti per più di un giorno, di solito prendo alloggio a Noli, perché ho la certezza di trovare una stanza affacciata sul mare. Questo è un altro dei grandi piaceri, dormire avendo nell’orecchio il rombo del mare. Se poi c’è vento, tanto meglio perché, mentre il vento ulula di suo, il mare è più sonoro e il profumo più intenso .

Il golfo di Noli. A destra, il castello di Noli e un tratto delle mura che difendevano l’antica Repubblica marinara. La registrazione del suono è stata eseguita il 21 ottobre 2015, alle 23.30, quando il mare era agitato. La foto è stata scattata il mattino successivo, dall’albergo di Capo Noli, quando c’era calma di vento.

L’antico abitato di Varigotti non si distendeva placido lungo la spiaggia, in riva al mare, come adesso. Era invece arroccato, per ragioni evidenti di difesa dal nemico, in una posizione scomoda ma difendibile, a est della punta Crena, dove si trovano i ruderi della Chiesa di san Lorenzo. Sulla Punta Crena svetta la cosiddetta torre saracena che, in realtà, lungi dall’essere saracena, aveva la funzione di avvistamento dei saraceni. Bisogna dire però che Varigotti non fu distrutta dai saraceni, ma dai longobardi.
L’immagine a volo d’uccello qui sotto, ricavata mediante Google Earth, ci consente di farci un’idea della geografia del luogo: vediamo in primo piano la spiaggia di Varigotti; a destra, la torre di punta Crena; dietro, la baia di Noli.

VarigottiVarigotti allora si chiamava Varicottis (“civitas Varicottis”, secondo un cronista medievale), come ci ricorda il nome di un bar: “Varicottis bar”, appunto. E non dico così per fare pubblicità al bar, ma per introdurre l’argomento di una favola disneyana ambientata, precisamente, a Varigotti. Il fatto è che ancora non molti anni fa le pareti di questo bar erano tappezzate con le riproduzioni di una storia a fumetti apparsa dapprima su Topolino, quindi uscita in album: s’intitolava “Paperino e la notte del saraceno”. Se ricordo bene, opportunamente rimpicciolite, le pagine della storia c’erano tutte, leggibili con un po’ di pazienza e un buon paio di occhiali. Com’è noto, quasi tutte le storie che leggevamo da ragazzi su Topolino non erano confezionate in America, ma a Milano. Gli autori disneyani furono tanti: in America il migliore fu Carl Barks; in Italia il milanese Marco Rota fu un eccellente ideatore e disegnatore di storie disneyane e per una quindicina d’anni ne fu direttore artistico. Fu lui, che frequentava Varigotti soprattutto nel periodo invernale (sono d’accordo, è questo il periodo migliore) a inventare la storia della notte del saraceno.
Ma non è finita qui: il fatto è che le didascalie delle riproduzioni affisse alle pareti del Varicottis bar — i “fumetti”, insomma — erano scritte in latino. Così forse si spiega la circostanza che non avessi mai trovato nessuno con gli occhi incollati alle pareti del bar. La traduzione era stata curata da un ottimo latinista spagnolo, Iosephus Mir, che ebbi la fortuna di conoscere a Roma tanti anni fa: era un nobile vecchio, che aveva fatto in tempo ad esser messo al muro dagli anarchici, per un’esecuzione simulata, un po’ come quella che subì Dostoevskij, dopodiché fu lasciato libero. Avvenne durante la guerra civile spagnola, e non è che la cosa mi riempia di gioia, visto che simpatizzo per gli anarchici da quand’ero ragazzo, fin da quando leggevo su un giornale anarchico, a puntate, il feuilleton della fuga dalla Fortezza dei SS. Pietro e Paolo, a San Pietroburgo, di Bakunin.[4] L’immagine qui sotto è tratta dall’album disneyano: riconosciamo la spiaggia di Varigotti in una prospettiva simile a quella della restituzione grafica di Google Earth.

Nox Saraceni_gandeProvo a riassumere la trama della storia: tutto comincia a Paperopoli, quando Paperino si accorge che dentro il manico di una vecchia scimitarra, la cui lama è spezzata, una scimitarra che intendeva usare per una festa mascherata, si trova una mappa contenente l’indicazione di un tesoro. Sarebbe stato nascosto a Varigotti da un pirata saraceno, così pare di capire. Paperino si fa finanziare la caccia al tesoro dallo zio Paperone e, detto fatto, insieme con i tre nipoti Qui Quo Qua e con lo stesso zio Paperone, parte per l’Europa. Arrivano a Genova, quindi proseguono in auto (una Topolino!) lungo l’attuale via Aurelia, fino a Varigotti. Dove poi scopriranno che il tesoro al quale accennava il pirata non era fatto di dobloni e preziosi, ma era una vezzosa fanciulla incontrata a Varigotti, che si era nascosta in una cantina per stare insieme con i nonni che non avevano gambe per fuggire quando, una certa notte, arrivarono i pirati. Nasce nel capo dei pirati l’amore per la fanciulla, tanto che decide di cambiare vita. I paperi conosceranno il resto della storia, come per magia (che scatta quando il frammento della scimitarra che Paperino trova a Varigotti si ricongiunge all’altra metà, portata dall’America): il testo originario scritto nella mappa, molto più lungo di quel che mostrava il frammento trovato nell’impugnatura della scimitarra, altro non era che una lode commossa della bellezza e della bontà della fanciulla incontrata a Varigotti. Dunque a Varigotti c’era un tesoro, è vero, ma il tesoro era la fanciulla.

Trascrivo le battute della vignetta:

– Ecco! E… adesso?
– Guarda avanti, più in là!
– Il disegno non è per niente male: vedi che ci presenta proprio quella parete rocciosa a picco!
– Eureka! Abbiamo trovato il posto! Forse abbiamo trovato dove si trova nascosta l’altra metà della lama spezzata della scimitarra, dunque… il tesoro di Anatippo [il pirata saraceno]!
– Presto! Prendiamo dall’automobile gli strumenti e saliamo su quel promontorio!

.

Da Varigotti a Finale Ligure, e di qui alla Val Ponci

Un’altra bella passeggiata è quella che porta da Varigotti a Finale Ligure. Anzi, di notte e. in ogni caso, dopo il tramonto questa passeggiata è preferibile all’altra, per evitare di essere travolti da qualche automobilista su di giri: nel tratto dell’Aurelia da Varigotti a Finale, invece, corre, dalla parte del mare, un sentiero pedonale protetto. Il percorso da Noli a Varigotti lungo l’Aurelia (l’Aurelia di oggi, non quella dei romani), a piedi, è più bello, ma sconsigliabile, di notte.
Venendo da Varigotti, poco prima di arrivare a Finale Ligure, s’incontra il borgo di Finalpia. Qui precisamente (o quasi) scendeva la via Julia Augusta: e di qui possiamo salire per vedere quel che ne avanza, cinque ponti romani, due dei quali sono ancora in buono stato. Leviamoci dalla testa però l’idea di riuscire a vedere la pavimentazione della strada (o il fondo roccioso). Dovremo contentarci di seguire il sentiero 421, che vediamo qui sotto, proiettato su una mappa tridimensionale di Google Earth.

Sentiero 421 su Google EarthFacendo clic sull’immagine, se ne vedrà l’ingrandimento. Vediamo l’indicazione del borgo attuale di Varigotti; lungo la costa, verso ponente, osserviamo la passeggiata da Varigotti a Finale Ligure: a sinistra in basso si riconoscono i moli del porto di Finale. Vado Ligure, dove queso tratto della Julia Augusta lascia la costa, si trova in alto a destra, dietro Bergeggi.

Oltre che una piacevole passeggiata, questa è anche una interessante escursione archeologica, della quale parleremo in una prossima pagina di Nusquamia.

Si veda: Escursione archeologica in Liguria, lungo la via Julia Agusta_1

 

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[1] Ipazia, matematica e filosofa neoplatonica, fu orrendamente dilaniata, nel 415, dai talebani di allora, i cristiani fanatici di Alessandria d’Egitto guidati dal vescovo Cirillo. Le lacerarono le carni con il bordo affilato delle conchiglie che avevano raccolto sulla spiaggia. Su di lei è stato di recente realizzato un film che mi sono guardato dal vedere, perché di impianto femminista. Le sciacquette politicamente corrette si sono appropriate della figura di Ipazia, arrivando a stabilire che il massacro dei fanatici cristiani sia stato compiuto l’8 marzo del 415 d.C.: guarda caso il giorno della festa della donna. Non è del tutto sicuro, però, che il massacro sia stato compiuto con il tagliente delle conchiglie: infatti, il resoconto del triste episodio è scritto in greco, e la parola ὄστρακον significa sia “guscio di ostrica”, sia anche “coccio” (di un vaso: di qui la parola “ostracismo”). Dunque può darsi che il testo greco intendesse che i cristiani usassero i cocci come arma da taglio.

[2] Del “Grande gioco” si parla nel romanzo Kim di Rudyard Kipling: è quello dell’impero britannico che con i suoi servizi segreti contrasta le mire egemoniche della Russia nel subcontinente indiano.

[3] Voci bofonchianti, ai limiti della comprensibilità, si sentono abitualmente nelle sedute di Consiglio comunale di Curno, il già menzionato paese della pianura bergamasca “diversamente bello da vivere”, soprattutto da parte dei consiglieri ambiziosetti. Fa eccezione la sindachessa, dott.ssa Serra, alla quale riconosciamo quest’unico merito, quello di esprimersi correttamente, anche se le rimproveriamo il piglio troppo smaccatamente determinato e i sorrisetti asseverativi.

[4] Ma i comunisti, come spiega George Orwell in Omaggio alla Catalogna, fecero di peggio. Per non parlare dei franchisti. Né la guerra civile in Italia manca di episodi feroci, anche fra i partigiani, come ha testimoniato Giampaolo Pansa. Le guerre civili costituiscono una facile occasione perché gli uomini diano il peggio di sé.

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74 commenti
  1. .
    Senza parole


    Facendo clic sull’immagine è possibile leggere, a p. 14, l’articolo dedicato a Bobomaroni, seguito da un altro, ancor più interessante, articolo sul business degli immigrati. Bene, ce ne ricorderemo.

  2. Umanoide opaco permalink

    Scusi Aristide, ma perchè avercela tanto con i gatti (e passi) ma anche con i Similgatti?
    A me piaceva venire sul sofà e leggere il Blog.
    Lisci un poco il pelo, su.
    Un bell’articolo celebrativo (anche ironico) e il blog ritroverà vigore.
    Ma dai..
    [Credevo di essere celebrativo: a modo mio, s’intende. N.d.Ar.]
    Era più godibile quando era più plurale [Che cosa, il diario? N.d.Ar.].

    Belle le gite, sono stato recentemente a Castellarquato.
    [In zona Bersani, dunque. È andato almeno a rendere omaggio alla memoria di quell’uomo d’onore, che studiò latino con la prof.ssa Calderini e si laureò in filosofia discutendo una tesi intitolata ‘La grazia e l’autonomia umana nella prospettiva ecclesiologica di san Gregorio Magno’? Insomma, mica Martha Nussbaum e pensierini politicamente corretti. N.d.Ar.]

    Ottimi i primi. Eccellente la coppa. E i vini sono godibili. Una nota di merito per la chiesa e la collegiata con il suo chiostro.

    • Aldo permalink

      Il richiamo allo spelacchiato micione nostrano non mi sembra casuale dopo la lettura dell’articolo: secondo me ne è emersa la sagace cultura, la tenace capacità di difesa delle proprie conoscenze, che dovranno essere riprese in considerazione dalla dottoressa Serra e dal Conte Max, per essere poi da loro adeguatamente utilizzate. Infatti, Lei stesso, sig. Aristide, ha dato positiva soluzione allo spinoso problema delle colonie di coccodrilli che notoriamente (Lei non sembrava d’accordo) allietavano la Gallia Narbonense in epoca romana: sono il risultato delle passeggiate effettuate dai simpatici rettili al guinzaglio dei legionari romani proprio lungo la via Julia Augusta, che costituisce la tangibile e inoppugnabile, nonché pietrificata, prova dell’esattezza delle affermazioni dell’ondeggiante miciotto. Quale insegnamento ha dato costui a tutti noi, foriero di luminosi sviluppi!.
      Forse ora anche l’allievo quasi ecclesiastico della prof.ssa Calderini ne sarebbe convinto. Dopo la Kyengé, la Boldrini, Marino etc., potrebbe proporre anche Micius per alti incarichi. Non Le pare?

      • Le ambizioni del similgatto e una possibile riscossa in area orobica dei traditori di Bersani

        Che il similgatto padano ambisca, mi par cosa fuori di dubbio. Ambisce da sempre. Ma la sua ambizione è generica, tutto dipende dalle sedi vacanti, cosa che ancora non è chiara a noi, ma nemmeno al felino in questione.
        Escludo tuttavia che le sorti del similgatto padano dipendano dal gentiluomo piacentino, da quel Bersani che, come lei giustamente ricorda, si è laureato con una tesi su Gregorio Magno, e non su Martha Nussbaum.
        Semmai penso che dovremmo cominciare a prendere in considerazione l’ipotesi che coloro che nell’area orobica furono bersaniani, e che tradirono Bersani per il boy scout cattolico, “ma anche”, come direbbe Veltroni, massonico (parlo – è evidente – di Matteo Renzi), facciano adesso quadrato intorno a Gori per costituire una squadra di ex-bersaniani fermamente decisi a rivendicare uno specifico spazio di agibilità politica.
        Non dimentichiamo che il potente sindaco di Bergamo, Gori, non è più nelle grazie di Matteo Renzi o, quanto meno, non è più nelle grazie quanto lo era prima, quando passava per esserne lo spin doctor. Tuttavia Giorgio Gori conta parecchio nella Bergamo che conta, quella che con molta disinvoltura abbraccia tutte le possibili ipotesi di cammellamento: si va dai burloni cattoprogressisti della “convivialità delle differenze” fino ai lobbisti neofemministi della Unicef. Capeggiati dall’onorevole Misiani che, almeno lui, è intelligente, i traditori di Bersani potrebbero far quadrato e chiedere al partito posti di riguardo. In questo caso il similgatto padano potrebbe chiedere di essere candidato alle prossime elezioni di ambito regionale per sedere nel consesso di amministrazione della Regione lombarda.
        In seconda battuta, potrebbe chiedere di essere candidato alla posizione di sindaco dei curnensi; tutto però dipende dalle sorti della sindachessa Perlita Serra che ambisce a posizioni molto elevate, possibilmente di risonanza internazionale; ma potrebbe essere costretta ad accettare di essere nuovamente candidata a Curno, qualora le sue ambizioni andassero deluse, tenuto anche conto della circostanza che tra i similprogressisti curnensi è l’unica persona presentabile, se non altro sul piano della comunicazione. Non bofonchia, conosce la grammatica della lingua italiana, ha maturato esperienze in ambiti diversi ed è adattabile. Basti considerare come si è adattata al vento dell’aziendalismo, che non era suo, ma che ha fatto proprio, dando prova di straordinaria capacità mimetica. Tant’è che come aziendalista risulta molto più credibile della stessa dott.ssa Luisa Gamba, che pure dovrebbe essere un campione indiscusso e insuperabile di aziendalismo.

  3. Lega tefrega permalink

    Fortuna che per loro il regno dei cieli sarà precluso e finiranno dritti dritti agl’inferi.
    Beati i miti e i maltrattati che entreranno nel regno dei cieli.
    Loro non lo sanno, ma vedranno le fiamme troppo tardi.
    Ma dài, com’è possibile questa farsa, non la magistratura, ma il libero arbitrio dovrebbe regnare tra la popolazione. Una volta accertata la verità di quanto scrive l’Espresso, tutti a casa e con l’obbligo di restituzione del mal tolto.
    La Lega è schifosamente peggio dei suoi predecessori: volevano portare una ventata fresca di onestà e giustizia; all’opposto sono peggiori, uomini senza cultura, intelligenza come optional a pagamento, e feroci per la loro selvatica [e “sacra”, ma nel significato latino: cioè “esecranda”; N.d.Ar.] fame di apparire. Gli altri, a parte la Lega? Opportunisti, un’accozzaglia di politicanti che non sono in grado di spazzare l’impostura della Lega perché sono impostori essi stessi.
    Tutto questo ha reso possibile il declino del bello e dell’arte e della cultura che ha reso eterna questa meravigliosa penisola.
    Neppure il raffreddore pigliano ‘sti morti di fame.

  4. Facsimile permalink

    Bersani preferisce il Culatello.

    Mi vuole ancora bene Aristide??

    [Sono come Guglielmo di Baskerville, mi piace ragionare, diffido dei sentimenti. O, come diceva l’Avvocato, in un contesto differente ma simile e sicuramente in maniera brutale: «L’Amore? È roba per cameriere». A ogni buon conto, non sono mai stato un ammiratore dell’Avvocato, a differenza dei similsinistri che riescono a farsi piacere perfino Montezemolo. Cose da pazzi! N.d.Ar.]

  5. Facsimile permalink

    Luca Cordero Lanza di Montezemolo Non mi è mai piaciuto… Fenech a parte s’intende.
    E nemmeno Della Valle (che almeno è abile imprenditore).
    E a Curno cosa si muove? Le uniche cose che vedo in movimento sono le opere pubbliche.
    strano, dal 2008 al 2014 non si è parlato che del cantiere scuola, pure il Gabibbo è venuto.
    Adesso che è partito da oltre 3 mesi sembra che non se ne sia mai parlato.
    pare stia maturando anche il restart (bel termine no?) del “rossone”, come amo chiamare la nuova biblioteca.
    Mi sono sempre chiesto come mai un monocolore della Lega Nord abbia voluto un edificio pubblico completamente rosso…lei no?

    • Ma quello è il rosso mattone, e il mattone a Curno è sempre piaciuto parecchio, a destra e a sinistra.
      Il Bibiomostro è mostruoso perché buzzurro è il suo intendimento. Non risponde a nessuna reale esigenza dei cittadini, ma doveva servire ad affermare la grandeur del Pedretti. Adesso dovrebbe affermare la grandeur della sindachessa, che vorrbbe farne un centro di irradiazione su scala orobica, langobarda, italiota, europea e mondiale del verbo politicamente corretto. Ma chi paga tutto questo? Non ho mai sentito parlare, in tanti anni, di un preventivo di spesa: spese di impianto e manutenzione; spese di esercizio (riscaldamento, personale, consumi ecc.). Per i cittadini, con l’aria che tira, è un incubo.
      Quali sono, di grazia, gli argomenti che consiglierebbero di tenersi questa palla al piede? A quali esigenze risponde, che non siano riconducibili a provinciale ipercinetismo assessorile e a un programma strumentale di affermazione personale negli ambienti che contano, per la proiezione della dott.ssa Serra sullo scenario mondiale del politicamente corretto?

  6. Facsimile permalink

    Si prende atto o no, su questo diario, che l’Amministrazione Serra è (lo possiamo dire dopo 2/3 di mandato) un esempio di buon governo?
    E che i risultati sono senza dubbio positivi?
    Grazie, attendo notizie in merito.

    [Veramente sono io che «attendo notizie in merito». L’Amministrazione serrana un buon governo? Quali difficoltà ha superato, quali bilanci ha sanato, quali simpatie ha suscitato mostrandosi sollecita dei cittadini senza pretendere che si appecorassero alla condivisione, in che cosa ha reso questo sciagurato paese “bello da vivere”? Il guaio è che alla prossime elezioni le candidature alternative a quella della Serra, in campo similprogressista, se ci saranno, saranno roba da mettersi le mani nei capelli, se pensiamo ai soliti noti che avrebbero l’ambizione di esserne il successore.
    Lo so, la Serra ambisce a qualcosa di grandioso: se proprio non è costretta, cioè se appena le dànno qualcosa di meglio, lei rinuncia più che volentierri a fare ancora il sindaco. Che, oltre tutto, è faticoso. Ma se è costretta, farà buon viso a cattivo gioco e dirà che accetta per disciplina di partito e di lista civica farlocca.
    La Serra è ben consapevole degli scricchiolii interni, delle beghe con il personale, dell’indice di simpatia — nonostante la proclamata (nel curriculum vitae) “empatia” aziendalistica –in crollo verticale. Ma la Serra, se volesse, se rinunciasse alle sue ambizioni e alle sue ubbìe, sarebbe almeno capace. Non fatemi parlare degli altri, almeno per il momento. Ne parleremo quando usciranno allo scoperto.
    Intanto, uomini della banda antigandulfiana, del livello palese come pure del livello sommerso (volantini e denunce anonime ecc.) tremate! Siete sotto osservazione, sapete che qui non si dimentica niente e che per contrastare la vostra scalata al potere disponiamo di raffinate e più che lecite tecniche di analisi motivazionale: sarete “notomizzati”, le vostre intenzioni saranno palesate, le parole “alate” saranno demistificate.
    N.d.Ar.]

    • Il gatto padano doc “consigliori” della Serra?

      P.S. – Né mancherà il divertimento, se la dott.ssa Serra, con l’acqua alla gola, ricorrerà ai mezzi estremi, accettando di mettere in pista il gatto padano doc. Il quale, com’è noto, smania di scatenare il suo Grand Guignol sotto le insegne della Serra, come già fece sotto quelle del Pedretti. Spero però che il caso del Pedretti (“caso” deriva dal lat. cădo, cĕcĭdi, cāsum, cădĕre, dove la “e” di cădĕre è breve, pertanto si pronuncia càdere, ma significa, come in italiano, “cadére”, con l’accento sulla “e”, che va pronunciata chiusa), insomma la caduta del Pedretti, abbia insegnato qualcosa alla Serra, ai similprogressisti, a Marcobelotti ecc.

  7. In collina permalink

    Abile imprenditore; una pippa. Scaltro e sodomizzatore implacabile dei creduloni che pensano sia :-abile imprenditore:-
    E’ difficile prendere in giro tutti i lettori di questo diario, c’è sempre qualcuno che non ci sta. E smaschera. Si veda:
    Il patriota del made in Italy fa le Hogan in Romania ma non lo dice.

  8. Skuola permalink

    Opere pubbliche? Ah certo: quelle per gentile concessione renziana dopo approvazione di un bilancio forse estorto con contadina furbizia mega amministrativa? Urgerebbe un’interrogazione per appurare con quali cavilli siano riusciti a far bilanciare la prova del conto.

  9. Snida permalink

    @ Facsimile
    Nome curioso; simile a che? boh?.
    Un altro buono:-Luca Cordero di Montezemolo:-. Certo che lei non ne imbrocca una, nemmeno la Fenech imbrocca, dal momento che dubito le piacciano le perversioni.
    [Quel “le” è riferito alla Fenech, evidentemente, e non al Facsimile. Anch’io mi sono sempre domandato che cosa quella santa avesse trovato in Montezemolo, che aveva, e ha, un naso così affilato e sempre più levigato: a parte il bel mondo, s’intende. Che, immagino, Montezemolo le consentiva di frequentare senza inibizioni (che significa “divieti”). N.d.Ar.]

    Però fino a prova contraria siamo ancora in una nazione libera, dove chi suggerisce a Bossi di dare del terrone all’ex presidente Napolitano non rischia nulla, neppure di comparire per difendere il babbo adottivo. (Alla faccia di chi mette la faccia: ma sappiamo dove mette la faccia?).
    D’altra parte invece se uno come Friedman dice che lo stesso è un vecchio scorreggione, la cosa non viene neppure presa in considerazione. Bah… roba all’italiana.
    [Potere della “sobrietà”! E Napolitano non è più presidente della Repubblica. Sulle scorregge di Napolitano si veda Friedman insulta Napolitano: «Vecchio scorreggione». N.d.Ar.]

    Quindi i gusti son gusti, dipende dall’alito per capire quali siano.

    • Modestamente, il paese diversamente bello da vivere lo vanta come cittadino primario
      Friedman su Napolitano. Ma lo specialista degli epiteti non è Friedman: è il Pedretti, suvvia!

      Il collegamento alla Repubblica, sopra menzionato, non è più attivo. Non fa niente, attiviamo noi un nuovo nesso interreziale. Ecco il video perduto:

      Per la precisione, Friedman ha usato un’espressione, old fart, che in inglese suona quasi affettuosa. Old fart, cioè “vecchia scorreggia” (e non “scorreggione”), significa secondo il dizionario McMillan:

      (very informal): Someone who is boring and old-fashioned.

      O anche (ma è la stessa cosa), secondo il dizionario Longman:

      (informal): A stupid and uninteresting older person.

      Per maggiori delucidazioni chiedete al Pedretti, per due ragioni:
      1. È un anglista di vaglia (vi ricordate il Tibet free, che secondo lui vuol dire “Tibet libero”? Era un coniglio mediatico estivo, con tanto d’intervista, ovviamente, nel più puro stile giornalistico anglorobicosassone).
      2. È esperto in epiteti attribuibili a Napolitano, tanto da suggerirne a Bossi, quando al capo manchi la parola, com’è ampiamente dimostrato da questo video:

      Ma perché l’avvocato di Bossi, alla ricerca di attenuanti per il suo assistito, disse che il caro leader si era limitato a raccogliere i clamori del pubblico? Il pubblico? Il Pedretti sarebbe il pubblico?
      Secondo voi perché il Pedretti non è stato nominato in tribunale e perché il Pedretti non si è fatto avanti, spontaneamente? Poteva scagionare, almeno in parte il Bossi Umberto, al quale deve molto, praticamente quasi tutto; poteva dare una mano al padre del fraterno amico, il co-consigliere alla Regione lombarda, il Trota, insomma! Inoltre è o non è il Pedretti quello che si vanta di “metterci la faccia”, quello che rivendica la lunga militanza e l’indefettibile lealtà al “movimento” della Lega nord? (“Movimento”? Sì… buona notte! Si dice “movimento” e noi, come per riflesso pavloviano, dovremmo dimenticarci del Trota, di Belsito, dello Chardonnay, dei gingillini comprati con i soldi dei cittadini lombardi ecc.!).

  10. Snida permalink

    Facsimile mi pare un po’ fumoso e subdolo. Credo di aver letto e interpretato tra le righe che volesse estorcere qualche buona notizia o scostante nei confronti della sindaca Serra. Sta preparando qualche candidato in sostituzione alla signora Serra? Sta preparando il terreno a qualche suo amico per caso? Oppure sta miciosamente candidando il bravo e buono Max? Magari…

    • Il Pd curnense non sa che cosa fare. Così anche gli altri partiti, e le liste farlocche: navigano a vista

      Penso anch’io che Facsimile stia tastando il terreno, per conto altrui ma anche – perché no? – per conto proprio. In generale, non soltanto il Pd ma anche la Lega nord e gli avanzi di Forza Italia, nonché le collegate liste farlocche, cosiddette civiche, non hanno una strategia. Navigano a vista: i similprogressisti confidano nel fattore culo (che però è tipico di Renzi e non credo sia trasferibile al Pd curnense); la Lega nord si rammarica del fatto che l’emergenza dei profughi in Italia non riempia più le prime pagine dei giornali, adesso che la traversata via mare è più perigliosa, e conseguentemente i profughi battono le strade dell’Est europeo; i forzitalioti, in generale, devono stabilire il rapporto da stringere con la Lega nord.

      Se poi proiettiamo la situazione generale su Curno, l’affare s’ingarbuglia:
      • La dott.ssa Serra perde colpi. Premesso che, nonostante la conclamata empatia di stampo aziendale, non è mai stata granché simpatica ai curnensi, adesso deve fronteggiare alcune situazioni dove mostra di essere in grande sofferenza. Se non sarà riuscita a dimostrare che Curno è un paese bello da vivere, dovrà rinunciare a questo argomento per la sua progressione di carriera. Appare in sofferenza anche il Bibliomostro, che doveva diventare, per impulso della dott.ssa Serra, un faro di luce politicamente corretta proiettato sul mondo intero. Paradossalmente, se la dott.ssa Serra fallisce nell’intendimento di accreditarsi come “donna della provvidenza” per il paese di Curno, ri rafforza l’ipotesi di una sua ricandidatura alla posizione di sindaco di Curno, sia perché saranno scemate le prospettive di incarichi più prestigiosi, sia perché obiettivamente i similprogressisti non dispongono di personale migliore.
      • La Lega nord, con un presumibile assestamento in termini ragionevoli della questione dei profughi e, in particolar modo, con il venir meno di certe ipotesi di accoglimento illimitato, in barba al Primo principio della termodinamica, perderà parecchio del suo mordente. Inoltre Maroni, non sarà più soltanto quel simpatico pasticcione che vediamo nell’interpretazione di Crozza, ma apparirà per quello che è: un uomo di panza, come tutti i politici navigati. Anche Salvini sarà fortemente ridimensionato: di lui si dirà che è un mattatore televisivo, ma nessuno penserà che gli si possa affidare il timone del governo. Di quel mattacchione di Claudio Borghi, ex agente di Borsa che si fa passare per un grande economista, e che soprattutto – nelle intenzioni di Salvini – dovrebbe essere il “nuovo Miglio”, preferisco non parlare, per non far scadere il discorso a livelli coprolalici, o anche, in alternativa, ricorrendo a espressioni postribolari. Non dimentichiamo, infine, che la Lega nord di Curno è severamente impedrettata.
      • I forzitalioti non conoscono il proprio destino, qualcuno di loro per capirci qualcosa si rivolge ai maghi o si converte all’esoterismo steineriano (Veronica Lario, d’altra parte, e non pretendo di dire alcunché di nuovo, è steineriana). A Curno, in particolare, sperano in una rimonta del Pedretti, come quando la quinta colonna di Corti e Locatelli si affidava al decaduto politico territoriale per congiurare contro Gandolfi, il sindaco del buon governo. Così si spiega come mai Cavagna il Giovane sia di fatto divenuto l’erede del Pedretti, essendo però sfanculato da Marcobelotti.
      • La fasciofemminista intende anche lei occupare uno spazio che sarebbe di specifica pertinenza della Lega nord, ma in questo non sbaglia perché la Lega nord, dopo Salvini, è un partito fascioleghista. Credo però che abbia pochi seguaci, a parte il giornalista anglorobicosassone Remo Traìna. La sua speranza era di farsi candidare sindaco dalla stessa Lega nord, in vista di una luminosa (per lei) carriera curnense. Se pensa, per ragioni evidenti di affinità politica, di fare “outing”, cioè di tradire il nonno imperiale curnense e schierarsi con Giorgiameloni, sa bene che l’impatto curnense di questa sua decisione sarà pressoché nullo. Ma tale mossa sarebbe finalizzata a una sua carriera di ambito OltreCurno. Aveva mostrato simpatia anche per il bel Marchini, molto fico, che ultimamente ha dato la sua disponibilità a varie iptesi poitiche (sindaco di Roma, erede di Berlusocni ecc.); proprio questi giorni però abbiamo letto sui giornali che tra Giorgiameloni e Alfio Marchini non corre buon sangue. Questi sono fatti loro, che un po’ ci divertono – come negarlo? – ma che non hanno ricaduta sulla politichetta curnense. Sono degli “epsilon” trascurabili. La stessa fasciofemminista diventerà un “epsilon”.

  11. Indolente permalink

    Ha detto giusto lei signor Aristide.
    Il simil gatto, ambiziosissimo patrocinatore di svariate garanzie ambigue, deterge e fieramente ambisce a restaurare quanto di più scarso ci sia nelle vene del partito in potenza detentore di redini. Quindi:-aspetta:-, cosa? Un vero statista nonché fine stratega. Di solito è il ratto che sbuca dalla tana quando tutto è sereno e non il simil gatto.
    Tutti nel carro di Gori dunque? Che c’è male; Gori è e resterà un commerciale puro; cioè, si comporterà conformemente alla sua indole: commerciare, dove meglio gli conviene. Si sa che il 99,9999999999999 % dei commerciali hanno per unica legge quella del profitto. Simil et gatto doc c’insegnano il conto che dobbiamo fare dei loro seguaci, a giudicarli, insomma.
    [Scommetto che gatto padano doc e similgatto a questo punto intonano il coretto “Nessuno mi può giudicare, nemmeno tu…”. Invece noi giudichiamo. Eccome se giudichiamo. E disprezziamo l’aziendalismo. N.d.Ar.]

    Per quanto riguarda la signora Serra, a me pare che si sia data molto da fare che perfezionare il proprio C.V. a fini di visibilità propria, senza però che la cittadinanza ne traesse qualche vantaggio. Ma questa cittadinanaza, a mio parere, meriterebbe anche di peggio, vista la poca intelligenza critica, visto che non portesta come dovrebbe.
    Qualcuno mi sa spiegare perché la dott.ssa Serra dovrebbe fare bene in altri ambiti politici-politicizzati, visto che non è nemmeno riuscita a tener fede al suo stesso profilo, alle promesse fatte al momento dell’insediamento?
    [Devo forse ripubblicare il programma elettorale dei similprogressisti e le dichiarazioni trionfali subito dopo la vittoria del 2012?

    Bastano queste due immagini? Io le trovo altamente simboliche: la prima, vede insieme il grande tessitore del complptto serapedrettista accanto a colei che ne ha tratto beneficio; l’espressione della dott.ssa Serra indica un animo grato fino alle lacrime. Come i lettori ricorderanno, il complotto prevedeva che Gandolfi, fino al 19 marzo 2012 ancora sindaco, non fosse sfiduciato in aula con un voto palese, ma in sordina, alla chetichella, quando similprogressiti, pedrettisti e quinta colonna del Pdl si recarono un lunedì mattina in Municipio, per rassegnare le dimissioni e così far cadere il governo Gandolfi con quaranta giorni di anticipo. Non vollero mai dare una giustificazione politica del loro gesto, dissero che non parlavano per sobrietà. Noi, ovviamente, siamo autorizzati a sospettare il peggio. In basso, la Serra si compiace della preponderanza delle donne; dopo di che la Serra si sentirà autorizzata a impegnare il Comune di Curno a sottomettersi alla rete Ready (ArciGay e ArciLesbiche di Bergamo) per l’attuazione di “buone pratiche”, a celebrare Annalisa Di Piazza come scrittrice sopraffina (ha scritto un libro Lgbt-friendly ed esoterico, dove il commissario di polizia è Lgbt) e a mettere in campo mille diavolerie piccole e grandi, di chiara impronta sessista e manifesta discriminazione nei confronti del maschio.

    Il contributo portato da Max Conti alla preparazione del complotto fu determinante, stante la sua grande amicizia con il Pedretti (che oggi, probabilmente, farà finta di conoscere appena). Non fu un’operazione facile, perché si trattava di convincee gli attori del territorio a dare il proprio placet all’operazione di disarcionamento proditorio, con il contributo di Locatelli, della quinta colonna Pdl, che era assessore della giunta Gandolfi. N.d.Ar.]

    Ma siamo tutti figli dello stesso servo per caso? La competizione è per chi sbaglia meno o per chi lecca meglio all’interno di queste miniature?

  12. Curnoleaks: la telecamera nascosta in un locale del Municipio

    C’è qualcosa che non torna nella storia della telecamera nascosta in un locale (abbiamo letto un garage) del Municipio di Curno. Possibile che non si sappia chi ne ha ordinato la collocazione? E se non è stato dimostrato che la telecamera fosse collegata fisicamente, o per mezzo di un sistema tethering, come si dice, a sistemi di raccolta dati municipali, se dunque le inforazioni raccolte dalla telecamera perveninavano ad “altri soggetti”, finora ignoti, perché non affidarsi con fiducia all’azione investigativa degli ordini preposti alle indagini? Perché — stando a quel che ci dicono persone bene informate — c’è subbuglio in Municipio? Se invece la telecamera era collegata a sistemi di raccolta dati del Municipio, ed era stata ritualmente installata per sorvegliare le attrezzature tecniche depositate in quel locale, dove sta lo scandalo?
    Ma, soprattutto, chi ha passato la notizia al giornalista Remo Traìna che, forse vittima di una polpetta avvelenata (conoscendo la sua prudenza, e il suo essere alieno dalla volontà di recare un danno all’immagine di “Curno paese bello da vivere”), l’ha pubblicata sull’Eco di Bergamo?
    Scrivevo a settembre:

    Penso a quell’articolo del Traìna sulla telecamera nascosta in un magazzino del Comune di Curno. Credo che la dott.ssa Serra non abbia gradito, neanche qualcun altro. A proposito, com’è andata a finire? Già in un commento precedente suggerivo l’opportunità, dopo l’annuncio, di un minimo di approfondimento: giornalismo anglosassone, e non anglorobicosassone.

    Si veda Un giornalista “pane al pane e vino al vino”.
    Si vedano anche:
    Ma che notizia è mai questa?
    Ma a Bergamo news non si fa parola della «telecamera nascosta». E adesso per qualcuno sono “mentule acri”

  13. Ordinario permalink

    Temo; lei abbia toccato un tasto dolentissimo per l’amministrazione serrana. Qualcuno ha dato sicuramente l’ordine di installazione, e sempre qualcuno finge che nessuno (il “Nessuno” dell’Odissea non c’entra) sappia come la telecamera sia finita in quel pertugio.
    L’amministrazione avrà ordinato una investigazione da parte degli inquirenti preposti? (Carabinieri ad esempio) oppure no!?
    E se non è stato allertato nessuno, perché no?
    [Quello che continuo a non capire è perché sarebbe un reato collocare una telecamera di sorveglianza delle attrezzature degli operai, tanto da suscitare implacabili ire serrane, a sentire i bene informati. Sempre che quella telecamera sia stata collocata nel rispetto delle cacate carte. Oppurre risulta che la telecamera avesse una funzione antisindacale? In tal caso, come lo si dimostra? O, infine, quella telecamera fu veramente collocata all’insaputa di chi avrebbe dovuto esserne al corrente? Io non so di giure, e ho in dispetto, notoriamente, gli Azzeccagarbugli, ma m’immagino che, risalendo nella catena gerarchica, il responsabile dei responsabili, in casi come questi, sia il Segretario generale, e non il Sindaco.
    Però, ripeto, io sono in queste cose, come del resto in altre, ignorante. Dunque, se mi sbaglio correggetemi. Ma se le cose stanno così, qual è allora la scaturigine dell’ira serrana che sembra preludere a una ‘Curneide’? Speriamo — almeno — che tale ira non sia funesta, come quella del Pelìde Achille, e tale da non spargere lutti nelle schiere municipali. Vedi:

    Cantami, o Diva, del Pelìde Achille
    l’ira funesta che infiniti addusse
    lutti agli Achei, molte anzi tempo all’Orco
    generose travolse alme d’eroi,
    e di cani e d’augelli orrido pasto
    lor salme abbandonò…

    Insomma, speriamo bene… N.d.Ar.]

    E se sì, come stanno progredendo le indagini?
    Avrei un suggerimento. Dal momento che esistono giornalisti d’assalto che ambiscono al sacro e veritiero pensiero, perché i gazzettieri non si produconno in una appassionata esortazione per l’acclaramento della verità? Potrebbe far comodo sapere che in ambito territoriale esistono veri e solerti giornalisti missionariii.
    Sento puzza di bruciato e credo che tra non molto ne sentiremo delle belle. Molestie? abusi d’ufficio? imposizioni monotematiche?
    Lo scopriremo alla prossima

    • Un giallo nel “paese bello da vivere”
      Telecamera «nascosta» nel Municipio di Curno: costituzione di un “Ufficio Procedimenti disciplinari” in merito

      Sfogliando l’Albo pretorio del Comune di Curno, troviamo un documento che non ci aiuta a far luce sul giallo della telecamea «nascosta». Non fa luce, ma faremo bene ad annusarlo. Altri, molto più bravi di noi, per esempio il giornalista Remo Traìna, che fu il primo a dare notizia della telecamera (ma chi gli aveva passato la dritta?) potrebbero approfondire l’argomento e trarne qualche conclusione. Noi invece stiamo ai fatti, per il momento, visto che questo modestissimo giallo è circonfuso da una caligine che qualcuno vorrebbe impenetrabile. Ma perché?
      Tecnicamente il documento in questione è una “Delibera di giunta” individuata dal numero di pubblicazione 854/2015, in data 1° ottobre 2015, pubblicata nell’Albo pretorio il 29 ottobre 2015. Ne estraiamo il succo:

      Il Sindaco [omissis] propone… di costituire un Ufficio Procedimenti disciplinari, allo scopo di accertare ed eventualmente sanzionare responsabilità disciplinari dei dipendenti coinvolti nell’installazione della telecamera sequestrata dai Carabinieri di Curno il 15 settembre u.s.

      Leggiamo inoltre che il sindaco propone di «individuare quali componenti di detto UPD [che poi significherebbe “Ufficio Procedimenti disciplinari”: N.d.A.] i responsabili di settore Domenico Lamagna, Massimo Mastromattei, Angela Moretti e Licia Morrongiello»; propone altresì che presidente dell’UPD [ma perché non chiamarlo con il suo nome? basta con gli acronimi! Uffa! N.d.A.] sia la dott.ssa Maria Grazia Criscuoli [il nuovo segretario comunale: N.d.A.].

      Ma così non si va avanti di uno iota (o di un ette, se così più piace agli acculturatissimi membri del consesso dei politici indigeni curnensi). Perché si dovrebbero sanzionare i dipendenti coinvolti nell’installazione della telecamera, se hanno obbedito a ordini precisi? E se invece hanno proceduto di propria iniziativa, perché non dirlo a chiare lettere? Infatti una loro decisione autonoma costituirebbe, effettivamente, un caso abbastanza strano. Ma, come stanno, precisamente, le cose?
      Qualcuno dirà che la commissione dovrebbe appurare appunto come effettivamente stiano le cose. Eh, no: accà nisciun’ è fesso. Scusate, i casi sono due: o i dipendenti pubblici hanno agito in conformità a ordini ricevuti dall’alto o hanno agito di propria iniziativa. E se hanno agito in conformità a ordini ricevuti dall’alto, che bisogno c’è di istituire una commissione che appuri lo stato delle cose? Non è forse tutto registrato, a norma di legge? Ecco, la dott.ssa Serra potrebbe convocare il noto giornalista Remo Traìna (con l’accento sulla “i”, mi raccomando) e farci sapere almeno questo, se, dopo accurata indagine, risulti che non esiste alcuna registrazione della decisione di installare una telecamera per la sorveglianza di un locale dell’edificio municipale di Curno.
      Se devo essere sincero, non nutro grande fiducia in quest’iniziativa, a meno che la commissione possa valersi dell’intelligenza, della capacità di osservazione e dell’armamentario logico di un Guglielmo di Baskerville. E io non so se fra i membri della commissione ci sia un Guglielmo di Baskerville, o se addirittura, siano tutti da considerarsi fautori del metodo logico-scientifico e spregiatori delle gherminelle burocratiche. Speriamo bene: speriamo, cioè, che le gherminelle burocratiche siano disprezzate quanto basta.

      P.S. 1 – E se si chiedesse l’intervento di Annalisa DI Piazza? Lei fu segretario comunale a Curno ed è anche (a Curno e altrove) apprezzata giallista, avendo scritto un intrigante romanzo esoterico, ma anche giallo, e anche Lgbt-friendly, che — sono parole sue — costituisce un supermento dell’opera di Camilleri. Il libro fu presentato istituzionalmente nell’Aula consiliare del Municipio di Curno al pubblico costituito da: dott.ssa Serra; il funzionario dirigente della Biblioteca di Curno; la sig.ra Anna Maria Montelatici, del Gruppo di lettura di Curno. Quindi entrò in aula la consigliera Bellezza, titolare della delega alla Cultura. C’ero anch’io alla presentazione, ma è come se non esistessi: un imbucato. L’investigatore del romanzo della Di Piazza (romanzo che s’intitola Il sentiero della mano sinistra) potrebbe, forse, risolvere la questione in quattro e quattr’otto.

      P.S. 2 – Speriamo che il nuovo segretario comunale di Curno, il cui curriculum vitae è simile a quello della Di Piazza per numero e qualità dei corsi di formazione seguiti in varie città d’Italia (corsi che fanno punteggio, se non sbaglio) non scriva anche lei un romanzo. Altrimenti mi sentirò costretto a partecipare alla presentazione.

  14. Eccoli!

    Questa foto, tratta dalla galleria fotografica di Bergamo news che illustra i momenti salienti del trionfo della Perlita Serra neo sindaco (l'”evento” è del maggio 2012) di Curno che, stando alle promesse elettorali, sarebbe stato «un paese bello da vivere», ci presenta i due grandi tessitori del complotto serrapedrettista.
    Foto imbarazzate? Penso di no, perché i nostri avversari similprogressisti sono, notoriamente, sobri. Non sarà una foto a fargli battere il ciglio. Ma noi ragioniamo: per il momento non è ancora proibito.

    • Teresa permalink

      Impressionante quella faccia irregolare e inquietante, da film, che appare al centro. Casa Addams? Il portinaio?

      • A chi si riferisce? A colui che è di spalle, e che però mostra non la faccia, ma la tonsura, o a colui che mostra la faccia e brandisce due gingillini elettronici in una sola mano?

  15. Occhio alla penna permalink

    Questa volta, secondo me, sarà peggio. Le alleanze in un più che prevedibile caos politico saranno caratterizzate da misteriosi (ma non troppo) patti intesi a sconfiggere il candidato scomodo e, soprattutto, a mantenere lo scranno del potere alla solita compagnia di giro.
    Potere? Un potere miserabile, in realtà, dal momento che Curno sarà anche un paese bello da vivere, ma non c’è più nulla da rosicchiare. Si tratterà tutt’al più di confermare certe promesse elettorali, di mantenere fede agli impegni presi con i lobbisti.
    Abbasso i miserabili, viva chi si oppone agli ominicchi.

  16. Occhio alla penna permalink

    Vedendo questo spassoso esempio fotografico di comicità pubblicamente esibita, mi sono tornate alla mente cose che mai avrei immaginato che potessero affiorare alla memoria.
    [Come la madeleine di Proust? Se la sciura Rusina non capisce, poco male. E se protesta, vada affarinculo. N.d.Ar.]

    Avevo rimosso il ricordo dell’imbarazzo sollecitato da un’incontinenza sguaiata. Che bellini.

  17. Le Toyota dell’Isis e la sagacia dell’Amministrazione serrana

    Abbiamo pubblicato un commento sul caso dell’aereo russo abbattuto nel Sinai, inserito nella pagina di Nusquamia precedente, che appariva più pertinente. Si veda: L’Impero russo sarà costretto, forse, a venire a patti con l’Impero americano

    Per associazione d’idee, ci è venuto in mente che le auto Toyota sono apprezzate non solo dai militi islamici, [*] ma anche dall’amministrazione serrana, che dimostra di non farsi bagnare il naso da nessuno, quando si tratta di scegliere un’autovettura che dia garanzie di solidità e continuità di funzionamento. Proprio per sottolineare la sagacia della scelta amministrativa, la dott.ssa Serra impresse il suo sigillo alla consegna dell’auto stabilendo che essa avvenisse nel corso di una cerimonia dove lei appariva fasciata e tricolorata.
    Poiché la dott.ssa Serra è una persona importante e, soprattutto, destinata a ricoprire ruoli sempre più importanti, forse di rilievo internazionale, la foto della cerimonia è stata impiegata per illustrare diversi “redazionali”, un po’ mascherati, a dire la verità (cioè privi delle stampigliature e della connotazione grafica che li distinguesse dagli articoli d’informazione, al servizio del lettore), apparsi sulla stampa anglorobicosassone.

    ——————————————————
    [*] Si veda sul quotidiano sabaudo La Stampa Perché l’Isis usa solo auto Toyota?

  18. Google maps: la Giostra davanti al Municipio

    Se uno cerca su Google maps il paese bello da vivere e poi decide di fare una passeggiata virtuale per il borgo (nella speranza di non imbattersi in gatti padani), se cioè attiva la modalità di visita “Street views”, troverà la fotografia di una giostra, proprio davanti al Municipio di Curno. La presenza della giostra fu considerata dai similprogressisti come uno sfregio all’istituzionalità e alle belle (?!) membrature dell’edificio pubblico; il Pedretti tramite il suo oracolare profilo prosopoblico ci fece capire, senza mezzi termini, che la odiava.
    In considerazione di ciò, non potrebbe la dott.ssa Serra chiedere l’immediata rimozione da Google maps della foto infamante? Non m’intendo degli aspetti giuridici della questione, ma penso che con un po’ di determinazione si potrebbe venire a capo dell’increscioso incidente.

  19. Occhio alla penna permalink

    Grandioso signor aristide.
    Che ffigure di mmerda questa amministrazione.
    Non ne imbrocca niuna.

    • Se non dànno nel brocco, se cioè non colpiscono il bersaglio al centro, non è solo perché non sanno tirare. Il fatto è che pretendono di tirare comunque, così, tanto per agitarsi, anche quando non sanno tirare.
      Sarà bello ricostruire la vicenda, e trovare le motivazioni di certe fughe in avanti, quando ne sapremo di più. Perché a me tutta questa storia puzza di essere una disastrosa fuga in avanti, non riesco nemmeno a prenderla sul serio.
      Sono invece — purtroppo — una cosa seria i provvedimenti disciplinari, se ci saranno. E, se ci saranno, dovranno essere seriamente motivati. Mi sembra il minimo che si possa chiedere, la serietà dei romani antichi, la gravitas. Avendo anche presente che gli arzigògoli burocratici non possono essere fatti passare per attestazione di gravitas: sono soltanto pallosi; pallosi e ridicoli.

  20. Unto permalink

    Cadranno, sono nel marasma, quindi cadranno, e presto, nel deficit epicureo.
    [Più che epicurei, mi paiono dei piagnoni, che a Firenze erano i seguaci del frate domenicano Savonarola. Ma, ovviamente, questi di casa nostra non sono autentici. I piagnoni fiorentini, antesignani dei Nandorlandi di fine del secolo passato (Nando dalla Chiesa e Leoluca Orlando), erano dei gran rompicolglioni, fanatici e cattivi. Ma credevano in qualcosa. I similprogressisti curnensi calzano i sandali francescani, partecipano alle processioni con le fiaccole (alcuni sono anche “candelai”, sempre nel significato fiorentino della parola), osannano Vera Baboun, ma sono cinici e falsi, come gli scribi e i farisei. Ma hanno la faccia tosta di voler cammellare tutto il cammellabile, compreso don Giancarlo, papa Francesco e lo stesso Gesù. Che però, come sappiamo, scagliava maledizioni contro gli scribi e i farisei e prendeva a frustate i markettari del Tempio: gli aziendalisti, insomma. N.d.Ar.]

    Siamo arrivati al:-tutti contro tutti:-. Prima alleati, ora disallineati. Si stanno modificando le linee guida per una ripresa della sacralità del governo.
    [Così è nel Pd. Ma anche nella Lega: sono sotto pressione, anche loro; a Curno, in particolare. Ma a noi non interessa più che tanto, non tifiamo per nessuno: che cuociano nel loro brodo. Di Forza Italia non parlo, perché sarebbe come intavolare una discussione sul tema: “Le galline pisciano, o non pisciano?”. N.d.Ar.]

    Vuole scommettere che Max si farà avanti solo quando tutti si saranno disinnescati a vicenda? A questo punto si proporrà come unico risolutore d’inganni, come la persona più credibile del palinsesto ecclesiastico-sinistro. Se poi il programma per la conquista del potere compie uno scarto a destra, va bene lo stesso, per lui.
    [Anzi, meglio, oserei dire: N.d.Ar.]

    L’importante è che ci sia qualcuno con le bandierine in mano, come negli aeroporti, per segnalare la direzione agli aerei, che gli indichi dove puntare.
    [Già, Max Conti punta sul cavallo vincente. Un bel problema: chi vince, infatti? N.d.Ar.]

    Paura éh!!!

  21. Fascio-leghista??? permalink

    Che bei tempi quando erano duri…

    http://www.bergamonews.it/politica/il-leghista-pedretti-contro-l%E2%80%99inno-obbligatorio-%E2%80%9Cpuzza-di-ventennio%E2%80%9D-167090

    Ops….e adesso vanno a braccetto???

    http://espresso.repubblica.it/palazzo/2015/05/12/news/ora-matteo-salvini-e-il-leader-di-casapound-1.211901

    Ma Pedro come la mettiamo? Ci faccia sapere quanto prima, siamo in attesa di una sua accurata analisi politica.
    Buonanotte

    • Le perle del giornalismo anglorobicosassone e i colpi di coda del Pedretti

      Eh, e il diritto all’oblio dove lo mettiamo? Lo so io dove lo mettiamo. Qui, nell’isola felice di Nusquamia, non si dimentica niente.
      E Bergamo news che ospita la “grande firma”, il Roberto Pedretti, questa promessa della politica territoriale? Che dire di questa gloriosa testata che, da un lato, annovera un giornalista come Isaia Invernizzi che si definisce, oltre che «guardiano social» anche «anarchico borghese», dall’altro però sotto la direzione di Zapperi rese quel famoso servizietto al Pedretti riportando paro paro la denuncia — contro il sottoscritto — che il Pedretti aveva sporto persso il Comando dei carabinieri pochi giorni prima? Questo sì che è giornalismo, e che tempestività, che precisione! L’articolo che riportava la grande notizia della mia denuncia (conclusasi con un niente di fatto, per quel che mi riguarda, e con la condanna del Pedretti alle spese processuali) era completa delle mie generalità all’Anagrafe e dell’indirizzo completo dell’abitazione: via, numero civico e città di residenza. Chapeau!
      Domanda: secondo voi, se Gandolfi inviasse un articolo a Bergamo news — che so io — sulle manovre di esautoramento della democrazia da parte di Renzi, quei mattacchioni pubblicherebbero?
      Però, perché chiedere al solo Pedretti che, se non vado errato, è ormai marginale nella Lega nord, a parte i colpi di coda, che continua ad architettare, e che non possono impedirgli di dare?
      Vedi, per esempio, la discutibile trovata di consegnare in pubblico le chiavi di un appartamento nella disponibilità del Pedretti (precedentemente abitato da un parente acquisito) a un pensionato sfrattato. Cioè, i patti erano che le chiavi dovesse consegnarle Calderoli, che infatti le consegnò. Ma il Pedretti era lì vicino, mentre le chiavi passavano di mano. L’“evento” aveva luogo nel corso della Bèrghem Fest, davanti a un pubblico cammellato, e in favore dei fotografi! Tutta pubblicità. Merda! Si veda Bèrghem fest, la Lega dà una casa a un pensionato “Noi facciamo i fatti”. E Gesù che disse “non sappia la sinistra quel che fa la tua destra”?. E allora a sorpresa, che ti fa il Pedretti? La sinistra di Calderoli sa quel che fa la destra (o vicevesa), ma ecco apparire una terza mano, quella del Pedretti, sotto la mano del Calderoli, e stringe anche lui le chiavi, per significare l’importanza del suo ruolo (se qualcuno mettesse in dubbio quel che dico, c’è la foto, del resto già pubblicata su Nusquamia).
      Proprio questi gesti disperati dimostrano che, se alla Lega nord vorrebbero il Pedretti marginale, tuttavia la partita dal Pedretti è considerata tutt’altro che chiusa. Qualcuno vorrebbe che fosse chiusa, è vero, ma il Pedretti non è d’accordo: ovviamente.
      Ecco perché, caro lettore, io penso che la stessa domanda rivolta al Pedretti andrebbe rivolta — soprattutto — a Marcobelotti che è il superiore di Pedretti. Com’è noto, il Pedretti non ricopre più incarichi nel partito, è un semplice militante iscritto alla Lega nord di Curno. Dunque, Marcobelotti è il suo superiore: mi sembra che il ragionamento non faccia una piega. Chiediamo dunque a Marcobelotti quale sia il punto di vista della Lega curnense sulla svolta fascioleghista impressa da Matteo Salvini alla Lega nord. Ci aspettiamo una risposta senza cazzeggio, senza giochini di parole. Lo so anch’io che anche il fascismo è identitario, rispetto alal “nazione Italia”. Ma il leghismo era identitario rispetto alla “nazione lombarda” o settentrionale. C’è qualcosa di sbagliato in quel che dico?
      Attendiamo, con poca fiducia, una risposta non cazzeggiante. Il Marcobelotti potrebbe farsi aiutare, nello stendere la sua risposta, dall’intellettuale curnense, già segretario della sezione locale, Tarcisio Foresti.

  22. Max Conti, ’o Presidente

    Annuntio vobis gaudium magnum:

    Habemus praesidem, eminentissimum ac reverendissimum dominum Maximum Comitem, falso-progressorum cornetensium ducem necnon ergolabum in solo nostro actorem.

    Maximus Comes scilicet modo praeses renuntiatus est consociationis quae Bergomum Europaeum nuncupatur, ut ex macrocollo patet, quod infra videre licet:

    Quidnam haec consociatio sibi velit, quos fines assequendos proposuerit, nemo scit. Compertum tamen habemus Maximum Comitem praesidem esse. Sat superque id esse nobis videtur.

    Ergo jubilate Maximo nostro eiusque barbulae hircinae!

    • Col cavolo che traduco in italiano il pezzullo sopra riportato. Coraggio, gatti padani, datevi da fare!

      • Chiederei a coloro che intrattengono relazioni con Max Conti — a Marcobelotti, per esempio, attraverso Rob Pedretti, che intratteneva affettuosa amicizia con Max Conti — di farci sapere qualcosa di più sull’associazione Bergamo Europa, della quale il Max nostro è presidente, in vista di una candidatura alle elezioni regionali lombarde. Funziona così: si crea un’associazione, il presidente sarà un uomo da sistemare e, tanto per cominciare, quel presidente diventa più “candidabile” a ricoprire altre più appetibili cariche. Un po’ come i corsi di formazione per le carriere statali e parastatali: servono, cioè, a far carriera, mica a formare e informare i partecipanti, a dar loro nuove competenze utili.
        Cerando in rete, vedo che alcune iniziative della Fondazione (cattolica) Bonomelli portano il nome di “Bergamo Europa”. E vedo anche che quelli della Fondazione Bonomelli, con sede in via Carnovali, Bergamo, sono in relazione con i mattacchioni della Convivialità delle differenze. Ci troviamo dunque ancora una volta nelle coordinate di cammellamento delle gerarchie cattoliche e di sussunzione delle simpatie dell’elettorato cattolico? O si tratta di una coincidenza, del tutto possibile, riguardo all’uso dell’espressione “Bergamo-Europa” in due ambiti diversi? Insomma, vogliamo “condividere”, o non vogliamo “condividere” l’informazione che ci è così necessaria per orientarci in questo marasma?
        Lo chiediamo, ovviamente, a Max Conti, in prima battuta. Ma sappiamo che Max Conti, in altre cose ebbro, in queste cose invece è sobrio. Ecco perché ci sembra giusto chiedere ragguagli a Marcobelotti che, attraverso il Pedretti, che è un suo sottoposto nel circolo della Lega nord di Curno, potrebbe sciogliere i nostri dubbi e i nostri sospetti al riguardo.

  23. Unto permalink

    Zuzzerelloni barbati di vello caprino. Non si rendono conto che i nodi verranno al pettine, e che pagheranno caro?
    Si attirano il risentimento popolare, come il miele attira le api; ma, attenzione, attira pure gli Orsi i quali, come sappiamo, sono assai più feroci delle piccole api.
    Non parlo di odio (TRA POVERI) alla Salvini, che non sa più che pesci pigliare, dal momento che più nessuno si occupa di sbarchi extracomunitari. Parlo di risentimento, in questo caso condiviso, nei confronti di chi è indifferente ai problemi e alle sofferenze della popolazione curnense, si sgrava delle proprie responsabilità di rappresentante di un partito che dovrebbe essere popolare e si occupa molto di se stesso [e pone il proprio apparire al di sopra dell’essere altrui: N.d.Ar.]

    Ci spieghi piuttosto perché hanno disarcionato il sindaco Gandolfi 40 giorni prima della scadenza del mandato naturale. Ce lo spieghi, possibilmente prima di un prossimo volantino, che non solo potrebbe fargli girare la testa, ma anche quell’altre cose, che i politici dicono di avere, chissà perché. Vedi il Pedretti che diceva di averle, e poderose, ma poi si scoprì che invece…
    [Allude al processo intentato a Bossi per le ingiurie a Napolitano? Questo discorso delle balle che girano mi fa venire in mente i francesi indispettiti di Bartali, secondo Conte (che non è Conti, ed è anche un po’ meglio; Paolo Conte cantava, e cantava seriamente, pur di non cazzeggiare come avvocato):

    N.d.Ar.]

    E già che ci siamo, abbia l’umiltà di spiegare a che cosa serve e a chi serve cotanto spargimento di seme OGM.
    [Seme in senso proprio, cioè biologico, ancorché Ogm? N.d.Ar.]

  24. Facsimile permalink

    Ehmm
    A dire il vero l’associazione è costituita — credo: verificherò — per altri fini [cioè non per consentire ai soliti noti di “far punti”, in vista di carriere politiche e istituzionali, alla pari dei corsi di formazione degl’impiegati pubblici, che ci opprimono anche in virtù dei corsi di formazione? N.d.Ar.] e per aiutare altre persone.
    Verificherò, ma in questi casi il presidente è, al pari del direttore, un umile portatore d’acqua.
    Per dirla con Benedetto XVI, un umile lavoratore della vigna della politicuzza.

    • Ma che cos’è l’Associazione Bergamo-Europa? – Considerazioni garibaldine sui cattolici del non expedit

      Certo, siamo ansiosi di sapere che cosa sia l’Associazione Bergamo-Europa, sotto la cui egida Max Conti fa questa sua uscita pubblica. In rete non son riuscito a trovare niente. Dove possiamo informarci? Quando è stata costituita questa associazione? È un’associazione costituita ad hoc? E, se è un’associazione costituita ad hoc, in che cosa consiste questo ad hoc? Non sarà stata costituita per consentire ai soliti noti di “far punti”, in vista di carriere politiche e istituzionali?
      Può inoltre cortesemente verificare se l’associazione è collegata con l’Opera Bonomelli? Ma l’Opera Bonomelli è di per sé una fondazione benefica. Così stando le cose, che bisogno c’era di una nuova associazione?
      Fra l’altro, il vescovo Bonomelli disse a suo tempo cose sacrosante, quando metteva in luce la convenienza, forse anche la necessità, di un ammorbidimento delle posizioni cattoliche riguardo all’essere attivi nella politica italiana. Mi riferisco — è ovvio — al non expedit di Leone XIII, poi abrogato da Benedetto XV, nel 1916. Peccato però che che i cattolici, tornando a occuparsi di politica nelle istituzioni dell’odiato Stato laico e unitario, si comportassero poi come malandrini.
      Ho già ricordato, credo, che mio bisnonno Luigi Belingardi, che dirigeva a Bergamo un’Opera che sovveniva alle necessità degl’indigenti, fu rimosso dall’incarico per le mene dei cattolici, quando presero il potere nella “Città dei Mille”. La colpa di mio bisnonno? Era socialista ed era stato volontario garibaldino nell’ultima impresa italiana [*] dell’Eroe dei due mondi, quando Garibaldi si propose di annettere il Trentino all’Italia, e finì come sappiamo. L’Italia fu sconfitta in terra e in mare, a Custoza e Lissa; l’unica vittoria fu quella garibaldina a Bezzecca. Ma proprio a Bezzecca Garibaldi ricevette il celebre telegramma che gl’imponeva di retrocedere, ed egli rispose con il non meno celebre “Obbedisco!”. Questo avveniva nel 1866, al tempo della merdosissima (cosiddetta) III Guerra d’Indipendenza. [**]
      Mio bisnonno però al momento della fine delle ostilità si trovava dalle parti di Vezza d’Oglio, in Valcamonica, dove i volontari garibaldini — che contavano medici, avvocati, professori e studenti, come lui, che era uno studente di 17 anni, ma poco avvezzi alla guerra di montagna — furono sbaragliati dai rustici Schützen, che dal Trentino si erano spostati nel bresciano, al comando di von Albertini, di nascita svizzero ma maggiore nell’esercito imperiale austriaco.

      —————————————-
      [*] L’ultima impresa di Garibaldi fu compiuta in Francia, nel 1870, al tempo della guerra franco-prussiana, quando Garibaldi, con i suoi Cacciatori delel Alpi, fu l’artefice dell’unica vittoria contro gl’invasori prussiani che avevano posto l’assedio a Parigi e umiliato i nostri cugini.
      [**] In realtà l’Italia dei Savoia (che non va confusa con l’Italia di Dante, Petrarca, Boccaccio, Galileo ecc.) si inserì, sciacallando, sulla più ampia guerra austro-prussiana.


      • La compagnia di giro orobico-similprogressista si riconosce in Bergamo-Europa

        In mancanza di ulteriori ragguagli, che ci sono stati promessi, cominciamo a prendere atto di quanto ci fa sapere Antonio Misiani (toh! per qualcuno di voi è una sorpresa? c’è qualcuno che ancora ignora che le prospettive di carriera di Max Conti fanno perno su Misiani?) in un suo messaggio appuntato (“post”, in linguaggio coglione) sul suo profilo prosopobiblico. Facendo clic sull’immagine qui sopra è possibile leggere il comunicato di Misiani.
        Il pezzullo dell’Eco di Bergamo contiene una dichiarazione di ’o Presidente, Max Conti: dice che l’associazione vuol rappresentare tutta la provincia (ergo: massima “sinergia” con la dott.ssa Serra). Il direttore, invece, dice che l’associazione vuol essere al servizio della comunità. E chi ci crede? E se servisse alla carriera di Presidente e Direttore? A pensar male, diceva Andreotti…
        Altro che associazione benefica!

    • Prospettiva Gregoriana permalink

      Benedetto XVI non ha mai detto una fesseria del genere. Tanto per gradire.
      [Perché i lettori capiscano: queste parole fanno riferimento all’oracolo pronunziato da Fascimile (“facsimile” alla stregua del similgatto padano, che è una replica del gatto padano doc, gran falsificatore e aspirante scudiero della dott.ssa Serra?). Il quale si espresse in questi termini: «Per dirla con Benedetto XVI, un umile lavoratore della vigna della politicuzza». Dubito anch’io che Benedetto XVI abbia detto qualcosa del genere, soprattutto con siffatte espressioni: che non condanno, per carità; ma non vedo perché si debba privare Benedetto XVI del suo stile. Sarebbe come costringere Aristide a dire “cazzo!” invece del classicheggiante “verga!”, dal lat. ‘virga’, come disse Brancaleone. N.d.Ar.]

      • Mela Marcia permalink

        uffa.
        prima di essere eletto in conclave, nella messa da lui celebrata “pro erigendo romano pontefice” (corregga il latino che sarà sbagliato) e anche dopo l’elezione, si espresse così:
        desidero essere solo un umile lavoratore della vigna del signore.
        Una delle sue uscite più celebri, se non la più celebre.
        memoria corta?

        • Ad fontes (cioè “alle sorgenti”: il metodo d’indagine degli umanisti)

          Nella Missa pro eligendo Romano Pontifice (vedi) a conclusione della sua omelia, papa Ratzinger si espresse così:

          Ma in questa ora, soprattutto, preghiamo con insistenza il Signore, perché dopo il grande dono di Papa Giovanni Paolo II, ci doni di nuovo un pastore secondo il suo cuore, un pastore che ci guidi alla conoscenza di Cristo, al suo amore, alla vera gioia. Amen.

          Chi non si fida della trascrizione riportata nel sito del Vaticano, può ascoltare la viva voce del papa teologo:

          Ma è pur vero che siti poco attendibili, come quello dei papaboys, quelli affiliati ai mattacchioni della convivialità delel differenze ecc. hanno fatto confusione tra l’omelia del 18 aprile 2005 e il saluto di Benedetto XVI, dalla loggia della Basilica vaticana, pronunciato il successivo 19 aprile (si veda nel sito del Vaticano Benedizione apostolica Urbi et orbi):

          Cari fratelli e sorelle, dopo il grande Papa Giovanni Paolo II, i signori cardinali hanno eletto me, un semplice e umile lavoratore nella vigna del Signore.

          Queste parole sono state pronunciate dopo ilconclave, e non prima, come scrive lei. E, in ogni caso, Benedetto XVI non ha parlato di «politicuzza», come lei aveva scritto precedentemente, non sarebbe stato nel suo stile, proprio come scrivevo. Lei avrebbe dovuto esprimersi così: “parafrasando Benedetto XVI…” e non “per dirla con Benedetto XVI…”. Faccia, se vuole, una ricerca in rete, vedrà che io scrivo sempre così, quando riprendo un’espressione altrui, mutandone le parole o anche il significato: «parafrasando…».
          Già a suo tempo avevo proposto qui su Nusquamia un corso a pagamento, per niente palloso, senza slàid, ricco di brio, cultura e divagazioni ironiche, mica come i corsi di formazione per mongomanager: un corso di cultura generale, dialettica e retorica (quella buona, non cazzeggiante), per aspiranti politici volenterosi di dirozzarsi. I proventi sarebbero serviti per finanziare lautamente la campagna di Gandolfi. Dico “lautamente”, perché per essere efficaci, come le sedute psicanalitiche, quei corsi devono essere dispendiosi; avendo tuttavia io il diritto di accogliere a titolo gratuito gli amici, le ragazze belle e non determinate (e intelligenti), nonché quello di subordinare l’isrizione al superamento di un esame di ammissione. Come contraltare alla politica sessista dell’Amministrazione serrana, subdolamente discriminatrice nei confronti del maschio, le donne determinate, oltre che quelle vecchie e laide (come dice Cecco Angiolieri [*]), nonché il gatto padano doc non sono ammessi, a prescindere. Dico questo non subdolamente, ma apertamente.

          P.S. – È possibile avere qualche ulteriore ragguaglio sulla neonata associazione “benefica” Bergamo Europa? O sarò costretto ad approfondire con i miei modestissimi mezzi? (Ma sempre meglio dei giornalisti anglorobicosassoni che pubblicano i comunicati stampa degli amici, trasformati in interviste e articoli al servizio del lettore, nonché, all’occorrenza, le denunce a carico dei “nemici”, così che si prendano un po’ di paura e che “imparino la lezione”.)

          ————————————
          [*] Qui è giusto acrivere «come dice», perché Cecco Angiolieri si espresse proprio così: «S’i’ fosse Cecco, com’i’ sono e fui, / torrei le donne giovani e leggiadre: / e vecchie e laide lasserei altrui».

  25. Unto permalink

    Non tiriamo in ballo il papa. Non ne siamo degni. E poi non fa marketing coinvolgerlo.

    • Prospettiva Gregoriana permalink

      La vigna del Signore è fonte di vita e grazia, quella inquinata e inquietante della politicuzza produce acido solforico, nella migliore delle ipotesi.
      Per questo si tratta di una gran fesseria, caro il mio nobile, estranea a qualunque stile, nel senso proprio del termine. A maggior ragione non può essere presuntuosamente e in modo sciacquettaro accostata allo stile di Benedetto XVI, che ha un suo rigoroso stile di altissimo livello.

  26. Impariamo a conoscere Bergamo Europa


    Locandina di un’uscita pubblica di Bergamo Europa. Dove? A Curno, naturalmente. Chi interviene? L’on. Misiani, naturalmente, che è il conte zio di Max Conti, proprio come Calderoli è (fu) il conte zio del Pedretti, amico intimo di Max Conti. [*]

    Bergamo Europa è un’associazione determinata a farsi sentire. Apprendiamo dalla pagina cinguettante di Bergamo Europa (vedi) che:
    a) la prima uscita pubblica di Bergamo Europa è del 26 ottobre, ed è avvenita sotto ottimi auspici, visto che i lavori erano aperti da Nando Pagnoncelli, ben noto e uomo di panza dei sondaggi, e da Rodeschini dell’Ufficio studi dell’Unioncamere, coordinati dal responsabile della redazione Web del giornale amico, l’Eco di Bergamo. Bene, ottimo sotto il profilo delle pubbliche relazioni, complimenti. Tutto molto aziendalistico e molto istituzionale.
    b) Bergamo Europa si occupa di formazione (grande business in prospettiva, e molto “in” (squit, squit, squit!).
    c) Bergamo Europa si domanda se la città di Bergamo è “smart”, cioè se Bergamo è “fica” (“smart” si traduce in latino “scitus” e in italiano “fico”). Si veda su Bergamo news La città è smart? Ne parlano Michele Vianello e BergamoEuropa.

    Ma, soprattutto, BergamoEuropa è un’associazione determinata perché sono determinati il Presidente e il Direttore.

    1. Determinato è ’o Presidente, il nostro Max Conti, del quale non mette conto di parlare, perlomeno a Curno: i) è attore del territorio (il piano di lottizzazione Ecodomus insiste su terreni di proprietà, al momento dell’operazione, dei cugini Conti e dell’ex assessore — fedifrago — Giovani Locatelli); ii) è segretario della sezione del Pd di Curno; iii) si disinteressa dalla vita di partito a Curno e delle sofferenze dei curnensi, ma ha una cura maniacale della propria carriera; iv) ebbe un ruolo decisivo nel preparare con l’amico Pedretti il disarcionamento di Gandolfi, onde spianare la strada alla piucchedeterminata futura sindachessa, dott.ssa Perlita Serra.
    2. Determinato è anche il Direttore, Dino Pusceddu, sindacalista ed ex presidente dell’Assemblea cittadina del Pd di Bergamo, dimissionario a seguito di una tormentata controversia interna al partito, per questioni di compatibilità: si veda Cgil: “E’ incompatibile”. Bufera sul presidente Pd, ora pronto alle dimissioni.

    Insomma che cosa rappresenta l’Associazione Bergamo Europa? Dal nostro punto di vista, notoriamente libertario, è un’associazione della quale assolutamente non si sentiva il bisogno; anzi, costituisce per noi libertari, antiburocratici, antiaziendalisti e viandanti sulla via della scienza e dell’umanesimo una sorgente di preoccupazione:
    a) svolge un’azione di lobby, come si evince da un’occhiata alla pagine cinguettante (Twitter);
    b) se tiene corsi di formazione, c’è il pericolo che, grazie all’azione di lobby, riesca a farsi assegnare senza colpo ferire incarichi di formazione pagati dal contribuente, di utilità difficilmente misurabile e tutt’al più certificata da Pagnoncelli;
    c) ha un’impostazione aziendalistica;
    d) promuove la carriera nel partito e nelle istituzioni di Max Conti e Dino Pusceddu. Non conosciamo Pusceddu ma conosciamo abbastanza bene Max Conti per negare che abbia caratteristiche idonee a rappresentare i cittadini lombardi nel Consiglio regionale. Abbiamo bisogno di uomini come Quintino Sella, di ampie vedute, ampia cultura e capaci di ragionamento sistemico. Organizare complotti non può essere titolo di merito.
    ——————————————-
    [*] Spero che Max Conti abbia il buon gusto di non rinnegare l’amicizia con il Pedretti, da lui apertamente professata a parole e soprattutto con i fatti, quando i due Dioscuri organizzarono il complotto serrapedrettista ai danni del sindaco del buon governo, Angelo Gandolfi.

  27. Brevi dall’Osservatorio di Nusquamia: Pusceddu, Max Conti e gli aperitivi del Pd


    Pusceddu chiama, Max Conti risponde.

    Dino Pusceddu, direttore di Bergamo Europa, apre una pagina di Facebook intitolata “Il Pd in ascolto del territorio”. Il pretesto è fornito da una “Consultazione del Partito democratico sull’assetto istituzionale della Regione Lombardia“. Consultazione fra chi? I consulenti consultati sono rappresentativi di che cosa? Quale peso, cioè, possiamo attribuire alle loro risposte? Con quali regole si svolge la consultazione? L’esito della consultazione è vincolante? E se non è vincolante, perché agitarsi fra quattro gatti che a priori “condividono”? Per dire al partito “noi ci siamo e siamo importanti”? O, quanto meno, “siamo determinati a diventare importanti”?
    Boh, questa consultazione mi sembra una cattiva copia delle prassi di democrazia liquida dei grillini: i quali, in questo genere di cose, a modo loro, sono più seri.
    Come che sia, il Pusceddu fa propria questa idea di consultazione, collegata con la campagna di tesseramento al Pd e a un “evento” di sbevazzamento di aperitivi. Si veda Aperitivo e iniziativa pubblica.
    In ogni caso, il Pusceddu promuove e il Max Conti, ’o Presidente di Bergamo Europa, a proposito del tesseramento, risponde così:

    A Curno già molte tessere.

    Che significa? Molti hanno rinnovato la tessera, oppure molte sono le tessere nuove di pacca? Ma “molti” quanti?
    Come che sia, Dino Pusceddu risponde all’annuncio autopromozionale e gorgogliante del Max Conti (lui è il segretario del circolo locale, ohibò) con un bel “mi piace”, come si vede nell’immagine qui sopra.
    Insomma, se la cantano e se la suonano. E fanno sapere al partito che loro sono determinati a diventare sempre più importanti. A che altro serve, infatti, quella loro associazione, Bergamo Europa?
    C’è però una cosa che ci sconcerta: perché Misiani, che è una persona intelligente, dovrebbe prestarsi a questo gioco? Gli conviene fare la figura del conte zio, come Roberto Calderoli che ne impersonò il ruolo nei confronti del Pedretti?

  28. Mela Marcia permalink

    Grande Aristide

    Quando si tratta di non afferrare il concetto solo il Gatto Padano le fa pelo e contropelo.
    Ma lei mi sa che finge di non capire, ol gatto invece…
    [Quale concetto non avrei capito, o avrei fatto finta di non capire? Il ruolo benefico dell’Associazione Bergamo Europa? La numerosità degl’iscritti al Pd di Curno? Il concetto di “mi piace”? Se è questo, è un concetto che disprezzo, come del resto ho sempre disprezzato il “mi-piace-non-mi-piace” assessorile, soprattutto su cose di cui non capiscono una mazza (cultura, ambiente, energia ecc.). E di quale gatto parliamo? Il gatto padano doc o il similgatto? N.d.Ar.]

  29. Chi menava la cazzuola? permalink

    http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/15_novembre_09/lega-conti-pazzi-mezzo-milione-multe-laurea-albanese-53d8466c-86fe-11e5-858b-c98d4f30b0b8.shtml

    Ucci ucci sento odor di geometrucci….

    “Tra queste, …….. e i lavori di casa dell’ex leader a Gemonio.”

    Chi si smanettava di cazzuola?

    [Ma lei crede veramente che arriveremo ad conoscere certe verità scomode? Guardi, io ho perso ogni speranza. Un po’ come per il tesoretto di Craxi. Che poi c’era davvero, e pare che un bel po’ di quel gruzzolo sia finito nella disponibilità di tale Maurizio Raggio, playboy e faccendiere, grande amore di Francesca Vacca Agusta, quella del villone di Portofino, morta tragicamente. Ma niente riguardo a quel tesoretto è venuto fuori, niente di certo, voglio dire, perché la realtà del gruzzolo era protetta da un sistema di veti incrociati, tali che chi avesse spostato un tassello della cupola che proteggeva la realtà, sarebbe perito sotto le macerie, dopo il crollo della cupola. Se ho capito bene, la linea difensiva di Bossi è che quei soldi c’erano, è vero, ma un po’ li ha presi lui, un po’ ne ha presi Maroni e un po’ Salvini in persona. Però Salvini, a suo tempo, non si costituì parte civile contro Belsito. È stato sobrio, anche lui, come certi politici indigeni curnensi, di destra e di sinistra (cosiddetta). N.d.Ar.]

  30. Massimo permalink

    Bene..il blogghe sie’ rivitalizzato. Avanti avanti..

    • Nusquamia: niente sangue, prego, né cazzeggio. Qui si ragiona

      Lei evidentemente è uno di quelli che ritiene vitale un diario reziale se vi scorre il sangue, se c’è cazzeggio, se vi sono tentativi di arrembaggio. Premesso che la categoria vitalistica non “mi appartiene”, per dirla con un’espressione che piace ai malacculturati, in quanto fondamentalmente fascista (insieme con il giovanilismo ecc.), e che questo diario non si propone di far faville, ma di ragionare e accompagnare un’opinione pubblica allo stato nascente a una visione critica della miserabile realtà italiana e curnense — ciò premesso, dicevo — io non mi compiaccio di veder scorrere il sangue, ma del livello culturale di Nusquamia, che pure parte dall’analisi di una realtà culturalmente depressa. Parimenti mi compiaccio di essere riuscito a debellare — speriamo per sempre — i tentativi di arrembaggio e di cazzeggio. La navicella di Nusquamia si è prefissa una rotta e a quella si è attenuta e intende attenersi, nonostante il cazzeggio e gli assalti. Questo è molto più importante che essere genericamente “vitali”.
      E poi, da che cosa si misurerebbe la vitalità? Dal numero degl’inteventi, compresi quelli di cazzeggio? No, la vitalità (parlo di quella intellettuale) si misura dal numero dei lettori educati e ragionevoli, che — al contrario — continua ad aumentare. Naturalmente non mi sfugge che molti lettori approdano a Nusquamia su indicazione dei motori di ricerca: non c’è da meravigliarsi, considerata la varietà dei temi trattati, e la cosa non può che farmi piacere. Inoltre Nusquamia è seguito anche dai nostri avversari, che proprio grazie a Nusquamia sono tenuti a giorno di certe mene dei loro colleghi, e riescono a intravedere che cosa li aspetterebbe nel caso in cui si cimentassero in certe manovre azzardate. Leggendo Nusquamia i nostri avversari un po’ si demoralizzano, ma hanno il vantaggio di intravedere alcuni scenari possibili, come in una sfera di cristallo.

  31. Unto permalink

    @ Mela marcia.
    Se non sa argomentare, non faccia domande e, se fa domande, le faccia intelligenti; ah…pardon:-intelligienti:-.
    Risponda a questa mia domanda piuttosto, se per lei non è troppo complessa.
    Chi ha il vello caprino, belante non è, ma prono si pone al fellone marpione?
    Non è difficile, chi indovina diventa presidente di associazione di lustra ciàpp per conto terzi: con tutti i certificati a posto, s’intende. Ci mancherebbe!
    Non serve il nome, basta la caricatura.

  32. Oil permalink

    Saranno almeno vent’anni, più venti, che sento dire che i pretesi olii extravergine [ma certificati a norma di cacata carta, immagino: N.d.Ar.] sono di origine transmarina e, quel che è peggio, di qualità discutibile.
    [Il lettore si riferisce allo scandaletto di olii “vergini” messi sul mercato italiano, da aziende italiane, come “extravergini”: un po’ come spacciare per cioccolato olandese, fondente, una roba fatta con la Nutella. Un bell’affare! N.d.Ar.]

    Eppure ci fu un produttore d’olio, di Chiaramonte Gulfi (quello vero) che disse:-fanculo il jazz:-Carapelli, Bertolli, Sasso, Coricelli, Santa Sabina, Prima Donna e Antica Badia.
    Grandi marche, grandi profitti, grandi incu…e. Ma la gente subisce!
    Vi chiederete: che cosa c’entra con i nostri ragionamenti? C’entra, c’entra. Il concetto è che, ogni tanto [per l’eterogenesi dei fini, per dirla in punta di lingua? N.d.Ar.] i nodi vengono al pettine, ogni tanto spunta un “giudice di Berlino”, qualche volta i ciurmadori pagano. E i nostri avventurieri, quelli che trafficano con la politica contraffatta? Pagheranno… ah, se pagheranno.

    • Nadia permalink

      Da meditare sul fatto che quei marchi e quelle aziende sotto tiro, appartenenti a società italiane, sono di proprietà francese…

      • Divagazioni, dall’olio d’oliva all’humanitas; quindi, atterraggio sul Pedretti

        Ah, non sapevo! Di qui traiamo una conclusione generale, che dunque non suona un rimprovero nei confronti degli amatissimi cugini francesi (amatissimi a prescindere dalla mistica celtica, ovviamente: abbiamo in comune una humanitas, che prescinde dalle baggianate identitarie celebrate dagli Ur-leghisti, e le precede; mi astengo di proposito da ogni discorso su Zivilisation e Kultur, a meno che i gatti padani insistano per avere ragguagli).
        La conclusione generale è che gli americani, i francesi, gl’inglesi, i tedeschi ecc., certe cose a casa loro non le farebbero, o le fanno meno, se le fanno. Però, l’Italia essendo un pisciatoio, qui invece le fanno a cuor leggero. Del resto, chi non ha preso atto, alle volte con un certo divertimento, dell’audacia spericolata degli svizzeri al volante, in Italia? Fanno qui cose che a casa loro, dove vige una sana e sacrosanta repressione, mai e poi mai si sognerebbero. [*]
        Ovviamente, non tutte le ciambelle riescono col buco. Non facciamoci illusioni però. Sono pessimista, pur prendendo atto di certi segnali positivi. È di oggi la notizia che, grazie a opportuna azione di repressione da parte della Guardia di Finanza, le spese pazze alla Regione lombarda sono calate dell’85% (cito a memoria, non ho il giornale sotto mano). Sappiamo inolte che il Pedretti è stato condannato dalla Corte dei Conti, con sentenza di primo grado, a rifondere i piccioli spesi per gingillini e Chardonnay. Il fatto che i giornali anglorobicosassoni non abbiano riportato la notizia non ne scalfisce la verità (la notizia era però riportata sul dorso milanese del Corriere della Sera, che non è anglorobicosassone).

        —————————————–
        [*] Da noi tutt’al più s’impongono limiti di velocità sui rettilinei, per consentire alle forze di polizia locale di appioppare multe agli automobilisti incauti. Serve per rimpinguare le casse dei Comuni, che con quei soldi promuoveranno “eventi”, alle volte coronati da cerimonie officiate dal sindaco fasciato e tricolorato.

  33. Questa non è una tregua

    È una bella giornata, mi concedo il lusso di attendere alle letture preferite in luogo aprico, via dai computer dell’antro abduano.
    Però, voi mattachioni della convivialità delle differenze sposate con il più bieco aziendalismo, avete poco da gioire. Siete sempre e comunque sotto controllo, lo sapete bene. Perciò quell’associazione “benefica”, Bergamo Europa… secondo me dovrebbe darsi una calmata. Qui è come nella battaglia navale, siete sotto tiro, e potreste essere colpiti.
    Idem con patate per quanto riguarda i fascioleghisti. A proposito, come la mettiamo con i fondi del partito. Li ha presi verametne soltanto Bossi? Che dice in proposito Marcobelotti? Sempre in apnea?

  34. Una lezione di umiltà da parte di papa Bergoglio. Per favore, ditelo alla dott.ssa Serra

    Trovo molto interessante la p. 6 del giornale sabaudo La stampa oggi (11 novembre 2015) in edicola. Giudichi il lettore facendo clic qui. Si veda in particolare l’articolo riportato in taglio basso, che porta il titolo Un colpo a élite e movimenti VIP. «Meglio il cristianesimo umile». Vi si legge tra l’altro:

    Nel tracciare il cammino, Francesco suggerisce a tutti di guardare al «cristianesimo generico» del popolo di Dio, anche dove è un piccolo gregge un po’ sgangherato, piuttosto che puntare sui movimenti organizzati, sulle élite d’assalto, sui progetti che credono di influenzare il pensiero di massa attraverso le «battaglie culturali».

    Com’è noto, i similprogressisti curnensi (e non solo; ma quelli curnensi sono particolarmente sfacciati) hanno l’impudenza di cammellare il papa. Così facendo, come abbiamo avuto modo di osservare, più di una volta, costoro pensano di essere furbi e di cogliere due piccioni con una fava: da un lato, catturare frange di elettori cattoprogressisti; dall’altro, soprattutto, entrare nelle grazie degli ambienti che contano nella Bergamo di antica tradizione curiale, oggi di rito riformato, ma detentrice del potere di sempre. Questi ambienti hanno il potere di decidere della carriera politica e istituzionale degli esponenti similprogressisti, in particolare della carriera della dott.ssa Perlita Serra e di Max Conti. I quali cammellano il papa (o, quanto meno, ci provano) per poter essere cooptati dalle persone che contano a sedersi nei posti che contano.
    La dott.ssa Serra dovrebbe a nostro sommesso parere tenere conto dell’indicazione di comportamento suggerito dal pontefice, nella quale i resistenti di Nusquamia, compresi i suoi esponenti più fervidamente laici (quorum ego), si riconoscono toto corde. [**] A maggior ragione dovrebbe riconoscervisi la dott.ssa Serra che si è sempre professata vicina ai credenti (vedi le processioni con fiaccole e sandali francescani; vedi l’ostensione della sindachessa betlemita Vera Baboun, in collaborazione con le Acli e i mattacchioni della “convivialità delle differenze”, che ha fatto tappa anche a Curno, novella madonna pellegrina; vedi la lettura dei Salmi in piazza Dante tra “li meglio Vip” di Bergamo).
    Non ci vuol molto a cogliere la contraddizione tra l’indicazione di umiltà espressa da papa Francesco e il comportamento della dott.ssa Serra, che, pur di apparire fasciata e tricolorata, è arrivata a officiare una cerimonia in occasione dell’acquisto di una Toyota usata da parte del Comune di Curno; e che non si peritò di apparire in una pubblica lettura (un “reading”, come anche dicono i maleacculturati, quando se la tirano da persone acculturate) dei Salmi insieme al vippame orobico. Lei nella notte tra il 28 il 29 novembre 2014 c’era, in piazza Dante a Bergamo, insieme con il sindaco di Bergamo Giogio Gori, con il pubblico ministero Pugliese, con il direttore Gàndola dell’Eco di Bergamo, con un rappresentante della Confindustria del quale non ricordo il nome e con tutta la crema del bel mondo bergamasco. Si veda In piazza Dante arriva la tenda di Abramo: al via una maratona dei Salmi.
    Anche Max Conti farebbe bene a ridimensionare lo slancio impresso a quella nuova associazione che si pretende «benefica» e della quale non si sentiva alcun bisogno: parlo di “Bergamo Europa”, che nelle sue intenzioni dovrebbe promuoverlo nell’empireo dei Vip orobici.
    Guardate che non sono io a dirlo. Lo dice quello stesso papa Francesco che lorsignori vorrebbero cammellare: no dunque alle «élite d’assalto», no ai «progetti che credono di influenzare il pensiero di massa attraverso le “battaglie culturali”». Bravo papone!
    Insomma, l’abbiamo capito tutti, e il papa vi ricorda che l’abbiamo capito proprio tutti: le vostre cosiddette battaglie culturali, le vostre iniziative, le vostre associazioni lungi dall’essere benefiche, come avete l’ardire di affermare, come se fossimo tutti fessi, potrebbero essere malefiche.

    Concludo osservando che quest’anno invece, «dopo il successo della precedente edizione con la lettura continua dei Salmi», l’Associazione cattoprogressista Molte fedi sotto lo stesso cielo ha proposto “La Notte dei Vangeli”. Dalle 17 di venerdì 30 ottobre sino alle 11 di sabato 31 allo spazio Creberg del Quadriportico del Sentierone si è tenuta la lettura continua dei Vangeli sinottici e degli Atti degli apostoli. Allo stato attuale, non ci risulta che la dott.ssa Serra vi abbia partecipato: d’altra parte quest’anno non era prevista la presenza di Vip. Perché niente Vip? Immagino che quest’anno le Acli bergamasche siano state messe in riga da papa Francesco: basta con i VIP! Non se ne può più! Pare addirittura (ma non so se sia vero) che alcuni cristiani fondamentalisti avessero minacciato di bruciarsi in piazza, come i monaci buddisti, qualora le Acli avessero continuato a patrocinare la scandalosa commistione dei valori cristiani e dei disvalori del successo [***] ostentato dai Vip.

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    [*] Uh! La mistica delle associazioni: squit, squit, squit!
    [**] Scusate il latino: mi esprimo così per esigenza brachilogica, per non perdermi cioè in troppe parole. Se i gatti padani non capiscono, cerchino le parole sul vocabolario, che esiste proprio per questo.
    [***] L’ansia di successo, la fregola di stare con i Vip, è in palese contraddizione con la Buona novella (cioè, il Vangelo) predicata da Gesù Cristo, che abrogava l’antica e barbarica legge mosaica. Sono oggi buccinatori degl’infami disvalori del successo gli screditati mongomanager, le loro pornomogli che accompagnano i figli a scuola in Suv e parcheggiano come gli piace, gl’impiegatucci in carriera che non si vergognano di aver fatto della servitù volontaria una scelta di vita, i miserabili assessorucoli assatanati di potere ecc.

    • Consigli a due consiglieri curnensi, in occasione della prossima seduta di Consiglio, lunedì prossimo

      Come vediamo qui sopra, la dott.ssa Serra è istituzionale e asseverativa, abbondante nei sorrisetti. Ma almeno non bofonchia e non gorgoglia, come certi politici indigeni curnensi; i quali risulterebbero incomprensibili, quando prendono la parola, per esempio, nel corso del Consiglio comunale, se non ci venisse in soccorso la banalità del loro discorso (dàie ai Gandolfi, i nostri marò ecc.): le lacune acustiche sono riempite dalla prevedibilità dei fonemi mancanti, bofonchiati o gorgogliati.
      Consiglio loro di fare gargarismi, mangiare fette di pane spalmate di pasta d’acciughe ed esercitarsi a parlare — a casa, però — tenendo dei sassolini in bocca, per stimolare la motilità della lingua.

  35. 26 anni fa la svolta paracula della Bolognina, tre giorni dopo il crollo del muro di Berlino

    Il 12 novembre ricorre l’anniversaerio della “svolta della Bolognina”, consumata nel 1989, tre giorni dopo la caduta del muro di Berlino. Come dopo l’8 settembre 1943, dopo il proclama di Badoglio, ci fu tutto un fuggi fuggi, uno sbarazzarsi frettoloso delle vecchie divise. I vecchi tromboni preferivano glissare, i giovani rampanti come Veltroni (“giovane”, allora) che pure erano stati iscritti al Pci ricoprendovi incarichi ragguardevoli, arrivarono a negare di essere mai stati comunisti. Occhetto dirà di voler dar vita a una “sinistra dei club”: merda! quasi che fosse un rivoluzionario francese, un Marat, un Saint-Just, e non un piccolo borghese aziendalista e ambiziosetto!
    Come si vede nel filmato, in occasione della svolta paracula (smettono di chiamarsi comunisti per non fare i conti con la realtà) Occhetto, che da sempre smaniava di tradire la classe operaia, ci fa pure un pianterello.

    Proiezione curnense – A Curno Pepito el memorioso si adegua, getta anche lui la bandiera rossa nel fosso. Quindi favorirà la presa di potere della Perlita Serra e del Max Conti. I bene informati dicono che Pepito, adesso, è scontento dei due. Sì, lui sarà sontento, ma i due sono in carriera e non sarà Pepito a fermarli. O li ferma Nusquamia, o li fermano i rivali all’interno del loro partito. Ma la Serra è abile e Max Conti ha creato con Pusceddu l’associazione “benefica” Bergamo Europa che, più che altro, dovrebbe beneficare (meglio che “beneficiare”: nota di 3^ F) proprio loro due.

  36. Il debutto di Max Conti in qualità di presidente di Bergamo Europa

    Venerdì 13 novembre, alle 21, presso la Sala civica Cattaneo, via Emilia 5, Curno, Max Conti debutterà a Curno in qualità di presidente dell’associazione “benefica” Bergamo Europa, creata con Dino Pusceddu (Max Conti, aziendalista, ne è il presidente; Pusceddu, sindacalista, è il direttore).
    Il pretesto è, ovviamente, di tipo culturale (come dice papa Francesco: «credono d’influenzare il pensiero di massa attraverso le “battaglie culturali”». È fornito dalla presentazione del libro di Eva Giovannini, Europa anno zero, pubblicato per i tipi della Marsilio. Vabbè, un pretesto sempre più plausibile di certi altri libri che sappiamo, come quello della Di Piazza, preso a pretesto dalla sindachessa Serra e dalla consigliera Bellezza per l’attuazione di una qualche “buona pratica”, come da accordi presi dall’Amministrazione curnense con la lobby Lgbt, allorché hanno aderito, in nome dei cittadini tutti, alla rete Ready-Lgbt.
    Ciò premesso, mi coglie l’obbligo osservare che la Giovannini, inviata di Ballarò, è una persona intelligente, sa quel che dice, non è lecchina e ha cultura, tanto da avere in uggia gli stereotipi sciacquettistici sui quali si adagiano i similprogressiti di nostra conoscenza. Non vedo perché dovrei parlarne male, solo perché Max Conti cercherà di farsi bello, come fa sempre, appena se ne presenti l’occasione.
    Interverranno alla presentazione del libro l’autrice, ovviamente, e l’on Antonio Misiani, altrettanto ovviamente, visto che sotto le sue alucce Max Conti intende far carriera.
    Max Conti, più che ovviamente, pronuncerà un indirizzo di saluto, mostrando di trovarsi lì quasi per caso e dissimulando quel che c’è dietro l’angolo. Toh, come ai tempi della congiura serrapedrettista, da lui preparata con l’amico leghista del cuore, con il Pedretti (li chiamavano “i Dioscuri”), tutta sotto traccia nella stesura dell’ordito, ma micidiale negli effetti.
    Speriamo che i co-presentatori lascino parlare distesamente l’autrice, che avrebbe da dire sul fenomeno Salvini alcune verità demistificatrici, che varrebbe la pena sentire, proprio perché rispettose della verità. Invece di dire che Salvini è ignorante, che sarebbe anche vero (ricordiamo quel participio scambiato per un gerundio), lei dice — giustamente — che Salvini è bravo, ed è camaleontico (come l’altro Matteo, del resto). Dunque l’impostura salvinesca poggia su pilastri da non prendere sotto gamba. Si veda in particolare, qui sotto, la chiusa della presentazione del libro in tandem con Marco Damilano (Max Conti sarà altrettanto bravo, ficcante, callido e misurato?). Insomma, ci interessa sentire la Giovannini, che è preparata; c’interessa un po’ meno conoscere il MaxConti-pensiero. Ci piacerebbe però che Misiani prendesse la parola sui leghisti orobici. Questo argomento sarebbe interessantissimo. Misiani, che è intelligente, non si sottrarrà all’imperativo di analizzare il “fenomeno Calderoli” nei suoi riflessi locali, proprio come l’autrice del libro ha fatto, su scala nazionale, per il “fenomeno Salvini”. È quello che ci auguriamo.
    Max Conti potrebbe dir molto sul Pedretti, ma dubito che voglia accennarvi. Eppure di cose da dire ne avrebbe, e tante. Conosciamo però la sua reticente “sobrietà”, e sappiamo che cosa pensarne.

    • Il debutto mancato di Max Conti

      Dopo aver fatto i salti mortali per assistere al debutto di Max Conti in tempo utile, avendo lasciato alle mie spalle la Pastrufazio da mangiare (dopo quella da bere), avendo traversato una pianura padana assediata dalla nebbia, all’incontro della quale ho scagliato non poche maledizioni, mi sono presentato finalmente alla Sala civica di Curno, nella lussuosa, forse anche lussuriosa, periferia marigoldese. C’era un bar aperto, lì vicino, penso che fosse un bar sociale. Due ragazze “dark”, ma gentili, alle quali mi ero rivolto per ragguagli, mi fanno presente che l’ingresso sarebbe quello, ma è tutto chiuso. Vero.
      Torno a casa. Vado sulla pagina della neonata associazione “benefica” (o “malefica”? vedremo…) BergamoEuropa. Nel sito leggo un comunicato, che non mi convince molto. Ma, come spesso mi rimprovera una professoressa milanese progressista, tendo a essere severo con quelli che tendono a mostrarsi belli. Ha ragione lei, naturalmente. Aggiungo che quelli che vogliono mostrarsi belli – le “anime belle” – sono quasi sempre brutti.
      Scrivo allora a BergamoEuropa un pezzullo che potete leggere, sempre che si trovi ancora dove l’ho pubblicato, facendo clic sull’immagine seguente:
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      Facendo clic sulla figura, si accede alla pagina di BergamoEuropa contenente l’epistola indirizzata al gruppo di comando, dove si deplora la circostanza che i cittadini non abbiano incontrato la giornalista, solo perché due uomini politici non potevano presenziare per «impegni parlamentari» (il venerdì!).
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      A ogni buon conto, trascrivo il pezzullo pubblicato su BergamoEuropa:

      Un’occasione mancata

      D’accordo, i deputati Antonio Misiani ed Emanuele Fiano sono stati impediti di intervenire alla presentazione del libro per «impegni parlamentari». Il venerdì, quando solitamente i parlamentari han già preso l’aereo e ormai da un bel po’ han fatto ritorno nel loro caldo collegio elettorale?
      Va bene, può succedere che gl’impegni sopravvengano, anche il venerdì. Non è questo il punto. Il fatto è che la presentazione del libro della Giovannini – a nostro parere – costituiva un’occasione da non perdere per un incontro della giornalista con i cittadini orobici e discutere con loro del “fenomeno Roberto Calderoli”, non meno interessante del “fenomeno Salvini” analizzato con acume e conoscenza di causa da Eva Giovannini. Parimenti sarebbe stata un’occasione preziosa per gli orobici desiderosi di fare un bagno d’intelligenza. Dico così perché la Giovannini è una giornalista d’inchiesta, senza aggettivi, una giornalista e basta: si noti che per noi del ‘phrontisterion’ di resistenza cuernense, abituati ai giornalisti anglorobicosassoni, l’essere “un giornalista e basta” è il miglior complimento. Macte virtute!
      Dunque, fermo restando che ci sarebbe piaciuto – parlo sinceramente – sentire il parere di Misiani sul calderolismo, sulla specificità del leghismo bergamasco, camaleonticamente traghettatosi dal più vieto identitarismo su base celtica mistificata ai fasti nazionalisti collegati ai “fasci” di casa Pound, con ampio spargimento dei semi della paura e dell’odio sui minus habentes, se i due parlamentari non potevano essere presenti a Curno, perché impedire ai resistenti orobici d’incontrare la giornalista? Mancavano forse le reti di protezione? Ma meglio così, dico io!
      Senza contare che la riunione sarebbe stata comunque interessante: il presidente di BergamoEuropa, Massimo Conti, per riempire il vuoto di Misiani, avrebbe potuto finalemente spiegare, nella sede più adatta e con l’intervento maieutico della Giovannini, l’arcano del patto d’azione stretto dal Pd curnense con la Lega nord, allora egemonizzata dal Roberto Pedretti, al tempo dell’Amministrazione Gandolfi. Di tale patto non mette conto parlare qui, ma sarebbe stato bello parlarne (finalmente!) a Curno.
      Termino quest’intervento esprimendo una doglianza: sommessamente, garbatamente, urbanamente. Noi resistenti avevamo dato risonanza all’“evento” di presentazione del libro su Nusquamia, un organo qualificato e ben attrezzato culturalmente, di contrasto ai miasmi della politichetta. Tuttavia nessuno ci ha avvertito del fatto che la riunione fosse annullata (o soltanto procrastinata?). Eppure Max Conti è uno che, se non altro per dovere di ufficio, legge assiduamente il nostro diario. Sarebbe stato gentile tenerci informati, tanto più avevamo dato notizia della presentazione, e diffusamente: si veda Il debutto di Max Conti in qualità di presidente di Bergamo Europa.
      “Nusquam(i)a” vuol dire “utopia”: è la latinizzazione della parola “Utopia”. Tommaso Moro è l’autore del trattatello intitolato Utopia, appunto, che prese a pretesto gli ordinamenti dell’isola felice abitata dagli utopiensi, un’isola che non è in nessun luogo e in nessun tempo, per spiegare ai potenti suoi contemporanei, in forma di paradosso, le brutture delle quali erano responsabili; è Tommaso Moro che, su stampo greco, ha creato il neologismo “utopia”, ed è sempre lui che ha latinizzato la parola greca nel modo che abbiamo detto, come si legge in una sua epistola latina indirizzata a Erasmo da Rotterdam. La nostra Nusquamia vuole essere, si parva licet…, concretamente un «diario di controinformazione e demistificazione della politica politicante».
      La congiura del silenzio della stampa anglorobicosassone, il furto di verità, il muro di gomma opposto allo svelamento della realtà e alla sacrosanta demistificazione, la sottise, l’erreur, le péché, la lésine, ci costringono a usare l’ironia, la cultura, il sarcasmo.

      Grazie per l’ospitalità e cordiali saluti
      Aristides de Nusquamia

      • kmana'k urguru permalink

        E, dopo tale intervento scritto, lei si chiede perché i pavidi (sigla automobilistica: Pd – nulla a che vedere coi padovani) hanno chiuso baracca e burattini in gran fretta e silenzio e sono spariti nel
        nebbione della Marigolda, senza maleducatamente avvisare nessuno?
        Via!, non faccia l’ingenuo!. Sa benissimo che Misiani era a casa sua a vedersi la partita della Nazionale. L’abbiamo incontrato qualche ora prima e lo ha spontaneamente accennato lui.
        Le vere ragioni del l’annullamento le abbiamo lette e comprese ora.

        • Il fatto è che l’assenza di Misiani, quand’anche giustificata da sopravvenuti impegni «parlamentari» non giustifica l’oscuramento dell'”evento”.
          Al posto della giornalista sarei incazzato come una biscia.
          Ma qual è la verità? Forse c’è stato un tira e molla e l’Ufficio delle pubbliche relazioni della Marsilio (la casa editrice) non ha gradito che la presentazione avvenisse a Curno (e non a Bergamo, come probabilmente era stato dato a intendere?), giusto per dare una mano a una cordata di potere all’interno del Pd? Oppure la giornalista ha fatto sapere di non gradire la tutela dei parlamentari e di non vederci chiaro su questa neonata associazione, della quale non si sentiva il bisogno? Così si spiegherebbe l’escamotage degl’impegni «parlamentari». Sono possibili anche altre ipotesi, che vi risparmio. Ma il fatto è che ci è difficile bere la scusa ufficiale. E se non fosse una scusa, sarebbe ancora peggio, perché ciò significherebbe che l’associazione “benefica” (o malefica?) BergamoEuropa si prodiga in “eventi culturali” solo se c’è la tutela politica di una cordata di potere, la sua. Sarebbe interessante sentire l’opinione dei renzisti doc, quelli della prima ora, sulla neonata associazione che — se i sensi non m’ingannano — è costituita da renzisti della seconda ora, fermamente determinati a dare la scalata al partito (dentro il aprtito e fuori: vedi elezioni regionali ed europee: l’associazione si chiama BergamoEuropa, o no?) o a condizionarlo dall’interno e dall’esterno, in modalità P2-esca o di “società civile” (non c’è molta differenza).

          • Come ho notificato sopra, ho inviato un mio commento alla pagina prosopobiblica di BergamoEuropa. Il risultato è che anche loro, come i similprogressisti curnensi, sono “sobri”. Cioè: nessuna risposta.
            Vuoi vedere che anche loro hanno tante cose da dire, quando si tratta di massacrare le truppe cammellate e foraggiarle di pensierini “in condivisione”, ma quando si tratta di affrontare seriamente temi seri diventano “sobri”, che più sobri di così non si può?
            Coraggio, miei prodi, fate vedere chi siete! Che tutti conoscano il vostro valor e il filo tagliente della vostra scimitarra dialettica!
            Dixi

  37. Oil permalink

    Errata informazione:- Bertolli e Carapelli sono di proprietà spagnola e non francese come poco sopra è stato riportato. Sarà stato un lapsus.
    Così l’orgoglio italiano va a remengo.
    [Fortuna che in Italia c’è la Giorgiameloni e a Curno la fasciofemminista. Loro sono toste, loro non mollano. Loro ci tengono, ai marchi italiani. A proposito di orgoglio italiano, mi viene in mente quella pagina di ‘Cristo si è fermato a Eboli’, di carlo Levi, dove si parla di un gruppo di emigrati italiani a New York che la domenica lasciano la città, vanno in campagna, si mettono intorno a un albero, calano i pantaloni e cacano. E, a cacazione avvenuta, gridano “Viva l’Italia!”. Vedi il pezzullo qui sotto. N.d.Ar.]

    Come la Telecom, acquisita con un congruo pacchetto azionario sempre dagli stessi. Come abbiano fatto poi non si sa, tanto più che la Spagna, economicamente parlando, starebbe peggio di noi. Vuoi vedere che sotto c’è lo zampino di qualche paese straniero, uno di quelli che ci vogliono tanto bene?

    • Ricordo di una concacazione felice, coronata dal grido patriottico “Viva l’Italia!”

      Speriamo che Salvini e, in generale, i fascioleghisti non se la prendano, se riporto su Nusquamia questa pagina tratta da Cristo si è fermato a Eboli, il capolavoro di Carlo Levi:

      C’era un gabinetto, senz’acqua naturalmente, ma un vero gabinetto, col sedile di porcellana. Era il solo esistente a Gagliano, e probabilmente non se ne sarebbe trovato un altro a più di cento chilometri tutt’attorno. […] La mancanza di quel semplice apparecchio, assoluta in tutta la regione, crea naturalmente delle consuetudini che non si sradicano facilmente, che richiamano mille altre cose della vita, e si accompagnano a sentimenti considerati nobilissimi e poetici. Il falegname Lasala, un “americano” intelligente, che era stato, molti anni prima, sindaco di Grassano, e che conservava gelosamente, nel suo monumentale apparecchio radio portato di laggiù, con i dischi di Caruso e dell’arrivo di De Pinedo, quelli di discorsi commemorativi di Matteotti, mi raccontava che, dopo la settimana di lavoro a New York, usava incontrare un gruppo di compaesani, ogni domenica, per una scampagnata.
      «Eravamo sempre otto o dieci: c’era un dottore, un farmacista, dei commercianti, un cameriere d’albergo, e qualche artigiano. Tutti del nostro paese, ci si conosceva fin da bambini. La vita è triste, tra quei grattacieli, con tutte quelle straordinarie comodità, e gli ascensori, le porte girevoli, la metropolitana, e sempre case e palazzi e strade, e mai un pò di terra. Viene la malinconia. La domenica mattina si saliva in treno, ma bisognava fare dei chilometri, per trovare la campagna! Quando eravamo arrivati in qualche posto solitario, diventavamo tutti allegri come ci si fosse tolto un peso di dosso. E allora, sotto un albero, tutti insieme, ci si calava i pantaloni. Che delizia! Si sentiva l’aria fresca, la natura. Non come quei gabinetti americani, lucidi e tutti eguali. Ci pareva di essere ragazzi, d’essere tornati a Grassano, si era felici, si rideva, si sentiva l’aria della Patria. E, quando avevamo finito, gridavamo tutti insieme: “Viva l’Italia!”. Ci veniva proprio dal cuore».

      Ecco, questi sono sentimenti autentici. Questi sono uomini veri. Altro che le slàid e i mongomanager, le associazioni venefiche, gli eventi fasciati e tricolorati, i corsi di formazione, i nuovi diritti, i diritti acquisiti e tutto il kit di supposte autoinculanti che si vorrebbe che i cittadini condividessero gioiosamente.

  38. Unto permalink

    Facsimile, portavoce di Max Conti, farà una verifica -dice- sulla bontà dell’associazione “Bergamo/Europa” (detto così, un nome che non significa proprio nulla). S’informerà dunque e, mantenendo fede alla promessa, riferirà. Immagino che voglia farci sentire in colpa per aver pensato male. Siamo proprio cattivi soggetti, noi; noi che vogliamo vederci chiaro, noi che non amiamo prenderlo in quel posto, dove tanti fanno la fola tra una pausa e l’altra.
    Orbene, se l’associazione Bergamo/Europa, capitanata da un gentiluomo come Max Conti, né abbiamo motivo di dubitarne, esorbitasse dalle finalità proclamate [ma quali? finora abbiamo letto cose fumose, a parte i pericolosissimi (per il contribuente) e detestabili corsi di formazione: N.d.Ar.], e si dimostrasse uno strumento finalizzato al curriculum del Conti, il suddetto gentiluomo sarebbe disposto a rassegnare le proprie dimissioni per spergiuro? Attendiamo risposta da Facsimile.

  39. Se non avete la possibilità di andare sotto un albero e gridare “Viva l’Italia!” leggete almeno questo proclama

    Abbiamo letto in un commento precedente come un gruppo di emigrati lucani rendesse meno triste la propria permanenza a New York: la domenica se n’andavano in campagna, si accucciavano intorno a un albero poi, liberati del fardello molesto, gridavano una voce: “Viva l’Italia!”.
    Però — lo capisco bene — potreste non trovarvi nella condizione psicologica più idonea per organizzare il gioioso evento. Ebbene, allora guardate il proclama degli sforzisti curnensi, prendete atto dei loro sforzi di prendersi sul serio e di accreditare di sé un’immagine idealista. Non è divertente? Orsù, lo so che il regime di politicamente corretto imposto dalla Serra ai cittadini curnensi è deprimente, ma voi dovete reagire. Scuotetevi di dosso la coltre di torpore, reagite, fatevi valere!
    Intanto domandiamoci:
    a) sotto quale vessillo si presenteranno gli attuali rappresentanti territoriali di Forza Italia? Dubito che il vessillo sia quello di Forza Italia, che al borsino dei titoli politici è in discesa precipitosa. Dovranno organizzare la solita lista civica farlocca. Sarà un divertimento cooscere i loro “ideali”, cioè gli ideali di chi nel 2012 fondò il “Laboratorio delle idee” che non elaborò idee, ma una scalcagnata coalizione elettorale, quindi scomparve contestualmente alla sconfitta riportata alle urne.
    b) Che ne sarà dell’associazione “Curno a sei zampe”? Dopo lo sfanculamento di Cavagna il Giovane da parte di MArcobelotti, l’associazione sarà salomonicamente divisa in due? Cioè metà dell’associazione andrà a Marcobelotti, l’altra metà a Locatelli/Cavagna il Giovane? Divideranno in due anche i cani? In che senso, prego? Trasversale o longitudinale?

  40. Volantini nelle cassette delle lettere

    Oggi, domenica 15 novembre, è cominciata la distribuzione di volantini dedicati al “fenomeno” similprogressista curnense: dicono di essere progressisti, dicono di essere vicini al messaggio di papa Francesco (che peraltro non desidera essere cammellato: vedi come ha strigliato l’ex sindaco Marino, nei sui tentativi di taccheggiamento a persona), dicono di essere vicini al popolo. Ma la fotofrafia dei fatti mostra una realtà affatto diversa.
    Ci siamo permessi di lasciare nella cassetta delle lettere di Max Conti ben quattro volantini (in linguaggio aziendalista: “flyer”), in considerazione della sua quadruplice personalità:
    • come cittadino semplice;
    • come attore del territorio;
    • come segretario della locale sezione del Pd;
    • come presidente dell’associazione BergamoEuropa.

    • Un monito per i similprogressisti curnensi
      Papa Francesco non ama essere cammellato

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      Fare clic sull’immagine per leggere l’articolo.
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      Abbiamo accennato più volte — anche nel nostro recente volantino, anche nel commento qui sopra — che il papa non ama essere cammellato. Quando Ignazio Marino corse a Filadelfia, trafelato e con la lingua in fuori, per incontrarsi con il papa e mostrarsi agli occhi di noi gonzi come il protetto del pontefice di Santa Romana Chiesa, mostrò, di fatto, di esser al livello di un assessorucolo curnense assatanato. Si vantò di essere stato invitato dal papa, non ha potuto evitare di sentirsi rispondere, a muso duro: «Io non ho invitato il sindaco Marino, chiaro? Ho chiesto agli organizzatori e neanche loro lo hanno invitato. È venuto. Lui si professa cattolico: è venuto spontaneamente».
      Ecco, non si rendono conto i similprogressisti curnensi, a parte il ridicolo, di aver passato il segno? Parlo della loro pretesa cammellatrice, nei confronti del papa, di don Giancarlo ecc.

  41. Volantino caduto per errore nella bacheca del Pd

    Eravamo alquanto alterati (diciamo così, eufemisticamente) per il fatto che la lista Gandolfi, che pure rappresenta l’unica alternativa credibile, responsabile, culturalmente e politicamente attrezzata al regime serrano, non avesse — e non abbia — una bacheca disponibile per una comunicazione ad ampio spettro. Ne ha una, è vero, ma per la comunicazione istituzionale di Consiglio: che poi vai a capire quale sia. La comunicazione non pertinente ai lavori consiliari è severamente proibita. Invece i similprogressisti hanno due bacheche: una per le comunicazioni istituzionali di Consiglio e una assegnata al Pd. A loro figli della gallina bianca, la comunicazione esorbitante i lavori di Consiglio è permessa. O gran bontà delle cacate leggi!
    Perciò abbiamo detto: va bene, non abbiamo una bacheca ma almeno potremo infilare il nostro volantino, non ingrandito, dunque non in formato di manifesto, nella bacheca di comunciazione istituzionale. Possibile che in questo paese diversamente bello da vivere sia tutto proibito? Nel volantino, fra l’altro, ci diciamo scontenti del modo d’intendere l’istituzionalità da parte della dott.ssa Serra. Ergo, il volantino veicola contenuti — anche — istituzionali.
    È avvenuto però che il diavolo ci mettesse lo zampino. Il sole è già calato da un bel po’ quando infilo la via dei Marchesi di sant’Agata Vien dal Monte (o Vien dal Mare? non ricordo bene), dove sono le bacheche. Faccio scivolare il volantino tra il vetro e il pannello di supporto dei manifesti, dalla fessura superiore della bacheca di Gandolfi. Oops… era la bacheca del Pd. Il fatto è che lì, l’anno scorso, c’era la bacheca del Gandolfi. Me ne accorgo troppo tardi. A ogni buon conto, appena ci accorgiamo dell’errore provvediamo a rimuovere il foglio, dalla fessura inferiore.
    Ma di dove nasce l’errore? Semplice, oltre che dalle tenebre e dal non essermi sincerato dell’appartenenza della bacheca, dal fatto che l’amministrazione serrana ha levato la bacheca al Gandolfi (piccola angheria a norma di cacata carta) e l’ha passata al Pd, che aveva l’uso di bacheca anche nel corso della passata, e più fortunata — per i cittadini — amministrazione; ma la bacheca del Pd era fisicamente collocata in altra posizione, forse meno favorevole.
    Mi scuso con il Pd, per l’oltraggio recato involontariamente alla sua bacheca dalla presenza, sia pure pro tempore, del nostro volantino (per i coglioni, “flyer”) nel loro spazio sacrosanto e istituzionale. Non vorrei che parlassero di stupro, come quando ricevono un’epistola di posta elettronica all’indirizzo privato, invece che a quello “istituzionale” (squit, squit, squit!).
    Peraltro abbiamo provveduto, come dicevo, a rimuovere prontamente l’ “odioso” oggetto estraneo, il nostro volantino. Eppure sento il dovere di scusarmi comunque, pur consapevole che i sensi di questa urbanità sono poco apprezzati in un paese dove fioccano denunce anonime e volantini anonimi antigandulfiani, i quali tuttavia non sembrano aver “scandolezzato” più che tanto i nostri avversari. Anzi, c’è stato perfino un tentativo di organizzare un “sequel” della denuncia anonima. E non se ne vergognano: anzi, sghignazzano. Ma noi siamo quel che siamo, cioè onesti, non per compiacere agli altri, ma per indole naturale e intimo convincimento.

  42. Doctor Gandalf ad Parnassum permalink

    Leccaculismo & pappa-e-ciccia giornalistico: non solo quello anglorobicosassone, e non solo giornalistico

    @ ex bersaniani, ex bossiani ecc.

    Leccaculo “non est” Leccaculi

    [Si presenta come sempre più necessaria la fondazione di un’etica del disprezzo, nei confronti di questi “persnaggetti”: giornalisti comprati e venduti, politici indigeni assatanati di potere ecc. Potremo contare su un contributo del nostro consigliere Paola Bellezza, che è laureata in filosofia a Bologna, come Bersani? Bersani però su Gregorio Magno, la Bellezza su Martha Nussbaum, in prima battuta (cosiddetta laurea di primo livello; l’altra, quella di secondo livello, oggi la chiamano “magistrale”: squit!) N.d.Ar.]

  43. Associazione “benefica” o cordata di potere?
    L’Associazione BergamoEuropa determinata a penetrare il mercato similprogressista

    Dopo il flop di venerdì scorso, l’associazione BergamoEuropa ci riprova: poche storie, appare piucchedeterminata a “penetrare” (questo è un vocabolo tecnico) il mercato della similsinistra. Ci riprova esattamente a una settimana di distanza dal flop di venerdì scorso quando, a coronamento della presentazione di un libro uscito di recente sull’argomento, aveva promesso un interessante dibattito sulla recrudescenza dei nazionalismi: ma poi non se ne fece niente perché due parlamentari del Pd erano inibiti da impegni parlamentari (il venerdì!). I cittadini accorsi alla marigoldina sala Cattaneo rimasero con un palmo di naso. Cose da pazzi! e la dignità della giornalista, dello stesso moderatore della serata, il giornalista Cattaneo (un caso di omonimia)? Non si poteva presentare il libro, nonsi poteva discuterlo anche senza la presenza e la tutela dei parlamentari Misiani e Fiano? Tanto più che era presente Max Conti, che a Curno è la persona più qualificata a parlare del leghismo, avendo lavorato fianco a fianco con il Pedretti in almeno due occasioni: a) nella campagna mediatica di demonizzazione del cosiddetto ecomostro, un progetto che avrebbe potuto dare dignità urbanistica a un’area disgraziata di Curno, un progetto firmato da un architetto di fama internazionale, ma che non piaceva al geometra leghista Pedretti; b) nell’eversione dell’Amministrazione Gandolfi che fu rovesciata non in Consiglio, con un voto palese, ma come esito di una congiura extraconsiliare (dimissioni di massa dei consiglieri: Pd, Lega, e fedifraghi appartenenti alla stessa giunta in carica), il cui ordito fu steso da Pedretti e Max Conti.

    A ogni buon conto, pare che questa volta Max Conti sia presente. Leggiamo infatti nel sito di BergamoEuropa:

    Conclusioni
    Massimiliano Conti – Associazione Bergamo Europa

    Ma se Massimiliano (come Robespierre!) Conti è Massimo Conti, cioè, per gli amici, Max Conti, perché non scrivere che è presidente? Nel manifesto che abbiamo pubblicato precedentemente è scritto che è presidente: si veda Max Conti ’o Presidente. In ogni caso, se Massimo Conti trae le conclusioni su un convegno dedicato alle figure professionali dell’educatore e del pedagogista, vuol dire che è una persona importante e che sicuramente è preparato: sul Pestalozzi, sulla Montessori, su Lombardo Radice e — che Iddio stramaladica le sciacquette che parlano in suo nome! — su Piaget.
    Infine: siamo sicuri che questa associazione BergamoEuropa sia un’associazione benefica? Non dico che sia un’associazione malefica (non abbiamo elementi per affermarlo), ma si fortifica il sospetto che sia una cordata di potere, una lobby che intende dare la scalata alle posizioni di spicco nel partito e nelle istituzioni.

    P.S. – Chi voglia fae un giro su sito di BergamoEuropa faccia clic qui.

    • Precisazione

      Qualora Max Conti giudichi poco opportuna, o anche inopportuna, l’attenzione che noi portiamo alla sua carriera, provi a far mente locale, come si dice, e veda se non ha niente da rimproverarsi. Fra i tanti esempi, eccone uno, il suo coniglio mediatico sul giornale amico Bergamo news, che porta il seguente titolo significativo:
      Conti (Pd): a Curno vero e proprio “sacco del territorio”

      Max Conti e, in generale la similsinistra tutta che si riconosce nel regime serrano, non hanno veramente niente da rimproverarsi? Non sarebbe venuto il momento di chiedere pubbliche scuse? O continuate a pretendere l’oblio? Ah sì? E quale cacata legge sancisce che abbiate diritto all’oblio? Dovevate fare bene i conti prima, quando pensavate di fare il vostro piacere strapazzando le persone perbene e cazzeggiando a josa, solo perché si era sempre fatto così, in un ambiente non reattivo, culturalmente ed eticamente degradato. Ma i tempi sono cambiati. Chiedete scusa, valutate se non sia questa la cosa migliore.

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