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Curno, un laboratorio politico a 5,8 km da Bergamo

Riceviamo questo contributo da parte di un internauta che si firma Asferti: volentieri lo pubblichiamo.

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La storia di Curno, scritta da un oriundo curnense

Premessa
Sono un imprenditore. Non sono di Curno. Lo era mia mamma e tuttora ci vive una mia zia. Abito in un bellissimo posto, ameno e con una vista incantevole, a nord di Bergamo, dove è l’importanza straordinaria dei monumenti e delle opere d’arte lasciate dalle generazioni precedenti, oltre all’ambiente naturale, a determinare lo sviluppo e, per quanto possibile, l’estetica urbanistica. Ho frequentato buone scuole. Mi sono laureato e seguo quel settore commerciale che già mio padre aveva individuato e in cui si era saputo inserire con grande capacità. Eppure noi tutti siamo rimasti affezionatissimi a quel brutto paesaccio che è diventato Curno, alle sue storie, alla sua gente, specialmente gli anziani, ai quali mi sento ancora legato e che saluto sempre volentieri quando li incontro a Bergamo o da altre parti. Perché da quelle che sono sentite come le proprie radici non ci si stacca per tutta la vita.
Per i miei nipoti già non è così, e non sarà mai così, per loro Curno è insignificante, un posto brutto rispetto a quello dove vivono, soltanto un nome che hanno sentito ripetere più volte di altri, ma per me e mia sorella leggere Nusquamia è come tornare bambini: ci divertiamo a leggere e ci dispiace che le cose stiano andando così, con tanti contrasti ed errori.
Vorrei fare adesso un altro riassunto per capire meglio noi due per primi, un po’ quel che facciamo per la nostra azienda quando le storie sono un po’ ingarbugliate. Correggeteci se sbagliamo.

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Curno 2007-12: il buon governo nonostante le bizze dei partiti, il patto preelettorale di legislatura (antigandulfiano), l’eversione, l’ammuchiata istituzionale

Secondo quel che dice il dottor Gandolfi su questo diario le cose sarebbero andate così:
1) La lista Gandolfi, di destra, succede alla lista Morelli, di sinistra, nella primavera del 2007 e il sindaco scopre ben presto che la situazione è drammatica, sull’orlo del default: ci sono € 8.500.000,00 di debiti, e se non si dà una sterzata si va nel fallimento o qualcosa del genere. Gli alleati di maggioranza, salvo due, accettano di lavorare per salvare il Comune, mentre gli altri, per il rigore imposto, vedono forse sfumare desideri immobiliari non proprio velatissimi (in Consiglio Comunale ci sono ben sette tecnici, la metà dei consiglieri). Si aggiungono durante il quinquennio, forse già agli inizi, comportamenti etici ritenuti dal sindaco molto gravi, e due assessori vengono destituiti (questione moschea e festa della birra).
2) Spaccature nella maggioranza, forse tenuta insieme dall’amore per la forma comoda delle sedie, e reiterati tentativi di abbattere il sindaco Gandolfi, non gradito nemmeno al partito che dovrebbe essergli più vicino (il PDL). La componente di Pedretti della Lega Nord va insieme alla minoranza, rappresentata all’inizio ancora da Morelli, Conti, Benedetti, Serra, amministratori precedenti, e da un rappresentante dell’IDV, forse un certo signor Cangelli, che non conosciamo.
3) Gandolfi, che si presume aiutato dall’esterno da non meglio identificati amici competenti in materia, risana completamente in cinque anni i conti, nonostante la feroce opposizione della sinistra, salvando il comune dal default, e per di più fa eseguire anche alcune opere pubbliche, oltre a mandare avanti cantieri lasciati aperti (tutto questo è ricavato anche dalle centinaia di commenti agli articoli del blog riguardanti l’ultima seduta del Consiglio Comunale). [Si vedano gli articoli Curno inchiavardata: considerazioni in vista del consiglio del 28.09.2012; Il punto di vista degli àpoti curnensi al Consiglio comunale (Curno, 28.09.12); I viveur: mordacchia per Gandolfi e “casco del silenzio” per i loro stessi consiglieri. N.d.Ar.]
4) In particolare, riesce quello che viene da lui definito un miracolo nonostante sia stato costretto a rinunciare a incassare € 5.500.000,00 per l’edificazione di un fabbricato sul suolo del parcheggio “Zebra”, su progetto di un celebre architetto, definito “ecomostro” dal geometra Pedretti e, invece, bellissimo dall’arch. Conti, ma bocciato per non meglio specificati “motivi politici”.
5) A questo punto, appena quaranta giorni prima delle elezioni, i partiti si sarebbero accordati fra loro con un patto preelettorale di legislatura, il cui contenuto resta ignoto, in ogni caso prevedente la vittoria della sinistra per le spaccature che verranno create ad arte nella maggioranza di destra (il paese è a maggioranza centro-destrista) e fanno cadere l’amministrazione Gandolfi facendo rassegnare in blocco le dimissioni alla maggioranza dei consiglieri. L’esistenza del patto viene confermata da un importante esponente locale del Pd, del quale non viene rivelato il nome.
6) La nuova amministrazione, di sinistra e guidata dalla dott. Serra – la dott.ssa Morelli non si presenta più -. ha come motto quello di far vivere bene i curnesi, pur nella difficilissima situazione economico-finanziaria generale. E’ un mix di persone giovani (ignare del patto) e anziane, comprendente il nucleo essenziale della precedente Giunta Morelli, in cui rientra l’arch. Conti, espressamente voluto dal candidato sindaco, nonostante le resistenze interne, “per le sue competenze tecniche”, come afferma un commento (in realtà è anche un “pattista”). Viene cooptata la dott.ssa Luisa Gamba, probabilmente ignara del patto e apparentemente incaricata di essere la “tecnica” della formazione, con particolari mansioni in materia di gestione finanziaria, persona che nulla sa degli intrighi dei politicanti curnesi.
7) La nuova legislatura inizia e il primo atto importante è l’approvazione delle previsioni di bilancio, del 30 giugno: vengono aumentate le tasse per circa € 300.000,00 a fronte di redistribuzioni varie a favore di associazioni ritenute “amiche” dei vincitori. Il bilancio, comunque, è in equilibrio, anche se Gandolfi contesta svariati capitoli di spesa, abnormemente aumentati.
8) Il 5 luglio, l’amministrazione, aderendo alle richieste di un noto imprenditore, debitore nei confronti del Comune, gli dilaziona il debito (€ 402.000,00), condonandoglielo per il corrente anno. La delibera di Giunta, immediatamente esecutiva, non va in Consiglio e non riporta l’obbligatorio parere del Responsabile contabile del Comune.
9) Pochi giorni dopo, invece, il Comune paga puntualmente con ingenti esborsi tutti i creditori del Comune e rimborsa i residui mutui, con ulteriore pagamento, oltre alle somme mutuate, di altri € 400.000,00 circa per anticipata estinzione, e così vanno a farsi benedire sia gli equilibri di bilancio sia il patto di stabilità, perché nelle casse comunali vengono a mancare circa € 800.000, 00, nonostante il già avvenuto aumento delle tasse ai cittadini.
10) Gli equilibri di bilancio, nella riunione consiliare oggetto di tantissimi commenti su Nusquamia, vengono sistemati provvisoriamente mediante la previsione di un introito straordinario da qui alla fine dell’anno per l’importo di € 500.000,00. Si vedrà se saranno effettivamente incassati.
11) Il patto di stabilità, invece, salta, e il Comune dovrà scontare minori trasferimenti da parte dello Stato per l’importo di sforamento, e ci saranno nuove ulteriori tasse per i cittadini. Si ripete e sottolinea che tutto questo garbuglio avrebbe avuto origine pochi giorni dopo l’approvazione delle previsioni di bilancio, fasulle perciò, e sarebbe stato spiegato soltanto nella riunione consiliare cui sono dedicati i numerosissimi commenti.
12) Il patto politico però tiene, perché Consolandi, eletto dai ciellini di Curno, è membro effettivo della maggioranza e mai si è sentita voce di dissenso dai vari Stella, Salvi, Trabucchi, mentre Corti, eletto dalla Lega e dalla componente laicista del PDL, finge qualche volta di astenersi, però sempre approvando i provvedimenti che stanno più a cuore alla maggioranza. Dunque, un patto partitico di legislatura contro il solo Gandolfi, che però non desiste e rompe le scatole, patto che regge nonostante i problemi finanziari improvvidamente creati al Comune.
13) A questo punto, nuova strategia: la componente Corti, “pattizia” fin dall’origine, finge dissensi interni e vuole entrare in contatto con Gandolfi, per intaccarne i cardini di resistenza, mentre la maggioranza ufficiale viene consegnata al silenzio, in attesa degli sviluppi. Nessuno della maggioranza fornisce spiegazioni.
14) Gli errori commessi, però, pesano perché la popolazione, informata da questo diario, comincia ad allarmarsi e vede le cose con maggiore negatività: lo “sballo” del Comune sarebbe conseguenza del patto dei politicanti e non d’altro, perché appare strano che la dott.ssa Gamba, cooptata come “tecnica”, abbia potuto commettere errori elementari come quelli di cui viene (direttamente o indirettamente, dai suoi) accusata. Lo dico da amministratore e sono anch’io convinto che, specialmente a un’aziendalista ideologica, non possano sfuggire certi elementi di fatto. Sarebbe come dire a un insegnante di matematica che non sa fare 2+2. Impossibile. L’hanno intortata, non si sa ancora come.
15) Emerge nel popolo la domanda di come mai l’edificazione del parcheggio Zebra sia ancora prevista nel nuovo PGT e si sia obbligato il sindaco Gandolfi a rinunciare all’incasso di € 5.500.000,00: quali erano e in cosa consistevano le “motivazioni politiche” cui l’attuale vice-sindaco faceva riferimento per giustificare l’opposizione al progetto, pur da lui definito bellissimo?

Asferti

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