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E adesso, poveri Ur-leghisti?

20 ottobre 2016

Gli Ur-leghisti sono in braghe di tela, per merito di Salvini. Ciononostante continueranno a proclamarsi Ur-leghisti e salvinisti insieme

radio-padania_calabria

Per leggere l’articolo completo fare clic sull’immagine.

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Trascrivo dall’Huffington Post del 19.0.2016:

La Lega Nord vende Radio Padania a un calabrese. Matteo Salvini ha dato il via libera alla cessione della concessione nazionale dell’emittente radiofonica a Lorenzo Suraci, imprenditore nato a Vibo Valentia e poi trasferitosi a Bergamo, dove ha creato la galassia Rtl, prima emittente per ascolti nel Paese.
[…] Il valore dell’operazione [sarebbe di] di 2,1 milioni di euro, anche se fonti della Lega parlano di importi “decisamente inferiori”. [Salvini non vuol far sapere quanti denari sono entrati ne “suo” partito, il partito fascioleghista: N.d.Ar.] L’emittente continuerà a trasmettere anche senza l’intervento finanziario della Lega e solo su frequenze locali, diventando di fatto una radio di territorio vera e propria. A questo punto il futuro di Radio Padania, oltre che sul nuovo proprietario, dovrà contare sui ricavi pubblicitari e sulle donazioni dei sostenitori/ascoltatori.
[…] Salvini, che ha iniziato il suo percorso in Lega proprio dai microfoni di “Radio Padania Libera” nel 1999 (ne è stato direttore per lungo tempo), ha accelerato il progressivo processo di uscita del Movimento dai media tradizionali. Da tempo punta sulla comunicazione social e per questo ha affidato a un team di professionisti la gestione dei suoi profili Facebook e Twitter, oltre che delle pagine ufficiali del Movimento. Risale a prima dell’estate, infine, il lancio di una nuova testata on line “Il populista” vicina alla Lega.

In soldoni, Radio Padania libera potrà essere ascoltata soltanto su scala locale oppure sul digitale terrestre, per esempio sintonizzando il proprio televisore sul canale 740: un numero facile da ricordare perché coincide con quello del modulo con il quale gli uomini di condizione libera pagano le tasse allo Stato di occupazione, quello che vuol rendere schiavi gli uomini liberi.
A questo punto avrei una proposta da fare, a partire dalla considerazione che gli ascoltatori di Radio Padania libera hanno fatto l’orecchio alla formula di saluto tradizionale : uno dice “Buona Padania!”, l’altro risponde “Buona Padania!”. Ebbene, adesso che Radio Padania libera è acquistata da un calabrese, propongo – rinunciando ai diritti d’autore – una nuova formula, ispirata al modo di salutarsi fra sacerdoti e fedeli. Il sacerdote diceva un tempo “Cristo sia lodato!”, il fedele rispondeva “Sempre sia lodato!”. Perlomeno, così facevano i buoni sacerdoti d’una volta, prima che smaniassero dalla voglia di essere un po’ più protestanti (con la prospettiva di sposarsi: poveretti!), prima che ricevessero l’ordine (in realtà, un “buon consiglio”) di dare un calcio al latino e fare degli spartiti del canto gregoriano materia prima per la confezione di sigarette di vario tipo, prima ancora che si vergognassero della religione dei padri, alla quale cominciarono a preferire gli intrighi politici tessuti con donne “prestigiose & determinate”, come Vera Baboun (non a caso amica della dott.ssa Serra), sindachessa di Betlemme e portavoce dell’Autorità palestinese nei paesi italiani con sindaco cattoprogressista.
Dunque a Radio Padania libera la nuova formula di saluto potrebbe essere la seguente:

Buona Padania!

alla quale si rispondrebbe con un perentorio:

Buona la Padania e buona la Calabria!

Ma se Salvini ha venduto Radio Padania a un calabrese, vuol dire forse che gli Ur-leghisti si arrabbieranno e che già ora siano sul piede di guerra, con il serio proposito di farla pagare cara a Salvini? Non credo, per queste tre ragioni:
1) molti di coloro che si dicono Ur-leghisti, in realtà non lo sono,  si proclamano tali soltanto per favorire Salvini nella sua politica dei due forni, intesa a coglionare soprattutto i leghisti bergamaschi;
2) altri Ur-leghisti di modeste capacità intellettuali pensano che, gratta gratta, Salvini sia dalla parte loro;
3) infine, una terza categoria di Ur-leghisti è completamente suonata, non capisce niente e obbedisce al capoccia del momento: siccome adesso il capoccia è Salvini, obbediscono a Salvini. Costoro mi ricordano – forse l’ho già raccontato su Nusquamia – quelle puttane che incontravo rincasando a tarda notte, quando abitavo a Ripa di Porta ticinese, a Milano. All’angolo tra il Corso di Porta ticinese e la Via Scaldasole c’erano sempre due puttane: avranno avuto una sessantina d’anni (ciascuna) e appesa per i manici a una spalla pendeva, mentre se ne stavano nella nebbia irrigidite per il freddo, con la faccia oscena rivolta alla bella chiesa di Sant’Eustorgio, non una borsetta (a quel tempo un classico dell’abbigliamento puttanesco) ma una voluminosa sporta per la spesa, dalla quale spesso spuntavano i gambi di sedano. Non vidi mai nessuno fermarsi presso di loro, nemmeno per chiedere informazioni, eppure rincasando in bicicletta le avrò incontrate chissà quante volte. Ma loro stavano lì, senza parlare, senza muovere un dito, come mummie in esposizione. Dunque non reggeva l’ipotesi che si rivolgessero a un segmento di mercato particolare, quello del pensionato  alla ricerca della casalinga, da spendere poco. Arrivai alla conclusione che quelle erano in realtà ex puttane: si recavano ogni giorno sul marciapiede non per guadagnare, ma per inerzia senza nessun progetto di guadagno, e senza nessuna vera ragione. (Ricordo en passant che le puttane di marciapiede, secondo la famosa classificazione di Bianciardi nella Vita agra, prendono il nome di “puttane merdaiole”.)
Così mi paiono gli Ur-leghisti del terzo tipo: battono il chiodo sempre sulle stesse cose, come le puttane battevano sempre l’angolo di Via Scaldasole, ma per inerzia, senza nessuna prospettiva di vantaggio, quale che esso sia. Questa mi sembra una spiegazione plausibile: perché, infatti, se non battessero, che cos’altro farebbero o potrebbero fare?

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From → Pedretteide

9 commenti
  1. ALGIDO permalink

    Non so se sarà una grande perdita.
    [Insomma… Alle volte capitava di sentire a Radio Padania libera, quasi per intervalla insaniae, cose interessanti. Come pure era interessante la lettura dei giornali, il mattino. N.d.A.]

    I giornali e gli organo di partito li reputo da sempre non credibili, inutili e collettori di danaro pubblico.
    [Ma almeno sono organi di partito: anche quando mentono per la gola, non possono essere considerati disonesti a tutto campo (il che, in linguaggio coglione, vien detto “a 360 gradi”: così dicono i giovanottini di fresca sodomizzazione subita nei corsi di formazione aziendale. N.d.A.]

    A suo tempo ci cadde anche il Foglio, succhiando allo stato milioni per essere sulla carta organo di uno sconosciuto gruppo politico-parlamentare facente capo, se non ricordo male, all’ex LC Boato.
    (A proposito, sempre a Salina mi è capitato di incontrare Gianfranco Miccichè: sapere che pure lui è stato in LC per 4 anni, anzi, è stato di fatto uno dei capi in sicilia del movimento mi ha consolidato le idee che già avevo su LC, fucina di classe dirigente (a prescindere) e a suo tempo ricettacolo di colti o ambiziosi figli di papà con poche eccezioni).
    [Se aggiunge che quella di Lotta continua fu una mafia – e in parte lo è ancora –, il quadro è più completo. Alcuni di Lotta continua sono andati a sinistra, altri sono andati a destra, però si proteggono l’un l’altro e pretendono tutti insieme di riscrivere la storia. Ma di che cosa ci meravigliamo? Non vediamo forse nel nostro piccolo, qui a Curno, solidali fra loro gli esponenti di cosiddetta destra e di cosiddetta sinistra, solidali — intendo dire — nel reprimere l’insorgenza di posizioni terze? Come spiegare altrimenti il patto serrapedrettista, negato a parole, ma micidiale nei fatti (a suo tempo: vedi indifferenza etica, mordacchia & congiura)? La preoccupazione, da parte degli esponenti del sistema di potere tràdito, d’intercettare il voto di cosiddetta destra e di cosiddetta sinistra, “a prescindere”, può spingerli a qualche scaramuccia, qualche scheggia impazzita può anche sferrare con l’approssimarsi delle elezioni un colpo basso, più che altro per questioni personali: nel complesso, però, vale il principio che cane non morde cane e che i cani, tutti insieme, mordono l’intruso. I signori della politichetta curnense vivono nel terrore che il popolo spezzi le catene, mandi a quel paese il giornalismo anglorobicosassone e finalmente si possa parlare liberamente, senza demonizzazioni, senza ‘conventio ad excludendum’, senza denunce anonime, senza intimidazione di denunce sottoscritte da qualcuno che può permettersi (o poteva permettersi) il lusso di perdere una causa e che magari poteva anche vincerla, senza spargimento di volantini anonimi, e senza timore reverenziale per gli “attori del territorio”. N.d.A.]

    Mi capita di sentire stralci di Radio Padania (alla zanzara quasi ogni sera) e francamente sentire che vengono ospitati tranquillamente e senza censura personaggi violenti, che istigano alla violenza, Neo Fascisti, ieri sera anche un neo Nazista che ha negato la Shoa e che affermava tranquillamente non essere mai esistite le camere a gas , omofobi, e gente di ogni risma mi fa ribrezzo.
    Non so se ne sentirò la mancanza, non credo.
    Quanto è distante la Lega Nord di oggi da quella di Bossi del 1995?
    [In effetti, il fascioleghismo è la grande invenzione di Salvini. N.d.Ar.]

    Mi sembra proprio un altro partito.

  2. Radio Padania libera è stata acquistata da un calabrese? Bene, facciano quel che vogliono; per parte mia continuerò a trasmettere dalla Svizzera.

    P.S. – La brigata del comandante Ettorino si compone di Ur-leghisti effettivi. Non siamo agenti provocatori, non ci prestiamo al gioco di Salvini per cui gli Ur-leghisti sarebbero strumenti di coglionamento dei bergamaschi. Siamo favorevoli all’autonomia delle regioni settentrionali del Bel paese e, in particolare, siamo autonomisti su base scientifica: crediamo nelle disposizioni naturali dell’uomo — indipendentemente da quel che ne pensino il Trota e il Salvini — e nelle leggi di natura, disprezziamo la superstizione, l’esoterismo e la mistica. Dunque, merda alle zucche di Halloween!

  3. Telespettatore permalink

    Ho letto che lei definisce Hillary Clinton “la sorella” della dott.ssa Serra sindaco di Curno, e vedendo questo video ho fatto un balzo sulla sedia!
    Effettivamente le due signore tendono ad un utilizzo, oltremodo fastidioso, direi spropositato, di sorrisetti strampalati.

    http://video.corriere.it/ironia-twitter-sorrisini-hillary-clinton-il-terzo-dibattito-tv-trump/9d82e4c2-9696-11e6-9c27-eb69b8747d1f

    Perchè continuano a fare questi irritanti sorrisetti?

  4. Dedicato a Salvini, in occasione della vendita delle concessioni governative di Radio Padania

  5. Queste, però, sono soddisfazioni…

    Gli Ur-leghisti che dicono? Tacciono? Eh, mi sa che l’unico Ur-leghista che si salvi è il comandante Ettorino.

  6. Ma veramente la Lega con Salvini è alla frutta, nonostante le apparenze?
    Lo scrive un giornalista che conosce bene la Lega. Fu denunciato da Salvini per aver scritto che il “capitano” (boh!) non ha mai lavorato in vita sua. Ma il Gip di Bergamo gli ha dato ragione

    Invito gli amici di Nusquamia (anche i nemici) alla lettura di questo articolo apparso sul Fatto quotidiano: Pontida 2016: povero Bossi, la sua Lega ridotta al nulla di Salvini

    Sull’autore dell’articolo, Davide Vecchi, traggo queste notizie da Wikipedia:

    Profondo conoscitore dei segreti della Lega Nord, ha rivelato prima l’esistenza dei conti della famiglia Bossi a spese del partito e l’inchiesta genovese sul tesoriere Francesco Belsito; poi la gestione allegra della Regione Lombardia e del Carroccio da parte di Roberto Maroni, infine la vera storia del nuovo leader Matteo Salvini. Quest’ultimo lo ha querelato quattro volte ma nel gennaio 2016 il gip di Bergamo ha dato ragione a Vecchi su tutta la linea con una sentenza in cui ha sancito, tra l’altro, che non è reato sostenere che Salvini non abbia mai lavorato perché corrisponde anzi al vero.

  7. Adesso Matteo Salvini canta Pilu pilu: ma torniamo a sentire che cosa cantava qualche anno fa

  8. Padroni a casa nostra permalink

    Uomini baluardo

    —————- 1 —————————————————————————

    [Fare clic sull’immagine per leggere l’articolo.]

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    [Fare clic sull’immagine per leggere l’articolo.]

    Ma la Lombardia di Bobo Maroni non era Mafia free?
    [Certo, h24. N.d.Ar.]

    —————- 3 —————————————————————————
    L’esercito dei forestali calabresi al lavoro con paletta e secchiello
    [Già, tutti i soldi finiscono in stipendi. Che quegli stipendi non servano a niente è un particolare trascurabile. Fare clic qui sopra per leggere l’articolo.]

    Con braghe corte o senza?

    —————- 4 —————————————————————————
    E per finire in bellezza il cerchio si chiude con:

    [Fare clic sull’immagine per leggere l’articolo. Questa, fra le notizie qui segnalate, è quella più rilevante, essendo le altre tre di rilevanza politica, certamente, ma con agganci a comportamenti “mariuoli” (così disse Craxi di quel Chiesa che fu il primo dei tangentari socialisti incastrati da Di Pietro) o criminali. Questa invece è politica pura, ancorché schifosa, perhé ci dà la prova provata di quel che sosteniamo da tempo: Salvini è più che mai “determinato” (anche lui!) a imprimere la svolta fascioleghista al partito del quale si è insignorito. Perciò si rende necessario il coglionamento degli elettori delle regioni settentrionali. Naturalmente, poiché lui è “furbo” (va bene, diciamo così: ma più propriamente si dovrebbe dire levantino e politicamente amorale), procederà per gradi, come Occhetto quando impresse la svolta aziendalista a quello che si chiamava Partito comunista. Intanto ne cambiò il nome, lo chiamò Pds: essendo un acronimo si pronuncia “Piddiesse”, così scompaiono sia la parola “comunista”, sia la parola “sinistra”. Quindi al posto della falce&martello mise una quercia, ma conservò la falce&martello, sotto la quercia: serviva a coglionare gli elettori di sinistra. Nel frattempo, tra una gita in barca e l’altra, andava racimolando voti fra la merda degl’impiegati. Poi nel simbolo del partito la falce&martello apparve più piccola: un altro espediente sulla via del coglionamento dell’elettorato tradizionale, e conseguentemente dello stravolgimento della ragion d’essere di quel partito. Infine — oplà! — la falce&martello scomparve del tutto. Così siamo arrivati a Renzi, il quale differisce da Occhetto perché sa dove vuole arrivare, essendo un cattomassone cinico, opportunamente allenato dalla McKinsey (Occhetto era solo un narcisista presuntuoso e sleale, culturalmente una mezza sega, appena un gradino superiore a Veltroni, e non ci vuole molto: il bello è che entrambi sono convinti di avere spessore culturale). Salvini è una via di mezzo tra Occhetto e Renzi, nel senso che sta compiendo un’azione si stravolgimento del partito come quella di Occhetto, ma senza sentimentalismi, con bieco cinismo, proprio come Renzi: s’insignorisce del partito, ne cambia la ragione sociale, pratica aggiustamenti di rotta mirati, nella speranza che nessuno se n’accorga, va a cercare nuovi elettori e cogliona l’elettorato tradizionale con la politica dei due forni: fascioleghista in Italia, moderatamente padano al Nord. Seguirà l’affondo, con sodomizzazione totale e tanti saluti ai padani. Auguri, signori Urleghisti bergamaschi! Capisco i “militonti” sprovvisti degli strumenti culturali per capire e ragionare, ma quelli che queste cose potrebbero capirle, non si vergognano, a prestarsi a questo gioco di tradimento & coglionamento? N.d.Ar.]

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